ATOMATIKA, quando l’autonomia prende campo. L’intervista al CEO di Agricobots
Come nasce un robot agricolo progettato fin dall’origine per lavorare senza conducente? Lo racconta Alessandro Deodati, CEO e co-founder di Agricobots, illustrando le caratteristiche della piattaforma autonoma ATOMATIKA ATK-1600, le sfide tecnologiche affrontate e la visione dell’azienda sul futuro dell’automazione in vigneto e frutteto.
Come è nata l’idea della startup e quali esigenze dell’agricoltura vi hanno spinto a sviluppare una piattaforma robotica autonoma?
ATOMATIKA nasce dall’incontro di competenze nella robotica, nell’automazione e nell’aerospazio, maturate anche nello sviluppo di sistemi di guida autonoma per ambienti complessi. L’obiettivo è stato trasferire questo know-how all’agricoltura per rispondere a problemi ormai strutturali: la carenza di manodopera, l’invecchiamento degli imprenditori agricoli e la necessità di aumentare sicurezza ed efficienza.
Non abbiamo trasformato un trattore tradizionale in un mezzo senza conducente, ma progettato una piattaforma autonoma partendo da zero. È una macchina sviluppata e prodotta interamente in Italia, dotata del sistema proprietario di navigazione M.I.N.D., pensata per trasformare le ore trascorse alla guida in ore dedicate alla supervisione e alla gestione dell’azienda, sia in pianura sia in collina.
Quali sono state le tappe principali del percorso e dove si colloca oggi Agricobots?
Abbiamo seguito tre principi fondamentali: sviluppare internamente il sistema di guida autonoma, affidarci a un partner esperto per la realizzazione della piattaforma meccanica e far evolvere la macchina direttamente in campo insieme ai primi clienti. Dopo la progettazione della piattaforma cingolata e del sistema di navigazione proprietario, abbiamo superato le 2.500 ore di lavoro reale, affinando sia la macchina sia il modello di servizio.
Parallelamente abbiamo costruito la rete commerciale e completato il percorso di conformità normativa. Oggi Agricobots è una PMI innovativa nata nel 2022, con competenze integrate in robotica, ingegneria, agronomia e intelligenza artificiale. Le due selezioni consecutive al TOTYBOT, insieme ai riconoscimenti ottenuti nel campo dell’IA e del design industriale, confermano la solidità del progetto. I prossimi obiettivi sono ampliare le lavorazioni disponibili e consolidare la rete di dealer.

Qual è la filosofia progettuale della macchina e a quali aziende si rivolge?
La filosofia progettuale unisce una meccanica semplice, robusta e facilmente manutenibile a un software evoluto e costantemente aggiornabile da remoto. Il cuore della macchina è il sistema di navigazione M.I.N.D., mentre la parte meccanica impiega componenti collaudati, come il motore Perkins, la PTO a 540 giri/min, il sollevatore di categoria 1 e 2 e il pianale modulare.
Dal tablet si imposta la missione e la macchina lavora in autonomia, lasciando sempre all’operatore il controllo e la possibilità di intervenire. ATOMATIKA è stata progettata per lavorazioni ripetitive e ad alta intensità di manodopera, come trinciatura, spollonatura, fresatura, atomizzazione e nebulizzazione. Grazie al sottocarro cingolato può operare su pendenze fino al 70% e si rivolge principalmente a vigneti, frutteti e oliveti di aziende strutturate, indicativamente oltre i 30 ettari.

Quali caratteristiche tecniche la distinguono rispetto ad altre piattaforme autonome?
La principale differenza è che si tratta di una macchina progettata fin dall’origine per lavorare in autonomia, con meccanica, elettronica e software sviluppati come un unico sistema. L’attacco a tre punti di categoria 1 e 2, insieme all’interfaccia proprietaria AgriLinkX, consente di utilizzare gran parte delle attrezzature già presenti in azienda, sia ISOBUS sia tradizionali, evitando di sostituire il parco macchine esistente.
La propulsione è affidata a un motore Perkins Stage V da 75 cavalli abbinato a una trasmissione idrostatica a doppio circuito, soluzione che riduce la complessità meccanica e semplifica la manutenzione. Il sottocarro cingolato con cingoli in gomma da 350 mm limita la compattazione del terreno e migliora la trazione anche su superfici difficili, mentre il pianale modulare permette di passare rapidamente da un allestimento con irroratrice integrata a uno dotato di presa di forza e sollevatore.

