Federacma lancia l’allarme: investimenti bloccati per l’acquisto di trattori
L'incertezza normativa e la stasi sui decreti 4.0 e 5.0 potrebbero pesare come un macigno sul comparto manifatturiero dell'agromeccanica. Il punto della sigla
Nel mondo della meccanica agricola sta piovendo sul bagnato. I primi fievoli segnali di ripresa del mercato, registrati sul finire del 2025, potrebbero essere affossati non solo dalla crisi energetica emersa con lo scoppio della guerra in Medio Oriente, ma anche dalla stasi degli strumenti di investimento previsti dalle istituzioni italiane. A dirlo, senza giri di parole, è Federacma, la sigla parte di Confcommercio che riunisce le associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio.
Il blocco delle vendite registrato negli ultimi mesi a cui si è affiancato anche un rallentamento della produzione nasce proprio dall’incertezza normativa e dal mancato sblocco degli strumenti di incentivo agli investimenti per il comparto agricolo e per il rinnovo dei trattori. In sostanza, il quadro generale resta opaco, con misure operative 4.0 e 5.0 che non sono state avviate. Con due conseguenze: da una parte gli agricoltori che rinviano le decisioni di acquisto e dall’altra rivenditori e costruttori in difficoltà nella pianificazione commerciale e produttiva di macchinari agricoli.
Federacma, tra credito d’imposta 4.0 e Transizione 5.0
A tal proposito, Federacma ha richiamato l’attenzione del Governo sulla necessità di intervenire con urgenza su due fronti per porre freno a una situazione potenzialmente esplosiva. Il primo riguarda il decreto attuativo del credito d’imposta 4.0 dedicato al settore agricolo, di competenza del Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste (Masaf).
Sono ormai scaduti i 60 giorni previsti dalla Legge di Bilancio per la sua emanazione, senza che il provvedimento sia stato ancora pubblicato. Una misura ritenuta fondamentale per sostenere gli investimenti delle aziende agricole e rimettere in moto il mercato delle macchine, ma che al momento dispone di appena 2,1 milioni di euro di risorse, una dotazione ritenuta del tutto insufficiente per le esigenze del comparto.
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Il secondo nodo riguarda invece la Transizione 5.0, il cui decreto attuativo non è ancora stato pubblicato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit). Secondo quanto dichiarato nelle scorse settimane dal ministro Adolfo Urso, il provvedimento è già stato predisposto dal Mimit e trasmesso al Ministero dell’Economia, ma resta legato alla definizione del nodo normativo relativo al vincolo del cosiddetto ‘Made in Europe’. Tuttavia, ad ora, la misura risulta ancora congelata.
“Abbiamo apprezzato la scelta del Governo di accogliere la linea da noi proposta, introducendo uno strumento diretto come il credito d’imposta 4.0 dedicato al mondo agricolo. Oggi però l’intera filiera della meccanica agricola è fortemente preoccupata e chiede risposte – afferma il presidente di Federacma, Andrea Borio –. Non possiamo più permetterci di aspettare. L’agricoltore ha bisogno di chiarezza e tempi certi. Se questo stallo dovesse continuare ancora, il rischio è di mettere in crisi un comparto produttivo strategico per il Paese”.
