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Belarus 2022.6, il campione dell’est dal fascino vintage. La prova sul campo

Belarus 2022.6

Troppa tecnologia vi fa venire il mal di testa? Stufi di dover chiamare il concessionario ogni volta che dovete cambiare il settaggio della macchina sul computer di bordo? Avete nostalgia di quando potevate smontare e rimontare a piacimento il vostro trattore, ripararlo o sostituirne un pezzo nella vostra officina senza dover per forza aspettare l’intervento della (sempre più cara) assistenza specializzata della casa madre? Allora forse il Belarus 2022.6 è quello che fa per voi.

Belarus 2022.6, povero di elettronica ma ricco di soprese

Scordatevi elettronica, centraline e computer, ma anche servocomandi, powershift e trasmissioni continue, il Belarus 2022.6 che abbiamo provato è ancora come i trattori di una volta, ruvido, spartano, ma sincero, che non si camuffa dietro a un design all’ultima moda ma va fiero e a testa alta col suo aspetto retrò.

Un trattore che mantiene quello che promette, pochi fronzoli e tanto lavoro. Certo non paragonabile a nessuno degli altri modelli da 200 cavalli commercializzati sul nostro mercato, tutti allestiti con specifiche superiori già a partire dalle versioni base e ovviamente posizionati a livelli decisamente più alti di listino, ma un’alternativa low cost per chi non ha la possibilità di investire in tecnologie più sofisticate e spesso ridondanti per le proprie attività.

Belarus 2022.6

La meccanica del Belarus 2022.6

Nudo e crudo, l’unica concessione all’elettronica è per il sollevatore. Il cambio è meccanico a 24 rapporti. La Minski Traktarny Zavod, da tutti in Italia conosciuta come Belarus, non è certo un’aziendina da poco. Fondata nel 1946, è tuttora il principale costruttore di trattori gommati dell’intera area della Csi (Russia e repubbliche ex sovietiche) con circa 40mila unità prodotte nel 2019. Insignita ai tempi dell’Unione Sovietica dei titoli collettivi dell’Ordine di Lenin e dell’Ordine della Rivoluzione d’Ottobre, Belarus è ancora strettamente legata alla ‘grande madre Russia’ verso la quale indirizza la maggior parte dei trattori che esporta.

L’impronta genetica di stampo sovietico, decisamente poco incline a seguire le mode del mercato e piuttosto insensibile ai dettami stilistici, è ben visibile nel design della carrozzeria, pressoché invariato negli ultimi 15 anni. L’aspetto del 2022.6 non è dunque dei più moderni, con quel cofano a ‘bocca di balena’ dove sono incastonati due grossi fari dal profilo quadrato, che però è decisamente funzionale. Monoblocco, si può aprire a 45 o a 90 gradi consentendo un facile accesso al motore, alle batterie (ce ne sono due, una da 24 volt per l’avviamento e una da 12 per l’impianto elettrico) e al filtro dell’aria.

Motore generoso e duro a morire

Indubbiamente uno dei punti di forza del Belarus 2022.6 è rappresentato dal motore, che nonostante l’architettura un po’ datata è affidabile e in grado di garantire buone prestazioni, come abbiamo avuto modo di apprezzare durante la prova. Con una cubatura di 7,1 litri e una coppia poderosa di 92,3 chilogrammetri a 1.600 giri, ha impressionato positivamente per la sua elasticità, sempre pronto a rispondere alle sollecitazioni del pedale a qualsiasi numero di giri e in qualsiasi marcia.

Davvero difficile metterlo in difficoltà, sopperisce egregiamente all’impossibilità di cambiare marcia in movimento, rispondendo con prontezza alle improvvise variazioni di carico. Omologato Stage IV, il sei cilindri bielorusso è sovralimentato da un turbocompressore con intercooler e si avvale del sistema di iniezione common rail a controllo elettronico. I gas di scarico vengono trattati a valle con un classico sistema SCR. La curva di potenza ha un picco di 220 cavalli a 1.900 giri per poi scendere a 212 a 2.100. I consumi sono nella norma e il serbatoio carburante da 370 litri assicura ampiamente autonomia per tutta la giornata di lavoro.

Belarus 2022.6

Il cambio meccanico del Belarus 2022.6, il classico che non tramonta mai

Al motore si accoppia il più classico dei cambi meccanici. Come accennato in precedenza, qui di idraulico non c’è niente, quindi è sempre indispensabile l’uso della frizione per cambiare rapporto. Pensato per gli ampi spazi Poco male se si lavora in campo aperto su grandi estensioni (come peraltro avviene normalmente nelle sterminate pianure dell’est) decisamente scomodo se invece è necessario compiere frequenti manovre: il cambio a 6 marce è sincronizzato, ma per cambiare gamma e inserire la retro bisogna essere perfettamente fermi. Ci sono anche le mezze marce che si inseriscono premendo il pulsante presente sul pomello del cambio, ma anche in questo caso

a trattore fermo e frizione ben premuta. In tutto dunque i rapporti sono 24 in avanti e 12 in retro, con velocità comprese tra 1,86 e 40 chilometri orari. L’assale anteriore di tipo fisso con riduttori a cascata consente di effettuare svolte con raggio di sterzo inferiore agli 8 metri. La manovrabilità è dunque abbastanza buona considerando la lunghezza del passo che sfiora i 3 metri e che denota la propensione di questo trattore per i lavori da campo aperto.

La doppia trazione si inserisce elettroidraulicamente così come il bloccaggio del differenziale posteriore, che entra in funzione automaticamente quando slitta uno dei due semiassi.

Sollevatore da 6.500 chili

L’impianto idraulico è costituito da una pompa a ingranaggi da 55 litri al minuto sufficienti per il sollevatore da 6.500 chili e tre distributori ausiliari posteriori. Volendo però (in optional al costo di 6.200 euro), sono anche disponibili due distributori anteriori abbinati a sollevatore e presa di forza da mille giri.

Il controllo del sollevatore è di tipo elettronico, tramite il pannello posto sulla consolle alla destra del sedile. È così possibile settare accuratamente la profondità di lavoro e controllare sforzo e posizione. I distributori si gestiscono tramite le classi che leve idromeccaniche subito a destra del bracciolo. La presa di forza si inserisce tramite una leva idromeccanica servoassistita, ma per cambiare la velocità di funzionamento da 540 a 1.000 giri al minuto bisogna scendere dal trattore e sostituire il codolo. Agendo con una chiave su un eccentrico posizionato sotto al trattore in prossimità della scaletta è poi possibile passare alle velocità 540 Eco e 1.000 Eco.

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2020-12-09T15:42:32+01:009 Dicembre 2020|Categorie: PROVE|Tag: |

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