Potenza media, ma stazza e peso corposi enfatizzati dal propulsore a sei cilindri. Il Valtra T155, testato in queste pagine, forma insieme al T145 la coppia d’attacco della quinta generazione T di Valtra. Macchine se vogliamo in controtendenza rispetto ai canonici criteri di downsizing che privilegiano trattori sempre più compatti equipaggiati con motori piccoli di elevata potenza. Ma proprio per questo assai apprezzate da una determinata fascia di clientela che solitamente si sposa con le necessità del Bel Paese.

La cilindrata ha sempre fatto gola ai farmer italiani, indipendentemente dalla potenza e in questo caso i 165 cavalli (180 in extra power) del Valtra T155 erogati dal 6 cilindri da 6,6 litri Agco Power rappresentano la soglia ideale per chi necessita di una macchina a tutto tondo, dal campo aperto, ai trasporti alla movimentazione in azienda.

Tra l’altro il Valtra T155 si presenta con la stessa mole del top di gamma da 235 cavalli (il T235), può quindi montare pneumatici di grandi dimensioni ma allo stesso tempo si destreggia col caricatore frontale grazie a una buona maneggevolezza agevolata dalla trasmissione continua Direct. In cabina poi tutti i plus della nuova era Smart Touch. La prova corredata dai grafici tecnici, di rendimento e dal confronto con gli altri trattori della stessa categoria è disponibile sul numero di dicembre della rivista Trattori (p.32), sfogliabile online.

Valtra T155, la meccanica. Motore a sei cilindri e dimensioni da pieno campo per destreggiarsi ovunque

Quasi 8 tonnellate in ordine di marcia (13.500 chili di peso massimo consentito) e passo di 2.995 millimetri danno subito l’idea di una macchina robusta e ben piantata a terra a dispetto dei 165 cavalli di potenza massima che al giorno d’oggi si raggiungono tranquillamente con un quattro cilindri. Ma proprio la cubatura generosa del motore Agco Power 66 Lftn-D5 da 6,6 litri e le dimensioni da pieno campo ne fanno un trattore assai appetibile e versatile specie per le aziende medie di casa nostra dove serve fare un po’ di tutto.

Non a caso Valtra questo modello lo offre a listino anche con caricatore frontale GM7 (12.414 euro), direttamente dalla fabbrica, con un ricco elenco di attrezzi. C’è poi un’altra chicca che lo distingue dai numerosi competitor in questa fascia: i 15 cavalli extra offerti dal boost sono disponibili alla Pto anche a trattore fermo, oltre che ovviamente quando si sfrutta l’impianto idraulico e in trasporto. L’opzione, che dispone inoltre del ‘control stop’ di serie che blocca il movimento in caso di anomalie del motore, è molto utile quando si opera con cippatori o altre attrezzature forestali.

Tornando al 6 cilindri finlandese che, nella versione Stage V, è stato dotato di filtro antiparticolato e di un design con recupero idraulico del gioco valvola si apprezzano l’economicità di utilizzo e la manutenzione ridotta. Tutte le parti e i componenti soggetti a controlli giornalieri sono posizionati sul lato freddo, mentre il cambio olio si effettua ogni 600 ore, e non essendo più necessario effettuare la regolazione delle valvole i costi di intervento risultano ridotti.

In campo, con erpice a dischi ma/ag Edx 780 da tre metri non ha avuto il minimo tentennamento, consentendo di viaggiare a 9 chilometri orari con un consumo medio attorno ai 21 litri/ ora. I sei cilindri del Valtra T155 si fanno valere soprattutto in termini di erogazione della coppia, che ha valori massimi di 69,5 chilogrammetri a 1.500 giri.

108 per 120 millimetri sono le misure di alesaggio e corsa del 6 cilindri finlandese da 6,6 litri che pesa 590 chili. Un motore nato specificatamente per i campi, assai affidabile ed equilibrato ed in grado di offrire prestazioni di tutto rispetto in termini di coppia con manutenzione ridotta all’osso. Nella versione Stage V le valvole sono a regolazione idraulica esente da manutenzione e tra i sistemi di trattamento dei gas di scarico Doc e Scr è stato aggiunto il filtro antiparticolato Dpf, senza dover ricorrere quindi all’Egr.

IL MOTORE Agco Power LFTN-D5

Un po’ powershift, un po’ Cvt

L’indole instancabile del motore si sposa alla perfezione con la duttilità della trasmissione stepless Direct, interamente progettata e realizzata da Valtra negli stabilimenti di Suolhati. L’unità sfrutta sostanzialmente la stessa base del powershift Versu con quattro gamme e cinque marce più una pompa idrostatica e un motore idraulico al posto delle frizioni multidisco per ottenere la variazione continua.

Quattro dunque le gamme (da 0 a 8 km/h, da 0 a 17 km/h, da 0 a 26 km/h e da 0 a 40 o 50 km/h) che richiedono un certo grado di intervento da parte dell’operatore, motivo per cui possiamo definire il gruppo una via di mezzo tra un semipowershift e un Cvt vero e proprio. Sebbene questa impostazione non possa garantire una guida ininterrotta fino alla velocità massima in ogni condizione, il fattore positivo è senza dubbio la priorità della componente meccanica che rende la powertrain decisamente più efficiente nella trasmissione della potenza dall’albero motore alle ruote rispetto a un Cvt puro.

Notevoli passi avanti si avvertono inoltre nel cambio gamma. Se sulle versioni precedenti il ‘salto’ era percepito piuttosto nettamente, ora grazie all’upgrade del software di gestione elettronica e della sincronizzazione delle componenti meccaniche il passaggio è molto più veloce e fluido, specie tra le gamme C e D. La possibilità di regolare la reattività dell’inversore agevola i lavori di movimentazione col caricatore frontale. Quest’ultimo porta fino a 2,5 tonnellate e può essere facilmente accoppiato o sganciato all’occorrenza senza l’ausilio di alcun utensile.

Circuiti dell’olio separati

Ineccepibile anche l’impianto idraulico, che ha il circuito dell’olio separato da quello della trasmissione. La giusta quantità d’olio agli attrezzi è sempre garantita da un sistema brevettato di idraulica assistita che grazie al controllo elettroni- co fornisce automaticamente una portata idraulica maggiore, sia quando il veicolo è fermo sia quando è in movimento, senza compromettere la velocità di guida.

160 litri al minuto di portata

La pompa load sensing ha una portata variabile di 160 litri al minuto (sebbene sia possibile effettuare un downgrade o un upgrade con 115 o 200 litri al minuto) ed è dotata di uno scambiatore di calore idraulico per raffreddare l’olio o mantenerlo alla giusta temperatura nella stagione invernale. Quattro i distributori posteriori ad alta portata accompagnati da una connessione a basso flusso che fornisce altri 15 litri al minuto, utile se si opta per il terzo punto idraulico e non si vuole occupare una delle sezioni principali del blocco valvole.

I distributori sono numerati e raggruppati a sinistra del terzo punto, il che evita di dover girare attorno all’attrezzo per raggiungere i connettori sul lato opposto. Il sollevatore elettronico posteriore ha una capacità massima di 7.950 chili, mentre quello integrato anteriore arriva a 5.100. Ottimo anche il posizionamento sul parafango della luce Led di cortesia che, inserendo la retromarcia, illumina alla perfezione i bracci dell’attacco a tre punti

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