Oltre al Mercosur, c’è un altro nodo intricato che, da anni, crea malumori e attriti in seno al comparto primario. Stiamo parlando del prezzo del grano duro, da sempre su un’altalena pericolosa, anche a causa delle impennate repentine a cui, saltuariamente, va incontro. Come nel caso, per esempio, era avvenuto nel 2022, dopo lo scoppio della guerra tra Russia e Ucraina e il blocco di numerose navi cargo. E non solo. Anche negli anni successivi l’andamento dei prezzi è stato molto incostante, dando origine a turbolenze nel comparto agricolo.

Proprio per porre un freno a questa deriva, il Masaf (Ministero delle Imprese e del Made in Italy) ha annunciato l’istituzione della Commissione Unica Nazionale (CUN) sul Grano Duro. Si tratta di un organismo che dovrà individuare il prezzo indicativo del grano duro di produzione nazionale e le sue relative tendenze di mercato.

Tali rilevazioni saranno svolte in modo regolamentato e trasparente e avranno l’obiettivo di individuare il prezzo di riferimento nazionale. La Commissione sarà il luogo di raccordo tra la parte produttiva e la parte industriale acquirente che saranno pariteticamente rappresentate al proprio interno. In sostanza, come ribadito dal Masaf in una nota, la CUN sarà uno strumento per assicurare la trasparenza del mercato e il processo di formazione dei prezzi, rispondendo in modo tempestivo alle esigenze degli operatori di mercato per orientare il proprio operato.

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“Il Governo Meloni è quello che ha investito di più nel sostegno agli agricoltori, all’agricoltura e continueremo in questo lavoro mantenendo gli impegni presi con il settore primario garante della nostra Sovranità alimentare. Con l’avvio della Cun vogliamo dare maggiore trasparenza e correttezza nei rapporti di filiera e certezze ai nostri agricoltori per rafforzare la competitività della filiera cerealicola italiana e l’individuazione di un prezzo equo”.

“Crediamo nella concorrenza leale e per questo rafforzeremo il sistema di controlli alle frontiere, perché il grano importato rispetti tutti gli standard che i nostri agricoltori rispettano. Il grano fa parte della nostra identità e lo proteggiamo con questo utile strumento”, ha commentato il ministro dell’Agricoltura, della Sovranità alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida.

Positiva anche la reazione delle sigle di categoria. “CIA che per il grano, il riconoscimento del giusto prezzo ai produttori, la tutela del Made in Italy, conduce da anni una ferrea e instancabile battaglia, auspica che ci siano da subito tutte le condizioni affinché si possa, efficacemente, usufruire di uno strumento importante per il comparto cerealicolo. Contro la crisi produttiva che sta affrontando il settore, piegato da costi fuori misura e prezzi in continua caduta, la CUN, di concerto con Granaio Italia e i contratti di filiera, rientra sicuramente tra gli strumenti importanti per valorizzare la produzione di grano duro, tassello fondamentale della filiera grano-pasta”.

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