Massey Ferguson, gli scenari globali e la visione per il futuro. Intervista a Marco Mazzaferri [VIDEO]
Marco Mazzaferri (Vice President e Managing Director Eme di Massey Ferguson) analizza un 2025 in contrazione e guarda a un 2026 ancora prudente. Tra crisi delle commodity, pressione dei costi e concorrenza asiatica, la risposta passa da tecnologia, R&D e presidio della rete
Il mercato europeo della meccanizzazione chiude il 2025 con una flessione superiore al 10% nell’area EME. Prezzi agricoli troppo bassi, incertezza geopolitica e investimenti rinviati comprimono la domanda, mentre il comparto delle macchine da raccolta tocca minimi storici. In questo scenario AGCO rafforza la strategia multibrand, accelera su digitalizzazione e connettività e prepara nuovi lanci, con l’obiettivo di coniugare innovazione e semplicità operativa. Per approfondire queste tendenze e capire gli scenari in cui si sta muovendo il colosso agromeccanico, abbiamo scambiato due parole con una delle figure apicali del brand.
Dieci anni in AGCO attraversando una delle stagioni più complesse per l’agromeccanica europea. Marco Mazzaferri, oggi Vice President e Managing Director dell’area EME per Massey Ferguson, ripercorre il suo percorso professionale e fotografa uno scenario ancora carico di incognite.
Entrato nel gruppo nel 2015 come direttore vendite Fendt per l’Italia, Mazzaferri ha progressivamente ampliato le proprie responsabilità al Sud Europa e poi a livello più ampio, con un passaggio nel marketing strategico globale di Massey Ferguson, che gli ha permesso di confrontarsi con mercati come Nord e Sud America, Australia e Far East. Un’esperienza che, sottolinea, “ha consentito di leggere le dinamiche europee all’interno di un contesto realmente globale”.
2025 in calo, 2026 all’insegna della prudenza
Il 2025 si è chiuso con un segno negativo marcato. Nell’area di riferimento – Europa, Medio Oriente, Turchia e parte dell’Asia centrale – la contrazione ha superato il 10%. I segnali di ripresa intravisti nella prima parte dell’anno non hanno trovato conferma nel secondo semestre.
In Italia il mercato ha mostrato ancora una forte dipendenza dagli incentivi pubblici. Quando gli strumenti di sostegno sono attivi si generano picchi significativi di domanda; in loro assenza, gli ordini rallentano drasticamente. Un andamento disomogeneo che rende complessa la pianificazione industriale e mette sotto pressione la rete dei concessionari.
Per il 2026 il clima resta prudente. L’incertezza geopolitica continua a frenare gli investimenti, mentre i prezzi delle commodity agricole rimangono in molti casi insufficienti a garantire margini adeguati. “Se il grano copre a malapena i costi di produzione, è evidente che l’acquisto di una macchina nuova viene rinviato”, osserva Mazzaferri. Senza un recupero strutturale della redditività agricola, la ripartenza rischia di essere lenta.

Commodity e speculazione: il nodo della redditività
Il tema delle commodity è centrale nella lettura della crisi. Lo squilibrio tra un numero elevatissimo di produttori e pochi grandi acquirenti comprime il potere contrattuale degli agricoltori. A questo si aggiunge la componente finanziaria: una parte consistente dei contratti è oggetto di scambi puramente speculativi, senza consegna fisica del prodotto. Un sistema più stabile e meno esposto alla volatilità finanziaria favorirebbe maggiore visibilità sui ricavi agricoli e, di conseguenza, una più solida propensione agli investimenti in meccanizzazione.
In uno scenario complesso, AGCO conferma la strategia di differenziazione dei marchi. Fendt presidia la fascia più orientata all’innovazione tecnologica avanzata, mentre Massey Ferguson si colloca su un posizionamento di volume, con soluzioni robuste, affidabili e accessibili, mantenendo standard qualitativi elevati.
In un settore con volumi circa cento volte inferiori all’automotive, le sinergie in ricerca e sviluppo sono imprescindibili. La condivisione di piattaforme e componenti consente efficienze industriali, ma la percezione del cliente deve restare netta: identità, tecnologia e proposta di valore devono risultare chiaramente distinguibili.

Prodotto e innovazione: la centralità del software
Sul fronte prodotto, Massey Ferguson ha recentemente esteso la trasmissione a variazione continua al modello 5S, tra i più rappresentativi della gamma, particolarmente apprezzato nel comparto zootecnico. La soluzione è stata introdotta anche nel segmento specialistico e nuovi lanci sono previsti entro fine anno, inclusi sviluppi nel comparto delle macchine da raccolta.
Ma il vero salto evolutivo riguarda la digitalizzazione. Oggi il trattore è sempre più una piattaforma software. Le funzioni automatizzate – dalle manovre di fine campo alla gestione integrata con l’attrezzo – richiedono milioni di linee di codice e una crescente capacità di integrazione tra macchina, dati e azienda agricola.
La collaborazione con Trimble rafforza l’offerta in ambito guida e gestione aziendale, mentre le nuove piattaforme digitali consentono una connessione sempre più estesa delle macchine. “La sfida – sottolinea Mazzaferri – è offrire tecnologia avanzata senza perdere in semplicità. L’agricoltore non deve affrontare complessità inutili”.

Oltre 400 milioni di dollari l’anno in R&D. Ma il comparto della raccolta è in crisi. La situazione a Breganze
AGCO investe poco più del 4% del fatturato in ricerca e sviluppo. Su circa 11,5 miliardi di dollari di ricavi, significa oltre 400 milioni di dollari annui destinati all’innovazione. Un impegno rilevante, giustificato dalla crescente complessità tecnologica delle macchine e dalla necessità di presidiare più segmenti di mercato.
Il comparto delle macchine da raccolta è tra i più colpiti. Il mercato europeo si è attestato intorno alle 7.000 unità annue, livelli che non si registravano da tempo. Il sito produttivo di Breganze risente in modo significativo della contrazione. Sono stati attivati strumenti di flessibilità e ammortizzatori sociali, ma i progetti di sviluppo non si sono fermati. L’obiettivo è farsi trovare pronti quando il ciclo tornerà favorevole.

Concorrenza asiatica: la partita si gioca su qualità e servizio
L’ingresso dei costruttori asiatici nei segmenti di alta potenza è ormai una realtà. Cina e India, storicamente concentrate sulle basse potenze, stanno presentando macchine da 200, 300 e 400 cavalli, oltre che mietitrebbie.
Il vantaggio competitivo principale resta il costo di produzione. La risposta europea non può limitarsi al prezzo, ma deve puntare su qualità, affidabilità, tecnologia e rete di assistenza. “Il valore di un concessionario competente e di un servizio ricambi efficiente – evidenzia Mazzaferri – supera spesso un risparmio iniziale del 5 o 10%”.
In questo contesto, anche la presenza fieristica torna centrale. Oltre agli investimenti in digitale e comunicazione, Massey Ferguson rafforzerà la partecipazione alle grandi manifestazioni, a partire da EIMA. Un segnale di presidio del mercato e di dialogo diretto con agricoltori e operatori. Il messaggio è chiaro: in una fase di forte trasformazione, la tecnologia è leva strategica, ma la fiducia si costruisce ancora su affidabilità, servizio e vicinanza al cliente.
