Gasolio agricolo, arriva il credito di imposta al 20% per mitigare il caro prezzi
Gli stanziamenti totali ammontano a 30 milioni di euro. Per ora, però, saranno erogabili limitatamente alle spese in carburanti effettuate a marzo. Il commento di Cia
Dopo il dietrofront sulla riduzione degli incentivi per la misura Transizione 5.0, per il settore primario arrivano ancora buone notizie. Il Masaf ha infatti annunciato l’arrivo del credito di imposta al 20% per il gasolio agricolo. La nuova misura, richiesta a gran voce da tutte le sigle di categorie, è stata varata per far fronte alle impennate dei prezzi in conseguenza dell’aumento dei costi di produzione dovuti alla crisi in Medio Oriente, ancora lontano da una risoluzione.
“I nostri agricoltori, potranno attutire i rincari del costo del carburante necessario a produrre”, ha esordito in una nota il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida. “È una misura che ha un impatto sia sulle nostre imprese agricole che sui cittadini che potranno continuare a scegliere la qualità dei prodotti italiani senza ulteriori aumenti derivanti dall’aumento dei costi di produzione dovuti al caro energetico”.
Dallo scoppio della guerra in Medio Oriente lo scorso 28 febbraio, il prezzo del gasolio agricolo (già agevolato rispetto a quello ‘normale’ alle stazioni di servizio in strada), è passato infatti da 0,85 euro/litro a oltre 1,40‑1,45 euro/litro. L’impatto sulle imprese è stato aggravato, poi, dall’aumento a cascata dei prezzi dei fertilizzanti e delle altre commodities che riguardano il settore primario.
Gasolio agricolo, le richieste di Cia-Agricoltori Italiani
Per ora il plafond totale della misura sul credito d’imposta per il gasolio agricolo ammonta a 30 milioni ed è dedicata alle spese in carburanti effettuate nel mese di marzo 2026. Cia-Agricoltori Italiani ha commentato positivamente la misura del Masaf, ma ha comunque espresso perplessità sulla sua durata.
“L’introduzione del beneficio del 20% per il mese di marzo – ha esordito la sigla in una nota – rappresenta un primo riconoscimento delle richieste avanzate dall’Organizzazione, che però necessita di ulteriori estensioni, in particolare per i mesi di aprile e maggio, periodo in cui le attività agricole si intensificano e cresce la domanda di input energetici, alla quale si aggiunge l’aumento dei costi di produzione, con rincari significativi anche per i fertilizzanti, arrivati fino al 60% per urea e azotati”.
