Il fermento è palpabile, inutile negarlo: la 47esima edizione di EIMA International, in programma da martedì 10 a sabato 14 novembre 2026, sta magnetizzando l’attenzione di tutto il mondo agromeccanico. E i numeri, a giudicare da quanto emerso nella conferenza stampa di presentazione organizzata da FederUnacoma presso il Masaf a Roma, sembrano essere dalla sua.

“Le industrie espositrici saranno 1.800 – ha spiegato il Direttore Generale di FederUnacoma Simona Rapastella nel corso della conferenza – delle quali oltre 600 estere in rappresentanza di 45 Paesi”. I visitatori sono attesi da 150 Paesi, a conferma della caratura internazionale della rassegna, che offre le novità di prodotto e le tecnologie più avanzate per ogni tipologia di mezzo.

In esposizione i visitatori potranno toccare con mano oltre 60 mila modelli, dalle trattrici alle mietitrebbiatrici, dalle macchine per i trattamenti alle attrezzature per la lavorazione del terreno, dai mezzi per il giardinaggio e la cura del verde sino alla robotica, ai sistemi digitali e a tutta la componentistica. L’obiettivo degli organizzatori di FederUnacoma è chiaro: superare la quota record di 350 mila presenze della scorsa edizione del 2024.

EIMA, spazio ai saloni tematici. E alle riflessioni sul mercato

“Molto rilevanti – ha sottolineato Simona Rapastella – anche i contenuti scientifici, culturali e politici, con la presenza, accanto ai 14 settori di specializzazione e ai 5 Saloni tematici, dei due Saloni Campus ed Extend, riservati alle Università, ai centri di ricerca, alle organizzazioni professionali e alle istituzioni, fra le quali un ruolo importante assume anche il CREA, con cui FederUnacoma ha sottoscritto un ampio accordo di cooperazione”.

Alla luce dei risultati non incoraggianti dei primi nove mesi del mercato delle macchine agricole, la rassegna sarà l’occasione per monitorare l’andamento degli investimenti nelle tecnologie agricole, in una fase delicata dell’economia mondiale. Su questi aspetti si è soffermata la Presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio, segnalando come, malgrado la domanda di innovazione tecnologica sia potenzialmente molto alta a livello mondiale, la congiuntura attuale stia frenando il mercato.

“L’incremento dei costi di produzione – ha detto Mariateresa Maschio – grava sia sull’industria della meccanica sia sulle imprese agricole, che in molti casi non hanno margini per investire in nuove tecnologie”. Nel corso dell’anno molti importanti mercati, da quello statunitense a quelli di Francia, Germania, Turchia e Brasile hanno registrato una flessione nelle vendite di trattrici, in buona parte per il calo dei redditi agricoli, legato oltre che ai maggiori costi di produzione al peggioramento delle condizioni climatiche.

“La strategia per affrontare questa fase – ha concluso la Presidente dei costruttori – deve essere articolata, prevedendo l’accesso a nuovi mercati, vedi fra gli altri quelli dell’America Latina, del Sud Est asiatico e dell’Africa, strategie pubbliche di sostegno all’acquisto dei mezzi meccanici, e nuovi investimenti nella ricerca e nella formazione.

Il ruolo dell’innovazione

Parlando di innovazione, il presidente CREA Andrea Rocchi, ha detto che questa “è efficace quando nasce dal confronto con il mondo produttivo cui è destinata. L’accordo CREA- FederUnacoma forma un terreno comune tra ricerca e imprese, capace di far dialogare bisogni e di produrre soluzioni tecnologiche realmente efficaci. La partecipazione del CREA a EIMA è il primo passo concreto di questa collaborazione, per accelerare il trasferimento dell’innovazione all’agricoltura”.

“EIMA rappresenta la capacità italiana di innovare, fare ricerca e offrire al mondo macchine agricole che sono tra le migliori in assoluto, capaci di coniugare sostenibilità ambientale e produttiva, grazie anche alla collaborazione con i centri di ricerca e le scuole – ha commentato il Ministro dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, Francesco Lollobrigida -. Come Governo abbiamo investito quasi un miliardo di euro nella meccanizzazione agricola e rafforzato, insieme ad altri ministeri, strumenti come il fondo ISI per la sicurezza sul lavoro, triplicando le risorse disponibili. Interventi che hanno consentito al comparto di affrontare una fase congiunturale particolarmente negativa e che confermano l’attenzione riservata alla meccanizzazione, alla sicurezza e alla sostenibilità”.

In primo piano

Articoli correlati