Nella cornice dell’azienda agricola Cristina Cesare, incastonata in quel gioiellino paesaggistico che è l’Oltrepò Pavese – tra colline, vigneti e santuari della tradizione – abbiamo avuto modo di provare l’ultimo arrivato in casa Pasquali, uno dei tasselli della rinnovata gamma dei Model Year 2024: l’Orion 85 RS. Un modello che guarda al futuro, partendo da quanto di buono è già stato fatto negli scorsi anni sulle gamme di specializzati del gruppo BCS, di cui Pasquali fa parte.

Oltre ad alcuni accorgimenti meccanici e motoristici, la maggior parte delle novità hanno portato alle estreme conseguenze la già ottima ergonomia che da sempre caratterizza questa gamma. Abbiamo provato il Pasquali Orion RS 85 in un classico impiego autunnale, ovvero per la trinciatura dei residui (arbusti, fogliame e erbacce) ottenuti dalla potatura degli scorsi mesi. Il mezzo non ha avuto nessun tipo di problema durante le operazioni di sminuzzamento dei materiali, ed è passato con rapidità da un filare all’altro con manovre veloci, saltando praticamente un solo filare nelle manovre a fine campo, e proseguendo senza sosta le lavorazioni, anche nei tratti più pendenti.

Orion 85 RS, la meccanica. I progettisti si sono affidati a Kohler. Ma con alcune novità

Disponibili nelle versioni ‘RS’ e ‘MT’ a ruote sterzanti (ma non con il doppio sistema di sterzo Dualsteer o in versione ‘AI-Tractor’ presenti per altre gamme del brand), i rinnovati Orion 85 sono caratterizzati da una nuova postazione di guida, un nuova cabina Categoria 4, maggiore offerta idraulica e un look completamente rinnovato con fanaleria full led, che è andata a sostituire i precedenti fari alogeni. La versione che abbiamo provato noi era la ‘RS’. Come da tradizione del gruppo BCS, per il sistema propulsivo i progettisti di Pasquali si sono affidati a un Kohler 2.5 litri da 4 cilindri Turbo Intercooler Common Rail, di produzione italiana (vede la luce, infatti, negli stabilimenti emiliani del gruppo motoristico), in grado di raggiungere una potenza massima di 75 cv (a 2.300 giri/ min), e con una coppia motrice di 300 Nm (raggiungibile già a 1.500 giri/min).

Un motore che ha riscontrato un notevole successo commerciale negli ultimi anni e che, da un punto di vista di utilizzo quotidiano, non necessita di rigenerazione e nemmeno di AdBlue. La trasmissione è caratterizzata da un cambio sincronizzato 16 AV + 16 RM con frizione Easy Plus e funzione Smart Brake & Go, utile per le ripartenze sui terreni più impervi. Presente anche l’inversore sincronizzato che, nel caso dell’ORION 85 M.Y. 2024, è dotato del pulsante Power Clutch System. Ampliata anche l’offerta di distributori idraulici, all’insegna di una personalizzazione ancor più mirata sulle specifiche esigenze del cliente. Quello installato sui nuovi Orion 85, è un sistema a doppio circuito con pompe indipendenti e scambiatore di calore, con la possibilità di ben 12 prese idrauliche posteriori totali (che arrivano a 13 nella versione con joystick – anch’esso nuovo con impugnatura ergonomica – grazie all’aggiunta di un secondo scarico libero 3/8”). Nuovo anche il circuito di raffreddamento dell’olio che ne aumenta le performance.

Il Kohler KDI 2504 TCR nasce dall’esigenza di combinare alte prestazioni con ingombri ridotti. Il sistema di iniezione common rail con pompa ad alta pressione da 2.000 bar consente un eccellente controllo della portata del carburante durante il processo di iniezione, mentre l’intercooler garantisce la corretta temperatura di ingresso dell’aria per garantire prestazioni ottimali del motore e avere una maggiore coppia ai bassi regimi.

