I pesanti rincari dei carburanti, provocati dallo scoppio delle ostilità in Medio Oriente tra Stati Uniti, Israele e Iran, inizia ad avere ripercussioni non solo sulla mobilità privata, ma anche sulle imprese agricole. A dirlo, senza giri di parole, è Confagricoltura. La chiusura dello stretto di Hormuz da parte delle autorità iraniante e il conseguente blocco del traffico di petroliere nello snodo in cui passa il 20% del greggio mondiale, sta creando instabilità su tutti i mercati globali. E, a cascata, anche sulle imprese che, proprio di quei carburanti necessitano per garantire l’operatività aziendale.

Nel settore primario, già oggi si registra una situazione di instabilità che, per vari motivi, sta interessando diversi comparti, e che ora si somma a significativi incrementi di prezzo per i fertilizzanti (urea) e i carburanti, aumentati rapidissimamente negli ultimi giorni.

“Siamo preoccupati – ha esordito in una nota il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti per l’escalation improvvisa dei prezzi dei combustibili e dei prodotti energetici, nonché dei fertilizzanti, che hanno raggiunto punte ingiustificate di oltre il 30% anche in seguito alle decisioni europee antecedenti il conflitto in Medio Oriente. Questo accade, tra l’altro, in una fase in cui si sta avviando la campagna di produzione”. Un aggravarsi della guerra provocherebbe ulteriori aumenti delle quotazioni del petrolio, con effetti indiretti sui costi energetici e logistici e, conseguentemente, sui prezzi dei fertilizzanti.

Per Confagricoltura occorre monitorare il prezzo del gasolio

I rincari, nonostante gli sforzi da parte delle imprese, potrebbero avere effetti sul quadro dei prezzi portando a un’inflazione da costi, come accaduto qualche anno fa. Le aziende agricole, tuttavia, – evidenzia la Confederazione – sono il primo anello della filiera e potrebbero non essere in grado di trasferire a valle i maggiori oneri. Anche relativamente a questo aspetto è importante l’analisi per verificare il rischio che le imprese agricole possano subire un calo di redditività e di competitività.

Va ricordato, peraltro, che la legislazione nazionale prevede che la fissazione dei prezzi dei prodotti agricoli ceduti debba tenere conto dell’evoluzione dei costi. Confagricoltura invita quindi a monitorare costantemente la situazione, ma anche a individuare eventuali interventi per riequilibrare le quotazioni di benzina e gasolio dopo la scelta dell’unificazione dei tassi di accisa. Non ultimo, a rivalutare il provvedimento del cosiddetto ‘DL Bollette’, che è stato concepito in un contesto del tutto diverso da quello attuale, con perturbazioni notevoli del prezzo dei beni energetici.

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