Lo scorso autunno la serie Case IH Optum è stata ampliata con l’introduzione dei nuovi modelli ad alta potenza 360, 390 e 440, che di fatto costituiscono una gamma a sé, collocata a metà strada tra gli Optum 270, 300 e 340 e i più imponenti Magnum. Una collocazione che non riguarda solo la potenza, ma anche pesi e dimensioni, con l’obiettivo di offrire a contoterzisti e grandi aziende agricole macchine più versatili, capaci di affrontare con efficacia sia i lavori gravosi in campo sia le operazioni di trasporto.

Immediatamente riconoscibili rispetto ai modelli meno potenti anche per il design della carrozzeria, più moderno e aggiornato, i nuovi Optum introducono numerose novità tecniche. Tra queste spiccano la nuova sospensione dell’assale anteriore abbinata a freni in bagno d’olio, una trasmissione e un impianto idraulico potenziati, e il sistema di gonfiaggio centralizzato degli pneumatici completamente integrato. La trasmissione consente di raggiungere i 60 km/h, e abbiamo avuto modo di testare il top di gamma, l’Optum 440, proprio nelle operazioni di traino sulla pista di prova del sito produttivo di S. Valentin, in Austria, verificandone le doti in termini di stabilità, efficienza e comfort di marcia.

Case IH Optum 440, motore da 9 litri, assale a bracci indipendenti e un cambio da 60 km all’ora

P er inquadrare il nuovo Case IH Optum 440 all’interno della gamma del marchio, è utile confrontarne pesi e dimensioni con quelli degli Optum “a passo corto” e dei Magnum. Il nuovo modello presenta un interasse di 3.190 mm, con un peso a vuoto di 12.450 kg e un peso massimo ammissibile di 18.000 kg. L’Optum 340 si colloca su valori inferiori, con un interasse leggermente sotto i 3 metri (2.995 mm), un peso intorno alle 11,5 tonnellate e una massa totale consentita di circa 17.200 kg.

All’estremo superiore della gamma si trovano invece i Magnum, caratterizzati da un peso che supera le 14 tonnellate e da un interasse di 3.550 mm. Pur condividendo con il Magnum lo stesso motore FPT Cursor 9 e livelli di potenza comparabili, il nuovo Optum 440 si configura dunque come una soluzione più equilibrata, moderna e versatile, più adatto alle esigenze multifunzionali delle aziende agromeccaniche contemporanee. La combinazione tra dimensioni, capacità di carico e maneggevolezza garantisce infatti una più ampia adattabilità a diverse tipologie di applicazioni, dai lavori pesanti con zavorra al trasporto veloce con carico utile elevato.

La potenza massima di 435 cavalli è disponibile in modo costante tra 1.800 e 2.000 giri grazie a una curva di erogazione piatta che garantisce coppia elevata già a bassi regimi, con picco di 1.851 Newtonmetri intorno ai 1.400 giri/min. Il motore da 8,7 litri ha funzione strutturale ed è estremamente reattivo grazie all’adozione del turbo a geometria variabile gestito elettronicamente e al common rail ad alta pressione ottimizzano la risposta alle variazioni di carico ad ogni regime. La sensazione è quella di un motore che non si scompone mai, capace di assorbire i carichi senza cali, mentre i cavalli sono ben trasferiti a terra grazie alla trasmissione CVXDrive di nuova generazione che mantiene il più possibile un collegamento diretto di tipo meccanico, limitando le dispersioni e migliorando l’efficienza.

Nei trasferimenti stradali, dove può raggiungere i 60 km/h, la guida è fluida e rilassata, con il motore che lavora a regimi contenuti. Ad aumentare aderenza, trazione e stabilità concorre poi la nuova sospensione idraulica dell’assale anteriore a bracci indipendenti. A differenza dei sistemi di sospensione tradizionali montati su assali rigidi, qui ogni ruota può muoversi in modo autonomo, con un’escursione totale di 250 millimetri, adattandosi meglio alle irregolarità del terreno per garantire trazione costante e ridurre lo slittamento. L’assale sopporta carichi fino a 10.500 kg per lavorare in sicurezza anche con attrezzature frontali pesanti, senza compromettere l’equilibrio della macchina.