Quali tecnologie utilizza per orientarsi in campo e lavorare con precisione e sicurezza?
Il sistema proprietario M.I.N.D. integra GNSS multicostellazione, LiDAR, telecamere stereoscopiche, sensori inerziali e odometria, garantendo una precisione di circa ±2 centimetri. Dopo un semplice rilievo iniziale il robot genera autonomamente la mappa del campo e il piano di lavoro, senza necessità di software gestionali esterni.
Il riconoscimento di persone, animali e ostacoli è affidato a sistemi di visione con logiche deterministiche, mentre la ridondanza dei sensori e le correzioni RTK assicurano continuità operativa e precisione anche in presenza di vegetazione fitta o ridotta copertura satellitare. Tutto il sistema è sviluppato internamente, così da poter essere aggiornato, certificato e controllato direttamente dall’azienda.
Quali sistemi tutelano l’operatore e le persone nell’area di lavoro?
La sicurezza è stata progettata come un sistema integrato. Il primo livello riguarda la corretta gestione dell’area di lavoro, con segnalazione della presenza della macchina autonoma e formazione degli operatori. Il secondo è affidato ai sistemi di percezione, che combinano visione artificiale e LiDAR per rilevare persone, animali e ostacoli.
Il terzo è rappresentato dai dispositivi certificati di arresto d’emergenza. L’architettura è completamente ridondante: i diversi sensori si controllano reciprocamente e il bumper frontale, insieme ai pulsanti di emergenza, arresta immediatamente la macchina anche in condizioni ambientali difficili. Il rilevamento preventivo di persone e ostacoli costituisce un ulteriore livello di protezione, sempre basato su logiche deterministiche e verificabili.

Quanto è realmente autonoma la macchina e quale ruolo avranno connettività e intelligenza artificiale?
ATOMATIKA svolge autonomamente il lavoro all’interno dell’area definita dall’operatore, che mantiene sempre la supervisione e può intervenire in qualsiasi momento tramite tablet, app o comandi di bordo. Restano di sua competenza il rilievo iniziale del campo, l’impostazione della missione e la gestione dell’area di lavoro. L’obiettivo è consentire a un solo operatore di seguire più macchine contemporaneamente, trasformandone il ruolo da conducente a supervisore.
La connettività permette monitoraggio continuo, tele-diagnostica e aggiornamenti software da remoto (OTA), mentre l’intelligenza artificiale viene impiegata esclusivamente per migliorare la percezione dell’ambiente, senza sostituire i sistemi di sicurezza. Tutti i dati operativi restano nella disponibilità dell’azienda agricola.
Quali vantaggi offre la piattaforma, oltre alla riduzione della manodopera?
I benefici riguardano sicurezza, produttività e sostenibilità. L’operatore passa dalla guida continua alla supervisione, riducendo sensibilmente l’esposizione a vibrazioni, fitofarmaci e situazioni di rischio. Dal punto di vista economico, le simulazioni effettuate su un vigneto collinare di 50 ettari indicano un risparmio operativo di oltre 48 mila euro l’anno, un tempo di ritorno dell’investimento di circa 4,4 anni e una riduzione dei costi di manodopera che può arrivare al 60%.
La possibilità di gestire una flotta di robot con un solo operatore rappresenta inoltre una risposta concreta alla crescente difficoltà nel reperire trattoristi specializzati. Sul piano operativo la precisione centimetrica della guida elimina sovrapposizioni e passaggi inutili, riducendo consumi di carburante, impiego di fitofarmaci e compattazione del terreno. La macchina può inoltre lavorare anche nelle finestre più favorevoli, comprese quelle notturne, migliorando qualità e tempestività degli interventi.
Come stanno reagendo gli agricoltori?
L’atteggiamento sta cambiando rapidamente. La diffidenza iniziale lascia spazio all’interesse quando gli agricoltori vedono la macchina lavorare in campo. Molti sottolineano anche come la robotica possa rendere il lavoro agricolo più attrattivo per le nuove generazioni, grazie a un’interazione basata su strumenti digitali.
Le domande più frequenti riguardano sicurezza, affidabilità, gestione degli ostacoli, proprietà dei dati e convenienza economica dell’investimento. Per questo ogni dimostrazione è accompagnata da un’analisi economica personalizzata, che consente all’azienda di valutare concretamente i benefici della piattaforma.
Che valore attribuite alla selezione TOTYBOT?
La doppia selezione consecutiva al TOTYBOT rappresenta una validazione tecnica indipendente ottenuta in un contesto internazionale di altissimo livello. È anche il riconoscimento di una nuova categoria di macchine agricole autonome, progettate fin dall’origine per lavorare senza conducente. Nei prossimi anni continueremo ad ampliare le lavorazioni disponibili, sviluppando ulteriormente il software e rafforzando la rete commerciale. L’obiettivo è rendere la robotica autonoma uno strumento di lavoro quotidiano, accessibile e sostenibile, capace di affiancare concretamente le aziende agricole nelle loro attività.
