Nel panorama trattoristico mondiale il Fastrac di Jcb si è sempre contraddistinto per soluzioni tecnologiche che lo rendono un mezzo a se stante sul mercato. Nessun’altra macchina è in grado oggi di assumere un ventaglio di configurazioni ad hoc come il Fastrac oltre alla ben nota peculiarità di viaggiare su strada in tutta sicurezza e comfort a velocità elevate. La serie 4000, subito apprezzata da farmer europei per le dimensioni e la classe di potenza, ha fatto un ulteriore passo avanti grazie alla rivoluzionaria piattaforma elettronica iCON ideata per offrire un livello superiore di interfaccia trattore/utente.

Il nuovo universo digital, coniugato alle prerogative uniche del mezzo in termini di versatilità, maneggevolezza e rispetto del suolo hanno convinto la giuria del Tractor of the Year a premiare il JCB Fastrac 4220 iCon con la prestigiosa palma di Sustainable TOTY 2023. Il pacchetto ‘hardware + software’ ha reso infatti il trattore più efficiente, sicuro, confortevole e connesso, incidendo positivamente sui costi di utilizzo e sui consumi. Non dimentichiamo poi la velocità di 60 km/h, meno tempo su strada significa più tempo in campo.

JCB Fastrac 4220 iCON, la meccanica

Il Fastrac 4220 iCON è un’icona anche all’interno della scuderia Jcb. Considerati i cinque modelli oggi a listino, tre della serie 4000 e due della serie 8000, il 4220 è di gran lunga il più venduto, rappresentando quasi il 70 per cento di tutti i Fastrac consegnati. Come già accennato il motivo va ricercato nell’ottimo connubio tra dimensioni, classe di potenza e versatilità. Senza dimenticare la manovrabilità, pressoché ineguagliabile specie in abbinamento con attrezzature portate anche molto ingombranti e voluminose. La prima versione naque nell’ormai lontano 2014 e, a esclusione dell’adeguamento allo Stage V sulle emissioni avvenuto nel 2020, ben poco è cambiato fino a oggi, eccetto appunto il lancio della nuova piattaforma di gestione iCON.

Squadra che vince non si cambia e infatti il 4220 monta ancora il suo bel sei cilindri AgcoPower da 235 cavalli abbinato al CVT di origine Fendt e offre tutti i vantaggi esclusivi Fastrac dalle quattro ruote sterzanti, alle sospensioni idropneumatiche a doppio effetto e ai potenti freni a disco a doppia pinza con ABS. Risultato: velocità massima omologata (non in Italia) di 63 chilometri orari con una sensazione di guida su strada molto più vicina a quella offerta da un veicolo automotive che da un mezzo off-road. Effettivamente l’interfaccia di serie dei Fastrac 4000 appariva ormai datata specie se confrontata con quanto offerto dalla concorrenza a livello di display e comandi personalizzabili. Una pecca su tutte, la mancanza di un terminale compatibile Isobus che costringeva i proprietari del Fastrac a ingombrare la cabina con schermi e apparecchiature aftermarket.

25 chilometri di cablaggi

A giustificare la decalcomania iCON ci sono la bellezza di 25 chilometri di cablaggi, di cui oltre 800 per il solo abitacolo e milioni di righe di codice che costituiscono appunto il software di gestione della nuova piattforma elettronica sviluppata dai tecnici Jcb. Una volta a bordo il tutto si traduce in un avveniristico bracciolo con joystick multifunzione di ultima generazione e all’estremità un bel monitor touchscreen da 12 pollici. Non solo, la consolle prevede anche un secondo joystick, i comandi dei distributori, la manopola per la navigazione alternativa all’utilizzo del touchsreen e i controlli per sollevatore e Pto.

Correva l’anno 1991. Dopo quattro anni di test condotti in gran segreto nelle campagne inglesi, e la presentazione ufficiale avvenuta nel 1990 davanti al pubblico del Royal Smithfield Show, JCB inizia la produzione in serie del Fastrac. La prima gamma, prodotta nell’apposito nuovo stabilimento JCB Landpower di Cheadle, denominata 100, era composta da due modelli equipaggiati col 6 cilindri turbo Perkins 1000 da 6 litri capace di erogare 125 cavalli di potenza massima sul Fastrac 125 e 145 cavalli sul Fastrac 145

I primi Fastrac

Ciò che è importante sottolineare è che la nuova configurazione non comporta solo un enorme miglioramento ergonomico rispetto all’assetto precedente, ma anche un cambio radicale sulla guida del mezzo. Sebbene infatti la trasmissione del Fastrac sia la stessa ML180 montata da molti modelli Fendt, il controllo avveniva in maniera differente. I movimenti in avanti e indietro della leva gestivano infatti il cambio di direzione, mentre quelli laterali modificavano la velocità. A nostro parere è sicuramente più intuitiva la gestione opposta di Fendt con i movimenti longitudinali a gestire la velocità e quelli trasversali la direzione, esattamente come avviene ora anche per i nuovi Fastrac.

