La creazione dell’organizzazione civile Women’s Land Army risale alla Prima guerra mondiale. Dal 1915 aveva il compito di compensare la mancanza di agricoltori, la principale professione praticata dai sei milioni di uomini chiamati alle armi. Durante quella terribile guerra, ognuno era tenuto a fare il proprio dovere, gli uomini al fronte e le donne nelle fabbriche e nei campi. Alla fine del 1917, quasi 260.000 donne lavoravano con la vanga e con il forcone. Si trattava di soddisfare i bisogni dei soldati e soprattutto di nutrire la popolazione delle isole Britanniche.

Nel 1939, l’avvento della guerra era imminente e nel mese di giugno le Land Army Girls si riunirono di nuovo, inizialmente il reclutamento si basava sul principio del volontariato, ma, come avvenne per l’esercito britannico, gli incessanti e crescenti bisogni obbligarono a mettere in atto una politica di costrizione. Nel 1944 le donne attive nelle WLA erano 80.000.

Lo slogan impresso sui manifesti delle WLA era accattivante: ‘Un lavoro sano e gioioso’, ma la realtà era tutt’altra cosa. Gli orari di lavoro, 48 ore settimanali in inverno e 50 in estate, erano molto lunghi e i lavori erano spesso faticosi e spossanti per il gentil sesso. Certamente, per le donne di campagna non cambiava molto, ma per quelle che arrivavano da Londra o dalle grandi città industriali del nord, cioè più di un terzo dell’effettivo totale, l’impatto fu tremendo.

Questa è la Sally del nostro racconto, nell’ uniforme da lavoro delle WLA

Land Army Girls, la storia di Sally

Prendiamo ad esempio il caso di Sally, una giovane e pimpante studentessa che rispose con entusiasmo a quell’ appello patriottico. Per lei il contatto con la ‘natura’ iniziò con l’aiuto di un agricoltore del Suffolk, padre di un coscritto, che gli insegnò i primi rudimenti del mestiere a vangare, spalare, coltivare e raccogliere le patate, sorvegliare gli animali e anche uccidere i topi. Indubbiamente uno dei lavori più faticosi era il lavoro con un cavallo da tiro perché, nonostante i progressi dell’industria britannica, mancavano ancora molti trattori.

Ma Sally poteva ritenersi privilegiata rispetto alle donne occupate nel vicino caseificio: le mucche dovevano essere munte due volte al giorno e bisognava essere al lavoro dalle ore 5,30 del mattino, dal lunedì alla domenica. E dovevano anche portare dei pesanti bidoni pieni di latte. Non c’era solo il lavoro spossante, ma bisognava anche affrontare l’ostilità e l’ironia: ragazze di città….queste tre parole dicevano tutto!

Quando le Land Army Girls avevano imparato il mestiere, potevano improvvisamente essere trasferite in un’altra azienda agricola a seconda del bisogno. In breve, queste giovani contadine occasionali dovevano mandar giù amari bocconi, anche se le mogli degli agricoltori avevano molta comprensione nei loro confronti; le trattavano spesso come delle figlie.

Manifesto che promuoveva il reclutamento alla Women’s Land Army, la cui sede era a Chesham Street a Londra

Per mancanza di spazio, la maggior parte delle ragazze non alloggiavano nell’azienda, ma in manieri requisiti e trasformati in caserme. Sally scelse di vivere in un modesto villino senza acqua corrente né elettricità e con i rustici servizi collocati in una piccola capanna di legno, costruita lontano da casa, una dura prova in inverno. Malgrado quelle scomodità, e i sei chilometri che doveva fare tutti i giorni in bicicletta per andare al lavoro, Sally non rimpianse la sua scelta perché tutti quei disagi erano largamente compensati dalla fortuna di condividere il suo alloggio con altre tre giovani londinesi.

A causa della coscrizione, gli uomini con meno di 50 anni erano molto rari nelle campagne e, per Sally e le sue amiche che avevano da 19 a 23 anni, le occasioni di incontri amorosi erano molto limitate. A volte giovani soldati alleati arrivavano nel territorio britannico e poteva capitare che i camion militari portassero a ballare le nostre Land Girls. Ma gli orari estremamente mattinieri delle ragazze impedivano di fare tardi…

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