Agrisolare, stanziati 800 mln € in più all’interno del PNRR
Sull'onda del successo riscontrato con gli scorsi bandi, proseguono i rifinanziamenti da parte della Commissione UE. La dotazione complessiva è arrivata a sfiorare i 3.15 mld € per oltre 23mila progetti
Continua a splendere la luce sul fotovoltaico in agricoltura. Dopo il successo riscontrato negli ultimi anni, la misura sul Parco Agrisolare introdotta per la prima volta nel 2022 e parte del PNRR, è infatti stata rifinanziata dalla Commissione Europea. A darne notizia in una nota il Masaf, il Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste.
Il nuovo pacchetto per il bando Agrisolare ammonta a un totale di 800 milioni di euro, che potranno dunque essere destinati dalle imprese all’installazione di pannelli fotovoltaici sopra i locali aziendali. Ma anche per altri interventi finalizzati a rendere più competitive e sostenibili le imprese dei settori agricolo e agroalimentare. Le imprese interessate potranno presentare i nuovi progetti a partire dalle ore 12:00 del 10 marzo e fino alle ore 12:00 del 9 aprile 2026.
Agrisolare, quattro anni di rifinanziamenti. Per una misura apprezzata dal comparto
La misura ha suscitato grande interesse da parte del comparto perché le imprese, con l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei locali aziendali, possono ridurre la bolletta energetica senza sottrarre un metro quadro di suolo ad uso agricolo. I continui rifinanziamenti della misura da parte dell’UE hanno fatto sì che la dotazione originaria di 1,5 miliardi di euro passasse nel corso degli ultimi quattro anni a 2,3 miliardi dopo la prima rimodulazione. Con quest’ultima, che prevede 800 milioni di euro aggiuntivi, la dotazione arriva a 3,15 miliardi di euro.
Già oggi con i 2,35 miliardi di euro sono stati finanziati oltre 23.000 progetti ed il target assegnato, in termini di potenza da fonti rinnovabili da installare, è stato addirittura quadruplicato passando da 375 MW a oltre 1.500 MW. Per il settore agricolo ciò equivale ad un aumento della potenza installata del 47,7% rispetto a quella esistente, con i progetti già realizzati la capacità solare installata aumenta la capacità del 26%.
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Per alcune regioni, soprattutto quelle del Sud, l’aumento della capacità è ben più consistente: Campania+ 120%, Molise +112%, Puglia + 76%. Alla data odierna oltre 15.000 imprese hanno già completato l’investimento con una potenza installata di circa 1.000 MW. Il nuovo avviso che viene pubblicato oggi per un importo di circa 800 milioni si stima possa finanziare tra 4.000 e 6.000 nuove imprese.
La misura finanzia l’installazione di pannelli fotovoltaici sui tetti dei fabbricati rurali, ivi inclusi stalle, cantine, magazzini, serre, con un contributo a fondo perduto dell’80% su tutto il territorio nazionale. Se fossero stati installati a terra avrebbero richiesto l’uso di 3.000 ettari di terra che oggi invece può essere utilizzato a scopi agricoli.
Gli interventi complementari
La misura inoltre prevede il finanziamento di altri interventi complementari che fanno registrare risultati degni di nota. È il caso della rimozione dell’amianto che con i progetti finanziati ad oggi consentirà di smaltire oltre 3,6 milioni di mq del materiale pari al 2,4% del totale dei siti mappati a livello nazionale dal ministero dell’Ambiente. Come anche dotarsi di oltre 17mila sistemi di accumulo, nei progetti già finanziati, che hanno dotato le imprese agricole di 721 Mw di capacità di accumulo, ossia il 7,9% della capacità di accumulo totale italiana registrata nel 2024 dal Gse. Gli altri interventi finanziati comprendevano anche le coibentazioni e la dotazione di dispositivi di ricarica.
“Con la dotazione originaria il Pnrr per l’agricoltura poteva contare su 3,6 miliardi di euro di risorse, oggi sono 8,9 miliardi di euro a disposizione dei nostri agricoltori e dei nostri trasformatori per diventare sempre più competitivi sui mercati e in grado di investire in qualità”, ha sottolineato il Ministro Francesco Lollobrigida. “Siamo passati da una richiesta del 30% dei fondi disponibili a dover rifinanziare il fondo a più riprese per far partecipare oltre 20.000 aziende avendo un orizzonte di quasi 30.000 soggetti. Con gli obiettivi complementari abbiamo contribuito ad eliminare oltre il 2,4% dell’amianto mappato in Italia e di contribuire alla capacità di accumulo del nostro sistema elettrico con il 7,9% senza sacrificare un solo metro quadro di suolo agricolo”.
