Goldoni, vicina l’acquisizione da parte di Asko Holding. A rischio la metà dei posti di lavoro
In base a quanto rilasciato dai sindacati, gli esuberi sarebbero più di 50. Fiom-Cgil: "non è una situazione accettabile"
Non arrivano buone notizie da Migliarina di Carpi, la frazione del comune emiliano in cui si trova lo stabilimento di uno dei marchi di trattori che hanno scritto la storia della meccanizzazione agricola italiana. In base a quanto si apprende dalla Gazzetta di Modena, dopo anni di rilancio – probabilmente senza i successi sperati – Goldoni sarebbe sul punto di essere venduta da Keestrack, la società belga che quasi sei anni fa l’aveva rilevata da Lovol. Lo scorso ottobre erano iniziate a circolare le prime voci sulla possibile cessione. Che, di mese in mese, si sono fatte sempre più insistenti. Fino ad oggi.
Il player turco (originariamente anonimo) interessato a rilevare Goldoni è infatti ASKO Holding, multinazionale specializzata nella produzione di macchinari agricoli e per l’edilizia, al cui interno spiccano marchi come Basak e Versatile. Tuttavia, sebbene a differenza del 2020 lo spettro del concordato liquidatorio parrebbe essere stato scacciato, lo scenario che emerge dalla cessione non è per nulla rassicurante.

Dall’incontro tra i sindacati (rappresentanti di Fiom Cgil e la Rsu Fiom Cgil), la proprietà Keestrack e i nuovi acquirenti, sarebbe emersa la volontà da parte di ASKO Holding di applicare pesantissimi tagli al personale che attualmente lavora presso il polo Goldoni di Migliarina di Carpi. La proposta del gruppo turco, infatti, prevede esuberi che superano il 50% dell’attuale forza lavoro. Che quindi, in base ai piani presentati, passerebbe da 97 dipendenti a 41.
Anche se accompagnato da incentivi e buonuscite, il piano non poteva che trovare la ferma opposizione dei rappresentanti sindacali, visibilmente indispettiti dal mancato rispetto della tenuta occupazionale che, durante i primi colloqui conoscitivi tra le parti, sembrava invece essere stata garantita. Fiom-Cgil ha quindi rispedito al mittente la proposta, chiedendo un nuovo tavolo per ridurre il numero di esuberi e per modificare il piano di rilancio di Goldoni, attualmente ritenuto insufficiente per mantenere la qualità occupazionale che un marchio storico come questo richiede.