Allo stesso modo è stato abbandonato il pulsante per passare dalla modalità di guida a leva a quella a pedale e viceversa, switch che ora si attiva in automatico passando da un comando all’altro. Ma attenzione per chi fosse affezionato alla vecchia impostazione è possibile selezionare la modalità ‘Classic’ per tornare alle funzioni originarie. Altro upgrade a livello di trasmissione è il sistema Smart Transmission Control che permette di impostare la velocità di avanzamento lasciando al trattore il compito di armonizzare il regime del motore e il cambio a variazione continua.

In pratica si tratta dell’analoga funzione Tms di Fendt. Pollice alto anche per il sistema JCB Headland Turn Assist che offre fino a 50 sequenze individuabili con un massimo di altrettanti step ciascuna. In ambito precision farming Jcb ha inoltre messo a punto il proprio sistema di guida automatica completamente integrato, composto da un ricevitore Novatel Smart-7 sul tetto, più controllo dello sterzo e interfaccia utente con funzioni ‘Section Control’ e ‘Variable rate Control’ collegate. Il tutto funziona molto bene anche se mancano ancora alcune chicche offerte dai più quotati competitor, quali il riconoscimento automatico del campo, il trasferimento wireless dei dati alla fine di un lavoro e la funzione di svolta automatica a fine campo.

Esclusiva JCB particolarmente apprezzata durante durante i test è il sistema Twin Steer per la gestione delle quattro ruote sterzanti con controllo individuale dei due assi mediante ricevitori Gps separati. Ciò consente di oprerare in tutta sicurezza su pendenze trasversali evitando slittamenti o sopvrapposizioni durante le lavorazioni. Attualmente il dispositivo richiede l’inserimento di uno o due display aggiuntivi a seconda del fornitore, ma JCB ha afermato che è in fase di studio il kit ‘home made’. Sempre a livello di sterzo è disponibile l’unità JCB Rapid Steer che riduce il numero dei giri del volante per svolte e manovre in spazi ridotti.

Per quanto riguarda l’idraulica l’impianto usufruisce dell’upgrade apportato nel 2019 assieme all’allineamento allo Stage V, ovvero la pompa da 195 litri al minuto anzichè 148. I quattro distributori posteriori elettroidraulici (più due frontali in optional) possono essere gestiti mediante i moderni finger tip a Led codificati a colori, oppure attraverso la nuova leva in consolle. Quest’ultima, offre infatti altri quattro pulsanti personalizzabili oltre al controllo proporzionale delle funzioni idrauliche. Può dunque essere utilizzata anche per il sollevatore anteriore, l’eventuale caricatore frontale e attrezzature comandate via Isobus. Il sollevatore posteriore alza fino a un massimo di 8 mila chili, mentre quello anteriore (su richiesta) arriva a 3.500.

La cabina: ufficio in campo. Tanto spazio e nuova consolle super ergonomica

Come ribadito più volte a livello di estetica e dimensioni praticamente nulla è cambiato. Non fa eccezione la scocca della cabina a parte il design delle portiere leggermente modificato per migliorare l’aorodinamica e ridurre il rumore. Detto ciò l’abitacolo del Fastrac resta senza dubbio una dei più spaziosi e confortevoli del settore con una seduta del passeggero quasi paragonabile a quella dell’operatore e una visuale a 360 gradi. Elemento chiave è l’avanzato monitor touchscreen da 12 pollici fissato su una staffa girevole per essere posizionato nel punto ideale a seconda dell’evenienza. Prevede cinque schermate di base caratterizzate da un layout estremamente intuitivo e da una grafica ad altissima definizione.

Oltre alla pagina iniziale del menu di avvio, la seconda è dedicata alle impostazioni dei distributori e le altre due successive alle informazioni sui parametri operativi della macchina fornendo anche una vista della telecamera e un’unità specifica Isobus 2 Universal Terminal; infine la quinta schermata è concepita per la guida satellitare Jcb e per le opzioni di smart farming. Abbiamo particolarmente apprezzato il nuovo cruscotto totalmente digitale da 7 pollici collegato all’unità regolabile del volante e la possibilità di assegnare liberamente le funzioni idrauliche sia al joystick principale che a quello ausiliario dotato di retroilluminazione a Led che identifica quale valvola è attribuita a ciascun comando.

Tra i punti di forza del nuovo posto di guida figurano poi l’introduzione di un perfezionato impianto di climatizzazione automatico e l’implementazione di ben quattro porte Usb. Per il mercato italiano Jcb ha predefinito uno specifico livello di allestimento per ogni modello con una dotazione su misura; le punte di diamante Fastrac 4220 e Fastrac 8330 sono contraddistinte da un superiore equipaggiamento che comprende diversi plus, come il sedile con sospensioni pneumatiche riscaldato e ventilato, il circuito fari a Led e il pacchetto ‘road performance’.

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