I soliti ignoti colpiscono ancora. Questa volta, a subirne le drammatiche conseguenze, sono state alcune aziende agricole di Campobasso. Qui, in un borgo alle porte del capoluogo del Molise, nella notte tra martedì 10 e mercoledì 11 febbraio, una banda organizzata è riuscita a rubare tre trattori e diverse attrezzature agricole, per un valore complessivo superiore ai 130mila euro.

La brutta scoperta è stata effettuata dai proprietari nella mattinata di mercoledì. Purtroppo gli agricoltori non avevano installato nessun sistema antifurto all’interno del capannone in cui erano stati riposti i trattori e le attrezzature. L’intera zona, tra l’altro, non era nemmeno videosorvegliata. Fino ad ora, infatti, non si erano registrati episodi simili nei dintorni di Campobasso. E il costo elevato dei sistemi di sicurezza aveva fatto propendere (erroneamente) per non installarli, rendendo di fatto scoperta un’intera zona. Su cui i malviventi si sono fiondati.

Sui fatti stanno indagando di carabinieri del comando provinciale di Campobasso. La sensazione, purtroppo, è che il fenomeno si stia espandendo, arrivando a lambire territori che, fino a poco tempo fa, non erano mai stati investiti da questi fatti. Nel Basso Molise, nelle aree rurali di confine con la Puglia, qualche mese fa erano avvenuti furti di macchine agricole seguiti da richieste di riscatto (cosa che non è ancora avvenuta invece per il colpo di Campobasso di questa settimana).

I furti hanno avuto luogo a macchia di leopardo tra Bonefro, Ripabottoni e Provvidenti. L’allarme era stato lanciato anche dalla Coldiretti Molise che aveva avvisato i propri iscritti: non si trattava più di episodi sporadici, ma di un vero e proprio disegno criminale. Che, come abbiamo visto, può mettere in ginocchio tante aziende e interi territori.

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