Perché comprare un John Deere 6155R adesso che è già stato presentato il nuovo Model Year 2022 rinominato 6R155? Semplice, perché può essere un buono, anzi un ottimo affare. Comprare un 6155R adesso può voler dire avere un trattore in pronta consegna (e in questo periodo non è cosa da poco) e magari ottenere uno sconto bello sostanzioso sul listino. Tutto sommato poi i due modelli sono identici dal punto di vista meccanico: stesso design, stesso telaio, stessa trasmissione, stesso impianto idraulico.

Per entrambi il motore è il 6 cilindri Powertech PVS omologato Stage V. Nessuna differenza dunque? No, le differenze ci sono. Il nuovo 6R155 è indubbiamente un’evoluzione sia per quanto riguarda la componente elettronica che gestisce il motore e l’idraulica, sia a livello di interfaccia uomo macchina. Oltre che per le nuove funzioni di automazione di cui può disporre il CommandCenter. Ma il 6155R non è certo un trattore superato, bensì attualissimo, comunque al passo coi tempi e con tutte le applicazioni di precisione di cui può aver necessità anche l’agricoltore più esigente.

La prova corredata dai grafici tecnici, di rendimento e dal confronto con gli altri trattori della stessa categoria è disponibile sul numero di marzo della rivista Trattori (p.56), sfogliabile online.

Motore e trasmissione sorretti dal telaio integrale. La meccanica del John Deere 6155R

Il John Deere 6155R è il modello più potente dei tre a telaio medio, cioè con passo da 2.765 millimetri. Dei tre è anche il più pesante e quello col carico massimo ammissibile maggiore, 11.750 chili, a fronte di un peso a vuoto di 7.100. È dunque quello che meglio si adatta ai lavori di campo aperto, pur non rinunciando alle doti di agilità dei due fratellini minori. Il telaio integrale sorregge il motore e la trasmissione che poggiano su silent block minimizzando le sollecitazioni cui sono sottoposti e le vibrazioni che arrivano in cabina.

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La presenza del telaio migliora anche la stabilità e le doti di trazione, oltre a fare da supporto al sollevatore anteriore da 4 tonnellate (3,3 sull’intero intervallo) e rappresentare una piattaforma ideale per un eventuale caricatore frontale. Già da queste caratteristiche si capisce che il John Deere 6155R in azienda può essere impiegato per fare di tutto, supportato peraltro da un motore 6 cilindri dalla cubatura generosa e con una grande riserva di potenza. Il 155 che compare nella sigla è infatti riferito alla sola potenza nominale. I cavalli effettivamente a disposizione sono ben 171 a 1.900 giri, ma arrivano addirittura a 195 grazie all’IPM, per superare i picchi di carico durante i trasporti e i lavori alla presa di forza.

John Deere

Turbo a geometria variabile

Il 6,8 litri americano è qui in versione PVS, cioè con turbocompressore a geometria variabile, che si fa sentire alzando i valori su tutta la curva di coppia, che raggiunge il massimo di 724 Nm a 1.600 giri. il sistema common rail con pressione di iniezione fino a 2500 bar assicura un dosaggio preciso del carburante e risposte pronte alle sollecitazioni dell’acceleratore.

I gas di scarico vengono trattati a monte con un sistema di ricircolo Egr raffreddato, e a valle con il catalizzatore Doc e il sistema Scr di riduzione selettiva catalica per poi passare attraverso un filtro antiparticolato Dpf. Anche per la presenza di tutti questi componenti il Powertech richiede un efficiente impianto di raffreddamento che sul John Deere 6155R è garantito da una serie di radiatori ventilati da una ventola viscosa con comando a controllo di temperatura e da una ventola dedicata per lo scambiatore di calore per l’aria di alimentazione.

John Deere 6155R, in punta di pollice

La potenza messa a disposizione dal Powertech viene bene addomesticata e trasmessa alle ruote tramite la trasmissione Direct Drive appositamente sviluppata per questa serie di trattori. Per chi non l’ha mai provata sarà sicuramente una piacevole sorpresa. In sintesi si tratta di un semipowershift con 8 marce sotto carico e 3 gamme A, B e BC per un totale di 24 marce. Le marce sono disposte su due alberi, uno per quelle dispari e uno per quelle pari, entrambi con una propria frizione. Grazie alla doppia frizione, mentre una marcia è innestata su un albero, sull’altro albero è già selezionata la marcia seguente, per cui quando la frizione della prima si stacca in maniera simultanea si attacca la seconda.

I cambi marcia risultano più veloci e fluidi, e si hanno meno frizioni e meno dispersione di potenza con rendimenti decisamente maggiori rispetto ai classici powershift. Un altro aspetto positivo è l’estrema semplicità di funzionamento e i conseguente comfort di utilizzo, solo spostando avanti o indietro il piccolo joystick e impostando la velocità massima agendo col pollice sull’apposita rotellina. Le gamme si selezionano premendo i relativi pulsanti senza agire sulla frizione. Il cambi marcia avvengono in automatico o in manuale.

John Deere

Per le lavorazioni primarie la gamma A permette di spostarsi da 2,6 a 10,8 km/h. In gamma B si va da 5,1 a 21,5 km/h (semina, fienagione, trattamenti ecc.). La gamma BC, per i lavori di trasporto, combina le velocità della gamma B con quelle della gamma C i cui rapporti vanno da 13,1 km/h alla velocità massima (in pratica in gamma BC la trasmissione cambia marcia in modo indipendente tra le gamme B e C).

La funzione AutoClutch, inoltre, consente di arrestare il trattore senza premere la frizione. Sia in campo che nei trasporti l’aderenza e il comfort di guida sono ottimizzati dall’assale anteriore a sospensione idropneumatica TLS Plus, autolivellante, che regola automaticamente la sensibilità e la rigidità degli ammortizzatori e si adatta al carico sincronizzandosi con il sistema di rilevamento del sollevatore.

Il bracciolo CommandArm, col display CommandCenter 4200 da 8,4 pollici, permette il controllo e il monitoraggio preciso e accurato di tutte le funzioni del trattore. Sotto, il joystick elettronico con funzionalità ISOBUS e pulsanti riconfigurabili. Sotto, il cruscotto ancora posto dietro al volante. Sui nuovi 6 R sarà sostituito da un display sul montante destro.

Flusso elevato, controlli accurati

L’impianto idraulico di serie è costituito da una pompa a pressione e flusso compensati con rilevamento del carico da 114 litri al minuto. Il modello in prova ha invece la versione a flusso maggiorato da 155 l/min, con 4 distributori elettroidraulici posteriori e uno anteriore (oltre a quello dedicato per il sollevatore).

Le portate e i tempi dei flussi si impostano facilmente direttamente dal monitor del CommandCenter, e possono essere gestiti coi comandi fingertip sul bracciolo o tramite il joystick elettronico con 5 funzioni riconfigurabili. Posteriormente i 4 distributori sono posti alla sinistra del terzo punto, in verità in posizione non comodissima da maneggiare. Il sollevatore posteriore ha una capacità massima di sollevamento ai ganci di 8.100 chili, pari a 4.200 sull’intero intervallo a 610 millimetri. Ovviamente la presa di forza posteriore è a inserimento elettroidraulico e funziona con le tre velocità di 540/540E/1.000 giri/min.

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