FederUnacoma, a Vinitaly riflettori puntati su robotica e IA per le coltivazioni di alta gamma
Tanti i temi affrontati: dalla la messa a coltura di nuovi terreni al recupero di quelli degradati, passando per il ruolo centrale che le colture ad alto valore aggiunto giocano nella dieta degli italiani (e non solo). Con le tecnologie agromeccaniche al centro
La 58esima edizione di Vinitaly, svoltasi a Veronafiere dal 12 al 15 aprile 2026, ha fatto da sfondo al Think Tank “I nuovi trend del consumo alimentare. Tecnologie avanzate per produzioni agricole di alta qualità”. Organizzato da FederUnacoma, il convegno si è focalizzato sulle nuove tecnologie per la gestione del vigneto e delle produzioni di alta gamma. Un incontro che ha affrontato tematiche come sostenibilità, accessibilità, qualità le sfide che l’agricoltura specializzata deve affrontare nei prossimi anni.
L’incontro è stato moderato dal conduttore-autore RAI Nicola Prudente (Tinto), e ha visto gli interventi di Andrea Segré, professore di Economia circolare e politiche per lo sviluppo sostenibile presso l’Università di Bologna; Marco Vieri professore di Meccanica agraria presso il Dipartimento di scienze e tecnologie agrarie, alimentari, ambientali e forestali dell’Università di Firenze; Matteo Matteucci, professore presso il Dipartimento di Elettronica Informazione e Bioingegneria del Politecnico di Milano.
FederUnacoma, a Vinitaly le sfide dell’agromeccanica per le colture specializzate
Il dibattito si è sviluppato a partire dal dato che vede la diffusione di nuovi stili di consumo più attenti alla qualità e alla salubrità dei prodotti sta modificando la domanda globale di derrate alimentari, che premia sempre di più le produzioni ad alto valore aggiunto del settore ortofrutticolo e vitivinicolo. E’ un fenomeno trasversale che interessa non soltanto i Paesi con una forte tradizione industriale ma anche quelli emergenti dove si va rafforzando il ruolo della classe media.
Per vincere tale sfida il comparto deve potenziare la propria capacità produttiva sia attraverso la messa a coltura di nuovi terreni – spesso collocati in aree marginali – e il recupero di quelli degradati, sia attraverso il ricorso a sistemi di coltivazione innovativi che permettano di incrementare le rese, migliorare la sostenibilità, innalzare i livelli di salubrità delle colture. Ed è qui che entra in gioco la digitalizzazione delle coltivazioni, uno strumento per abbassare i costi di produzione e ottimizzare l’impiego dei fattori produttivi.

Gli interventi
In apertura dei lavori la presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio ha ricordato il contributo dei mezzi meccanici all’incremento delle rese e all’ottimizzazione degli standard produttivi, anche nel segmento dei prodotti di alta gamma. “Le soluzioni proposte dai costruttori italiani – ha sottolineato la presidente di FederUnacoma – sono concepite per contenere l’impiego degli input chimici, migliorare la salubrità dei prodotti e per accorciare la filiera, riducendo i costi delle lavorazioni”.
Del resto, quello dei costi di produzione è uno dei temi più critici per il settore delle colture specializzate – è stato spiegato nel corso del Think Tank – se è vero che esso incide direttamente sui prezzi al consumo e quindi sui comportamenti d’acquisto. “Oggi c’è una grande attenzione rispetto alla qualità del cibo, eppure il mercato appare polarizzato tra quei consumatori che hanno la possibilità di accedere a prodotti sani, sostenibili e legati al territorio, e quei consumatori che – ha affermato Andrea Segré – sono costretti a rinunciare alla qualità per ragioni economiche”.
Una risposta a questa emergenza arriva proprio dalla meccanica agricola, in special modo dai macchinari di nuova generazione – vedi l’automazione e l’intelligenza artificiale – che permettono di ridurre gli input e di abbattere i costi (sino al 30% in meno, secondo la società di ricerche McKinsey & Company). Lo sviluppo dei mezzi meccanici, tuttavia, deve essere compatibile con lo sviluppo delle tecniche di coltivazione e, soprattutto nel caso di un sistema complesso come quello del vigneto, deve adattarsi alla differente geometria dei filari.
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“In questa prospettiva diventa essenziale progettare la struttura del vigneto in modo tale da ottenere configurazioni ottimali per sfruttare al meglio le prestazioni dei mezzi meccanici. Con le tecnologie di georeferenziazione e vettorializzazione è possibile realizzare modelli digitali del vigneto, che permettono non soltanto di pianificare al meglio l’impiego dei macchinari, ma – ha sottolineato Marco Vieri – di implementare l’intera gestione della coltura, prevedendo ad esempio eventuali fenomeni di erosione”.
L’intelligenza artificiale e i sistemi di supporto alle decisioni, insieme alle più innovative tecnologie di monitoraggio, consentono di gestire il vigneto in modo sempre più efficiente e scientifico – ha evidenziato ancora Vieri nella sua relazione – prevenendo, ad esempio, l’insorgenza di malattie o intervenendo tempestivamente per contrastare parassiti e infestanti.
Matteo Matteucci ha poi evidenziato come le tecnologie di nuova generazione, specie nel comparto agricolo, siano concepite non per sostituire la manodopera ma per renderla ancora più efficiente. I sistemi ad elevata automazione permettono infatti di ottimizzare l’impiego dei fattori della produzione, riducendone il costo e rendendo nuovamente sostenibili lavorazioni delocalizzate a causa della bassa redditività.



