L’agricoltura è in crescita a livello globale, e la domanda di trattori e macchine agricole è dunque potenzialmente molto elevata. Tuttavia, l’attuale congiuntura economica e geopolitica rallenta gli scambi pesando sull’andamento del settore. Questo, in sostanza, quanto emerso nella conferenza stampa di presentazione della 47esima edizione di EIMA International. Nel corso dell’appuntamento Mariateresa Maschio e Simona Rapastella, rispettivamente presidente e direttore generale di FederUnacoma, hanno illustrato in che modo il mercato mondiale sta cambiando. E verso quali nuovi equilibri sta orientandosi il comparto agromeccanico.

“Le politiche protezionistiche di alcuni Paesi, le sanzioni economiche, le interferenze sulle rotte commerciali e le guerre dei dazi hanno prodotto una frammentazione dei mercati e un forte rallentamento degli scambi, che così sta pesando sull’andamento del settore agromeccanico”. Così ha esordito la presidente di FederUnacoma.

Mercato trattori, l’andamento dei paesi occidentali. Per l’India nuovo record

Come emerso nel corso dell’incontro, i dati oggi disponibili, relativi al 2025, indicano infatti una flessione delle vendite sui mercati tradizionali. Gli Stati Uniti, condizionati dalle nuove barriere tariffarie, chiudono l’anno con un calo del 10%, in ragione di 196 mila trattrici vendute (erano state 217 mila nel 2024) realizzando il peggior risultato degli ultimi tredici anni. In flessione risultano anche la Germania (-12,2% con circa 26 mila mezzi immatricolati), la Francia (-14% con 24 mila unità nel consuntivo di novembre), la Gran Bretagna (-14,2% con 9 mila unità).

Segnali di ripresa arrivano da Italia e Spagna: la prima archivia l’anno con oltre 17.500 immatricolazioni e con un incremento del 17,3%, mentre la seconda cresce del 29,3% con circa 10 mila trattrici (dato a novembre). Continua la corsa del mercato indiano, che nei passati dodici mesi ha toccato il suo massimo storico con circa 1,1 milioni di trattrici (+20,9% sul 2024) confermandosi primo al mondo per numero di unità acquistate.

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In sostanza, però, quella tratteggiata da FederUnacoma è una nuova geografia del commercio mondiale di macchine agricole, in linea con i nuovi trend di crescita demografica. A fronte di una ripresa degli scambi, che nel quadriennio 2026-2029 viene stimata nell’ordine dell’1,9% annuo (92,5 miliardi di euro a fine periodo) e che dovrebbe interessare tutte le principali macro-aree del pianeta, saranno l’Africa subsahariana (+4,8%), il continente asiatico (+3,8%) e l’America Latina (+2,9%) a registrare gli incrementi più significativi.

In questo scenario emergono nuovi player, che vedono crescere le proprie quote di mercato. I costruttori cinesi sono oggi i principali fornitori per l’Africa subsahariana (quota di mercato del 35%) e per l’Asia (41%), occupano posizioni di rilievo in America latina (17,4%) e si affacciano anche in un mercato avanzato come quello europeo (9,3%).

“Negli ultimi quindici anni l’output del settore primario è cresciuto in misura significativa – ha detto Mariateresa Maschio – ma per soddisfare i fabbisogni della popolazione mondiale dovrà crescere di un ulteriore 14% entro il 2034, specie in India e in quei Paesi del Nord Africa, dell’Africa subsahariana e del Medio Oriente che registrano gli incrementi demografici più elevati”. “Questo sarà possibile – ha aggiunto la Presidente di FederUnacoma – solo mediante una maggiore diffusione della meccanizzazione e delle tecnologie digitali ad essa applicate”.

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