Il maggior riconoscimento internazionale dedicato al mondo della meccanizzazione agricola spegne quest’anno le 25 candeline e si prepara a un’edizione 2024, che culminerà con la premiazione all’Eima di Bologna, densa di upgrade per valorizzare sempre meglio la costante evoluzione che ha interessato i trattori nell’ultimo quarto di secolo. Il premio Tractor of the year nacque infatti nell’ormai lontano 1998 da un’idea della rivista Trattori volta a creare un riconoscimento che se già esisteva in altri comparti, auto in primis, mancava nel segmento dell’industria meccanica dedicata all’agricoltura di cui il trattore è l’attore principale oltre che il simbolo.

La giuria, composta da giornalisti europei appartenenti a gruppi editoriali focalizzati sul settore primario e sui mezzi impiegati nei campi, si è negli anni evoluta sia a livello numerico che di prestigio delle realtà coinvolte, giocando un ruolo fondamentale nel successo e nella credibilità del premio che si pone agli antipodi di qualsiasi logica commerciale.

Oggi sono ben 25 le testate ufficiali accreditate nella giuria del TOTY e impegnate nel seguire fase per fase il processo che porta ogni anno all’incoronazione dei vincitori. La crescita della giuria è stata negli anni accompagnata da una sempre maggiore definizione del regolamento per garantire l’imparzialità delle valutazioni e da un allargamento dei riconoscimenti per rispondere all’evoluzione tecnologica del settore.

Tractor of the year 2025: da due a sei premi

Nell’anno della sua creazione erano solamente due i premi consegnati, ossia il Tractor of the year, aperto a qualsiasi trattore in produzione, accompagnato dal Best Design, trofeo da assegnare al mezzo caratterizzato dalla linea più accattivante. Già dalla terza edizione viene riconosciuto dalla giuria il ruolo strategico ricoperto in Europa dal settore frutticolo e vitivinicolo e con esso dalle macchine dedicate. Ne consegue il debutto del premio Best of Specialized riservato a tutti trattori compatti da filari e a quelli realizzati per operare specificatamente sui declivi.

Col passare degli anni e l’evolversi dell’industria per accontentare le molteplici esigenze dei farmer l’asticella delle innovazioni tecnologiche apportate sui trattori si è gradualmente innalzata portando inevitabilmente la giuria a trascurare nella valutazione tutta quella fetta di mezzi convenzionali multitasking di potenza medio bassa che in azienda non possono mancare e che rappresentano la porzione maggiore delle vendite europee.

Ecco che nel 2015 vede la luce il quarto premio in orbita TOTY, ovvero il Best Utility riservato a tutti trattori con motore a quattro cilindri, potenza compresa tra i 70 e i 150 cavalli e peso massimo ammesso fino a 9 mila chili. Altro importante tassello dell’evoluzione del premio è l’ingresso nel 2019 del titolo di Sustainable TOTY, volto a riconoscere l’impegno delle case costruttrici nella creazione di soluzioni che di pari passo con le prestazioni privilegino anche la riduzione dell’impatto ambientale, trend imprescindibile nell’agenda di qualsiasi azienda impiegata in processi industriali.

Contestualmente all’ingresso di questo premio uscì di scena il Best Design, poiché se agli esordi del TOTY e fino a qualche anno fa la cura dell’estetica del mezzo era considerata un ‘di più’ e riguardava solo alcune aziende disposte ad investire nella creazione di linee accattivanti, oggi il design è un elemento concreto di marketing al pari di altre caratteristiche funzionali ed è apparso dunque giusto allinearlo agli altri parametri di votazione.

Il TOTY Midpower

Ed eccoci infine ai giorni nostri con gli ultimi e importanti aggiornamenti in vista della premiazione autunnale che incoronerà i migliori trattori del 2025. La categoria campo aperto, che fino all’ultima edizione prendeva tutti i trattori con più 150 cavalli si sdoppia. Avremo infatti i premi TOTY Midpower per i mezzi tra i 150 e i 280 cavalli di potenza massima e TOTY Highpower per le macchine oltre i 300 cavalli. Questo perché negli ultimi anni le potenze sono cresciute notevolmente e se fino a solo dieci anni fa un trattore da 200 cavalli era considerato di alta potenza, oggi è di fascia media mentre al top di gamma dei listini dei big brand si trovano trattori convenzionali da oltre 400 cavalli per arrivare ad articolati o quadricingolati che possono addirittura superare i 700 cavalli.

Debutterà anche la nuova categoria TOTYBOT aperta a tutti i mezzi autonomi (senza cabina) già sul mercato o ancora in fase prototipale ma prossimi alla commercializzazione ad alimentazione tradizionale, ibrida o elettrica con attacco a tre punti per l’accoppiamento di attrezzature standard. Il prossimo appuntamento come ogni anno è l’evento di selezione dei finalisti ‘Let the challenger begin’ che si terrà a Milano dal 18 al 20 giugno in cui i rappresentanti delle case costruttrici presenteranno le proprie proposte alla giuria, mentre per la premiazione l’appuntamento è all’Eima International di Bologna il 6 novembre.

All’interno della Kermesse sarà ancora una volta allestita un’arena esterna ad hoc per l’esibizione in movimento delle macchine finaliste del premio. Tutte le fasi aggiornate del Tractor of the year possono essere seguite sul sito ufficiale.

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