E, mentre le leve per l’azionamento dei distributori sono raggruppate sul lato destro del posto guida, i progettisti hanno anche un aggiunto filtro spin-on in pressione a garanzia di una migliore pulizia dell’olio e una maggiore protezione dei componenti idraulici. Migliorato l’ancoraggio del terzo punto per la gestione degli attrezzi. Ma è stata cambiata anche la disposizione dei distributori posteriori che, nella cabina Vista Pro, si trovano sopra il parafango destro e non più nella zona del terzo punto: una scelta, quella dei progettisti Pasquali, che va a velocizzare sensibilmente tutte le operazioni di attacco/stacco. La capacità del sollevatore posteriore alle rotule è invece di 2.300 kg.

Nel M.Y.2024 è ora presente anche l’inversore elettroidraulico con tecnologia EasyDrive, che permette di variare la direzione di marcia in massima sicurezza: quando viene cambiata la direzione da avanti in retro o viceversa, infatti, vengono azionati dei freni di stazionamento che bloccano la macchina in tutta sicurezza. Una funzione particolarmente utile soprattutto per gli operatori che si trovano ad operare su vigneti o frutteti in pendenza, dove anche il minimo errore in fase di marcia può avere conseguenze serie. La PTO posteriore, indipendente e sincronizzata, è dotata delle classiche velocità di 540/540E giri al minuti (e di 540/1000 rpm su MT). La trazione, dal canto suo, è rigorosamente a quattro ruote motrici, con la possibilità di disinserimento della trazione anteriore qualora fosse richiesto dalle condizioni operative.

La cabina, piccola ma funzionale. Parola d’ordine? ‘Ergonomia’

Due i possibili allestimenti in fatto di cabine con cui Pasquali intende offrire questa gamma sul mercato. Da una parte la Space Clima, la cabina standard a sei montanti con cui, di fabbrica, vengono prodotte tutte le versioni dell’Orion RS 85. E, come optional, la Vista Pro, a quattro montanti, con una superficie vetrata maggiorata in grado di garantire ancora più visibilità agli operatori. Omologata Cat.4, ha una forma leggermente conica, ed è adattata tutte quelle aziende agricole che effettuano anche trattamenti fitosanitari in loco. Quindi, se la Vista Pro, si presta all’utilizzo con fitofarmaci in spazi leggermente più ristretti, la Space Clima, dal canto suo, si pone come la scelta ideale per tutti quegli operatori che non hanno specifiche esigenze di spazio.

I progettisti hanno rivisto completamente la macchina per quanto riguarda l’ergonomia, sia esternamente che internamente, andando a limare tutta una serie di dettagli fondamentali per migliorare l’operatività di bordo. Andando a partire, per esempio, dalla ‘conchiglia’ che si trova davanti all’operatore e che racchiude il volante e il cruscotto con il tachimetro e le informazioni di bordo. Per il Model Year 2024 il design di questa componente è più rastremato e agevola la posizione delle ginocchia. Le leve del cambio sono state spostate più avanti, mentre la posizione dei pedali è stata aggiustata, per migliorare l’accesso alla cabina e, al contempo, migliorare comodità di bordo e operatività, con minori perdite di tempo.

Come si accennava in precedenza, a fianco del posto guida è presente anche il nuovo joystick elettronico, che permette di utilizzare con la mano destra fino a un massimo di 13 distributori, ovvero due in più rispetto al modello precedente. I fari, sia frontali che posteriori, sono ora tutti a led e garantiscono un minor consumo di elettricità a cui consegue anche un minor carico del motore ma, al contempo, una maggiore luminosità rispetto ai fari alogeni dei modelli precedenti. Un’aggiunta particolarmente utile, che casca a fagiolo in questo periodo dell’anno, in cui le giornate si fanno più corte e il buio subentra presto, già durante il pomeriggio.

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