Il dibattito sulla gestione dei fondi di oltre 200 miliardi di euro in arrivo con il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR) è nel pieno dello svolgimento, dopo l’approvazione in Parlamento dello scorso aprile. Anche le macchine agricole svolgeranno un ruolo cruciale all’interno della pianificazione per la ripresa post-pandemica contenuta nel pacchetto europeo Next Generation EU, di cui il PNRR fa parte. Tanto che il Governo ha deciso di stanziare ben 500 milioni per “Innovazione e meccanizzazione nel settore agricolo”.

Ma quanti di questi fondi verranno effettivamente impiegati per il rinnovo del parco, quali saranno i criteri per l’assegnazione dei fondi, come verranno distribuiti nel tempo i finanziamenti e come verrà valutato il loro impatto sull’economia agricola sono questioni prioritarie? Proprio per rispondere a queste domande FederUnacoma, la Federazione italiana dei costruttori (anche organizzatrice di EIMA International), ha annunciato di essere al lavoro su un documento programmatico dedicato che, a breve, verrà presentato al Governo e al Ministero delle Politiche Agricole. L’obiettivo è quello di contribuire alla definizione di una strategia nazionale che possa legare in modo organico il PNRR, gli strumenti d’incentivazione già esistenti e la nuova Politica Agricola Comunitaria.

PNRR
Il ministro del MIPAAF Stefano Patuanelli

PNRR, il futuro della meccanizzazione agricola

Il documento – che fa seguito ad un progetto specifico per la meccanizzazione agricola già presentato nei mesi scorsi al MIPAAF – si basa su una analisi economica del comparto agro-meccanico, e ricostruisce una mappa dei fabbisogni di meccanizzazione per tipologia di prodotto ed area geografica, così da suggerire un migliore utilizzo dei fondi in arrivo e supportare le decisioni in sede politica. In occasione della propria Assemblea generale, fissata per il 19 luglio a Bologna, FederUnacoma darà anche vita ad un Forum sull’attuazione del PNRR e sulle ricadute della nuova PAC nel settore della meccanica agricola. Al Forum sono chiamati a partecipare economisti, rappresentanti degli enti pubblici e del mondo politico, esponenti di Confindustria oltre che le associazioni della filiera e gli imprenditori del settore.

“Mai come in questo momento è necessario avere una visione organica della meccanizzazione – sostiene il Presidente di FederUnacoma Alessandro Malavolti – giacché non esiste più una politica agricola che non sia anche ambientale, e non esiste un’innovazione tecnologica che non riguardi le filiere nella loro interezza”. “La contesa su quanti dei fondi per l’innovazione in agricoltura andranno alla meccanizzazione e quanti alla filiera dell’olio d’oliva, ad esempio, rischia di essere inutilmente corporativa -spiega il presidente dei costruttori – giacché l’innovazione del comparto è strettamente integrata: una filiera olivicolo-olearia d’eccellenza richiede infatti macchine per i trattamenti alle piante, per il monitoraggio e la prevenzione delle malattie, sistemi per la raccolta, il trasporto e la prima lavorazione del prodotto sino alla trasformazione finale, e questo significa che ogni intervento di rilancio dovrebbe essere pensato in termini complessivi”.

“Al Forum di luglio parleremo di filiere bene integrate – conclude Malavolti – ma anche di filiere allargate: proprio un settore come quello olivicolo-oleario, ad esempio, produce potature e sottoprodotti delle lavorazioni che sono fondamentali per la produzione di biocombustibili e che realizzano importanti obiettivi di economia verde ed economia circolare”. Un contributo significativo al Forum FederUnacoma verrà dai risultati di uno specifico “Think Tank” realizzato dalle aziende associate, che si articolerà in cinque gruppi di lavoro su temi quali l’impatto del PNRR sulla ricerca, la digitalizzazione dell’agricoltura, il ruolo economico e sociale del verde pubblico, la transizione ecologica e l’istruzione e formazione specifica per la meccanica agricola.

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