Il risultato uscito dalle urne dopo le elezioni dello scorso 25 settembre è stato chiaro: con la maggioranza più larga da svariati anni a questa parte, il centrodestra ha ottenuto il 44% dei voti e si appresta, quindi, a formare il prossimo esecutivo che succederà al Governo Draghi. Nel mondo dell’agricoltura e dell’agromeccanica le associazioni di categoria (come UNCAI) si sono già attivate per stilare elenchi di proposte e obiettivi che, in modo sinergico, il nuovo Governo che si insedierà nelle prossime settimane dovrà prendere in considerazione per evitare che i percorsi di innovazione e sviluppo tracciati negli ultimi anni vengano persi per strada.

UNCAI, le sfide per l’agricoltura al crocevia

Un concetto che è stato ribadito dalla stessa UNCAI durante il VII Congresso della Uila (Unione Italiana dei Lavori Agroalimentari), sottolineando che “i prossimi appuntamenti da non mancare e che richiedono questo spirito collaborativo sono il Pnrr, per la transizione ecologica, per le infrastrutture, in particolare quelle idriche, e per l’economia reale dell’Italia; l’innovazione tecnologica, da scaricare in campo, in particolare attraverso gli agromeccanici; il ruolo sempre più centrale della formazione nel settore primario”.

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Tematiche a cui si affianca “la nuova Pac, che – come ribadito nella nota di UNCAI – ha il difetto di non tenere conto di quanto accaduto in questi anni all’Europa e al mondo, ma ha il merito di introdurre la clausola della condizionalità sociale che ridurrà gli aiuti europei alle aziende che non rispetteranno contratti e leggi sociali e, inoltre, ha cercato di raggiungere una sintesi tra la transizione verso mezzi di produzione sostenibili per l’ambiente e la necessità di salvaguardare i sistemi produttivi del paese”.

Il commento di Tassinari

“Abbiamo avuto il piacere di partecipare al VII Congresso della Uila, e condividiamo quanto espresso dal segretario generale Stefano Mantegazza, in particolare in merito all’appello a tutti gli schieramenti politici di deporre le armi, di abbandonare slogan e contrapposizioni elettorali per affrontare al meglio questi tempi complicati”, ha commentato il presidente Uncai, Aproniano Tassinari, presente al Congresso con il coordinatore Fabrizio Canesi.

“In questi anni complicati abbiamo lavorato bene perché uniti, agricoltori, contoterzisti, sindacati e ministero, nel far fronte prima alla pandemia, poi all’aumento dei costi energetici e delle materie prime e ora alle conseguenze globali del conflitto in Ucraina. Grazie alla collaborazione costante sono arrivati risultati che hanno permesso al settore di non essere messo in ginocchio. Ma le minacce non sono ancora finite e occorre mantenere quello stesso spirito di collaborazione”, prosegue il presidente Uncai.

“Pieno accordo nel grande no di Uila alla decrescita infelice, perché la sostenibilità non deve essere un obiettivo a prescindere dalle ricadute economiche, sociali e occupazionali sul sistema produttivo del Paese e sulle persone”, prosegue Tassinari che condivide anche altri no espressi nel corso della mattinata, come l’assurda decisione dell’Unione europea di ridurre anticrittogamici e pesticidi del 50% entro il 2030, nonostante i livelli già molto bassi raggiunti dall’Italia, così come il no contro chi specula sul prezzo del gas e dell’energia.“Ma ci tengo a rivolgere un apprezzamento e un ringraziamento, assolutamente privi di retorica, per il dialogo che si è consolidato in questi anni tra Uila e Uncai, teso a integrare e attualizzare il contratto di categoria”, conclude Tassinari.

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