Il motore FPT Cursor 9, montato sul Case IH Optum 440, rappresenta una delle soluzioni più evolute nel segmento delle applicazioni agricole ad alta potenza, con un equilibrio ottimale tra prestazioni, efficienza e affidabilità operativa. Progettato per le missioni heavyduty più impegnative, il Cursor 9 si distingue per un’architettura compatta ma estremamente robusta, capace di garantire al contempo un’elevata densità di potenza e una risposta pronta anche sotto carichi variabili. L’adozione del turbocompressore a geometria variabile (VGT) contribuisce in modo decisivo a migliorare il comportamento in transitorio, assicurando una risposta immediata del motore nelle fasi di accelerazione e nei lavori con forte variabilità di carico tipici delle operazioni agricole

Il motore

A completare il sistema intervengono le funzioni automatiche: compensazione del carico, controllo anti-beccheggio e anti-rollio migliorano controllo e stabilità in ogni condizione. Altro elemento che si apprezza subito durante la prova è il sistema CTIS di gonfiaggio centralizzato. Il compressore a doppio cilindro, azionato a ingranaggi, è potente ed efficiente, senza le perdite tipiche dei sistemi a cinghia e passare dal settaggio da strada a quello da campo è quasi immediato: direttamente dalla cabina in meno di cinque minuti si può variare la pressione anche di oltre 1 bar.

Su strada, anche a velocità massima la sicurezza è garantita dal freno motore a decompressione multistadio tra i più efficaci della categoria: si può gestire in automatico o manuale e offre una decelerazione potente, riducendo il lavoro dei freni tradizionali. A questo si aggiungono i dischi anteriori interni raffreddati a olio e il sistema di frenata del rimorchio, che mantiene stabile il convoglio anche nelle decelerazioni più decise, evitando che il rimorchio tenda a chiudersi lateralmente rispetto al trattore.

L’impianto idraulico rappresenta un altro punto di forza della macchina. La configurazione a doppia pompa con circuiti separati consente di erogare portate fino a 220 l/min, espandibili a 360 l/min nelle configurazioni ad alta portata. Il sistema garantisce priorità di flusso e riduzione dei consumi energetici, grazie a una gestione intelligente delle due pompe (90 l/ min a bassa pressione e 55 l/min ad alta pressione). Il nuovo layout dei distributori, l’adozione di una filtrazione migliorata e un serbatoio supplementare contribuiscono ad aumentare l’affidabilità e la capacità operativa, anche con attrezzature molto esigenti. Il sollevatore posteriore, abbinato a un nuovo assale rinforzato, conferma una capacità di sollevamento di 11.760 kg.

In optional il sollevatore anteriore da 6 tonnellate è dotato di controllo della pressione per gestire con più precisione le attrezzature migliorando la distribuzione dei pesi e la qualità del lavoro. La presa di forza, disponibile a doppia velocità sia anteriore sia posteriore, consente una gestione più efficiente dei lavori a basso fabbisogno energetico grazie alla possibilità di svincolare il regime motore da una velocità fissa della PTO.

La cabina. Nuova sospensione, rumorosità ridotta, connettività e automazione

Difficile, se non impossibile, trovare un difetto a questo trattore, e anche in cabina si rasenta la perfezione. La sospensione cabina, completamente rivista, adotta un sistema a doppio tirante Panhard con ammortizzatori inclinati e algoritmi di controllo multipli brevettati, che garantiscono una risposta più rapida alle sollecitazioni. Rispetto ai modelli precedenti della gamma, si registra una riduzione dell’accelerazione verticale del 19% e del beccheggio del 25%. È inoltre disponibile il sistema AVS (Advanced Vehicle Suspension), che coordina sospensione cabina, assale anteriore e sollevatore posteriore per un comfort ancora superiore.

All’interno, il livello di rumorosità si attesta a soli 68 dB(A), e l’ambiente riprende l’impostazione ergonomica già apprezzata sui modelli inferiori della gamma, con comandi intuitivi e il Multicontroller che concentra le principali funzioni operative. In più, la versione in prova spicca per eleganza e comfort grazie ai sedili rivestiti in pelle. L’illuminazione è affidata a un sistema LED completo, con nuovi gruppi posteriori marchiati IH e luci dedicate al gancio traino, utili anche come luci di retromarcia e per eliminare le zone d’ombra nelle operazioni notturne.

La connettività e l’agricoltura di precisione sono affidate alla piattaforma FieldOps, che integra in un unico ambiente la gestione dei dati agronomici e operativi. Il monitor 1200 offre una panoramica di tutte le funzioni del trattore. L’ampio monitor da 12 pollici dispone di uno schermo multi-touch facilmente personalizzabile con un’eccezionale visibilità HD, di giorno come di notte, e di un’interfaccia intuitiva basata su Android. Il sistema include connettività 4G e funzioni avanzate come diagnosi remota e visualizzazione a distanza del display. I sistemi HMC II e AccuTurn Pro automatizzano le manovre a fine campo e la guida, mentre la compatibilità ISOBUS con TIM consente una piena integrazione con le attrezzature

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