Ad una prima occhiata sembra un bolide d’epoca, di quelli che sfrecciavano sulle piste delle gare automobilistiche negli anni ’30, per certi aspetti quasi simile a quei capolavori su quattro ruote che rispondevano al nome di ‘frecce d’argento’ (ovvero le Mercedes-Benz e le Auto Union che dominarono i campionati europei tra il 1934 e lo scoppio della guerra). Niente di tutto ciò: in realtà è una versione speciale di un trattore Lamborghini, ideata e sviluppata dal designer Adler Capelli nel 2016, in occasione delle celebrazioni per il centenario di Ferruccio Lamborghini, storico fondatore della Casa automobilistica. La cui avventura imprenditoriale incominciò, in realtà, proprio dai trattori.

Lamborghini Centenario, un pezzo d’epoca. Contemporaneo

Il trattore prende il nome dalla ricorrenza per cui è stato progettato: così è nato il Lamborghini Centenario. Un mezzo agricolo esclusivo praticamente quasi quanto una fuori serie: dalle linee produttive ne sono usciti solamente cinque. Un’esclusività che ne ha fatto inevitabilmente lievitare il prezzo.

Quando venne lanciato al ‘pubblico’ (in realtà una ristrettissima schiera di facoltosi collezionisti) il prezzo si attestava infatti sui 250mila euro, una cifra imponente, soprattutto se si considerano le caratteristiche tecniche, di certo non paragonabili a quanto hanno da offrire i bolidi moderni delle più blasonate case automobilistiche contemporanee (tra cui figurano, ovviamente, anche le ultime incarnazioni degli storici modelli Lamborghini, Revuelto e Huracán su tutti).

Dal lancio nel 2016, il prezzo originario è ulteriormente lievitato, fino a raggiungere sul mercato dell’usato l’attuale valore di mezzo milione di euro. Il modello (il quarto dei cinque lanciati sul mercato) è stato messo in vendita sito classicdriver.com da una realtà svizzera che si occupa di tuning e automotive, tale Cartech Autotechnik.

In base a quanto appreso dalla pagina del sito e dalla informazioni rilasciate dal venditore, il Lamborghini Centenario in questione – con iconica livrea in ‘metallo nudo’ – ha un motore storico, un diesel DLA 2.2 litri da 39 cv, con 500 km sulle spalle (si ipotizza soprattutto per raduni, di certo non per attività nei campi, considerandone il valore). Il cambio è manuale, mentre la trazione è a due ruote motrici. Tante le chicche di design a bordo: dal quadro strumenti originale (opportunamente ricollocato) a un posacenere per ‘gentleman’, fino ad arrivare alla rivettatura del cofano. Insomma, un mezzo senza tempo. Ma che necessita di un portafoglio piuttosto capiente per essere portato in giro.

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