Il profluvio di novità elettriche legate al mondo automotive che, quotidianamente, arrivano dalla Cina è arrivato a lambire anche il settore agromeccanico. Lo avevamo già visto durante l’ultima edizione di Agritechnica ad Hannover, dove i costruttori cinesi erano scesi tra i padiglioni, fianco a fianco dei big di settore, con un corposo pacchetto di innovazioni. Ora, a rimarcare questa tendenza all”orientalizzazione dell’elettrificazione’ (se così si può definire), ci pensa la Shiyan Guoke Honghu Technology, una realtà locale specializzata nello sviluppo e nella costruzione di soluzioni agromeccaniche.

L’azienda, con sede nella provincia di Hubei (nel sud-est del Paese), ha infatti svelato l’Honghu T70, di fatto il primo trattore elettrico completamente autonomo sviluppato in Cina. Oltre alla trazione elettrica, vanta un ecosistema digitale di tutto punto in grado, a detta dei costruttori, di rispondere alle esigenze 4.0 delle moderne aziende agricole. Garantendo, quindi, anche la riduzione dei consumi aziendali e l’abbattimento delle emissioni. Ma andiamo con ordine.

Honghu T70, la proposta cinese

A differenza dei trattori tradizionali, come già abbiamo avuto modo di vedere per altri modelli a batterie, l’Honghu T70 utilizza una configurazione a due motori elettrici indipendenti. Uno dei due sistemi propulsivi è dedicato esclusivamente alla trazione del veicolo. L’altro invece è pensato per l’azionamento delle attrezzature agricole tramite PTO. Una separazione a livello cinematico che permette dunque un controllo molto più preciso del carico, aumentando al contempo l’efficienza energetica complessiva.

Oltre a fungere da portattrezzi per una pluralità di applicazioni in campo aperto, Honghu T70 funge anche da centro di raccolta dati. Mentre lavora, infatti, grazie ai sensori installati sul veicolo, il mezzo scansiona il terreno e le colture per raccogliere informazioni sulla salute delle piante, sulle condizioni di umidità e sui nutrienti del suolo. Permettendo dunque agli operatori di effettuare un’analisi agronomica per ottimizzare le passate successive e ridurre l’uso di fertilizzanti o acqua.

Inoltre, grazie all’integrazione con il sistema satellitare Beidou (il GPS cinese) e la connettività 5G, questo trattore autonomo è in grado di raggiungere una precisione di guida di ±2,5 cm.Può lavorare ininterrottamente per circa 6 ore con una singola carica della sua batteria al litio. Ed è in grado di farlo, seguendo percorsi preimpostati, rilevando ostacoli tramite sensori LiDAR e telecamere, e adattando profondità o angolazione degli attrezzi in tempo reale.

Per ora l’Honghu T70 è operativo soltanto in alcune regioni chiave della Cina come la provincia di Hebei, dove viene utilizzato per modernizzare le operazioni agricole su larga scala e ridurre la dipendenza dalla manodopera manuale. Ma in futuro, magari, potrebbe anche sbarcare sui mercati occidentali.

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