FPT, sodalizio bucolico. Dopo Lindner e JCB, arriva anche SDF
Nello spazio espositivo di FPT a Agritechnica 2025 abbiamo toccato con mano Forma (batteria super-flessibile), l’F28 ibrido ad alto voltaggio e l’usuale rassegna di endotermici che alimentano numerosi trattori. Ecco la panoramica
Durante l’ultima, roboante, edizione di Agritechnica le novità non sono mancate anche per quanto riguarda il mondo motoristico. Tra i costruttori che ad Hannover hanno fatto l’en plein, troviamo senza dubbio FPT. Che allo stand ha sfoggiato lo stato dell’arte delle sue soluzioni – endotermiche, ibride ed elettriche – pensate proprio per il comparto agromeccanico.
Uno stand ‘particolare’, a partire proprio dall’estetica dello spazio espositivo, curata dai gemelli Marco e Stefano Van Ortonin e sviluppata in chiave ‘pop warholiana’, giocata sulla sublimazione dei motori in entità policrome. Lato artistico a parte, la novità più corposa di questa edizione è l’approdo tra le file dei costruttori equipaggiati da FPT, anche del gruppo SDF.
FPT, con SDF un altro passo nel comparto agri
Dopo l’annuncio di Lindner e quello di JCB, infatti, il terzo recente ingresso nell’olimpo agricolo di FPT è proprio SDF, con l’N67. L’esacilindrico da 6,7 litri (AxC 104×132 millimetri) è compatibile con l’Hvo, offre intervalli di cambio olio da 1.000 ore, affidandosi, peraltro, a una coppa dell’olio su misura e a un software integrato di gestione motore, sviluppati in collaborazione con Deutz-Fahr, che consentono di soddisfare i requisiti specifici della nuova Serie 8 TTV.
«L’N67, che quest’anno celebra 25 anni di attività. È il nostro fiore all’occhiello nell’off-road, con oltre due milioni di unità prodotte e la capacità di applicare il concetto di design-to-machine, per offrire coppe dedicate e collettori di aspirazione, per offrire coppe e collettori di aspirazione, di volta in volta personalizzati per supportare le esigenze dei nostri clienti», ha commentato Michele Lopez è l’Head of Off-road Portfolio & Product Management di FPT.

Un’offensiva su tutti i fronti
L’attenzione, poi, si è spostata su un altro best seller. «L’XCursor13 è stato insignito l’anno scorso dell’Alternative Engine Award. È disponibile sui camion e ci stiamo adoperando per estenderlo all’off-road. Arriveranno delle chicche interessanti anche in questa direzione».
«La stella polare è stata la riduzione dei consumi. Per rispettare questo input, il motore è stato completamente rivoluzionato a partire dal monoblocco dove, in termini di materiali, siamo passati alla ghisa a grafite compatta – ha detto Andrea Abbà, l’Head of On-road Portfolio & Product Management di FPT. È stato introdotto un nuovo sistema di azionamento valvole per massimizzare la potenza frenante, che consente al veicolista di evitare l’installazione del retarder in molte applicazioni».
«Abbiamo voluto mostrare tutte le nostre anime commerciali», ha ribadito Lopez, «e la nostra capacità di indirizzarci agli Oem del mondo agricolo. La nostra panoramica prosegue quindi con gli Ipu, prodotti plug&play pensati per fornire rapidamente potenza. Unità integrate per essere di rapido impiego, con la presenza di filtri, post-trattamento, radiatori. In questa veste abbiamo esposto l’F36 e il Cursor 9, in rappresentanza di una gamma che copre da 40 a 407 kW».

Cursor 16 TST
Passiamo poi al Cursor 16 bistadio, che equipaggia lo Steiger 785 di Case IH; è stato concepito per supportare il mondo dell’agricoltura heavy duty ad altissima potenza. È il Cursor più potente di sempre, capace di coprire fino a 633 kW a 1.900 giri e di andare oltre 3.500 Nm. Il doppio stadio contribuisce a fornire la coppia necessaria ai bassi giri e la potenza richiesta a un regime elevato, per coprire tutte le applicazioni e gli utilizzatori possibili».
Riflettori puntati, poi, sul nuovo sistema di accumulo di energia di FPT. Ce ne ha parlato Alice Orsi, l’Head of ePowertrain Portfolio & Product Management. «FPT Forma è un concept, acronimo di Future-ready, Open-ended, Reconfigurable, Modular, Adaptable. La nostra intenzione era di utilizzare un nome italiano che esprimesse la capacità di plasmare un oggetto, massimizzando la customizzazione e l’efficienza, sia del prodotto che dello sviluppo. Presenta più livelli di modularità: si può montare in diverse posizioni in base all’architettura veicolare».
«È ispirato al criterio del ‘layered design’, che permette di aggiungere layer come meglio crediamo per raggiungere la capacità installata e le prestazioni richieste dal veicolo. Possiamo giocare con le dimensioni, grazie alla possibilità di gestire a nostro piacere un sottosistema, allungandolo o accorciandolo. Ogni layer funziona come un modulo batteria indipendente, permettendo di adattare capacità e prestazioni semplicemente aggiungendo o rimuovendo strati».
Infine è sempre Lopez, in conclusione, che ci ha illustrato l’ibrido. È il Diesel of the year 2020, che cambia voltaggio. «L’F28 si presenta con modulo high voltage, a 700 Volt, e lavora in configurazione range extender. È quello montato su di un telescopico New Holland in versione natural gas. Consente di avvalersi di un motore che lavora a punto fisso in maniera molto efficiente, e di essere un ‘electric like transmission system’».
