CNH, il 2026 inizia col piede giusto. Superati i 3.8 mld $ di fatturato nel primo trimestre
Crolla però l'utile netto, che ha raggiunto i 10 mln $ contro i 132 mln $ dell'anno precedente. Per ora restano confermate le previsioni per il 2026. Il commento del CEO
Le turbolenze che hanno colpito i mercati globali a causa della guerra in Medio Oriente, per ora, non hanno cambiato i piani di crescita del 2026 di CNH Industrial. Che, nel primo trimestre, ha messo a segno risultati solidi, seppur con qualche ombra. Il colosso agromeccanico, di cui fanno parte New Holland, Case IH e Steyr, ha infatti ottenuto ricavi consolidati per il primo trimestre (chiuso al 31 marzo 2026) pari a 3,83 miliardi di dollari e un fatturato netto delle attività industriali pari a 3,17 miliardi di dollari. Entrambi i valori sono rimasti invariati rispetto al primo trimestre del 2025.
Ad arrancare invece è l’utile netto che, nel primo trimestre, si è attestato sui 10 milioni di dollari, con un utile diluito per azione pari a 0,01 dollari, rispetto a un utile netto di 132 milioni di dollari e a un utile per azione sia di base che diluito pari a 0,10 dollari nel primo trimestre del 2025. Nei primi tre mesi del 2026 l’utile netto rettificato si è attestato sui 21 milioni di dollari rispetto ai 132 milioni di dollari del primo trimestre del 2025.
Il flusso di cassa netto generato dalle attività operative è stato di 35 milioni di dollari, mentre l’assorbimento di flusso di cassa libero delle attività industriali è stato di 589 milioni di dollari nel primo trimestre del 2026. L’onere fiscale è stato di 4 milioni di dollari (47 milioni di dollari nel primo trimestre del 2025) con un’aliquota fiscale effettiva (ETR) del 30,8% (29,0% nel primo trimestre del 2025). L’ETR rettificato è stato invece pari al 20,0% per il primo trimestre (29,0% nel primo trimestre del 2025).
CNH, l’andamento del comparto agricolo
In Nord America, nel primo trimestre il volume delle vendite del settore è diminuito del 7% su base annua per i trattori con potenza inferiore a 140 cv ed è sceso del 27% per quelli con potenza superiore a 140 CV. Sempre in Nord America, le mietitrebbiatrici hanno registrato un calo del 6%. In Europa, Medio Oriente e Africa (EMEA), la domanda di trattori è aumentata del 2%, mentre quella di mietitrebbiatrici è diminuita del 5%.
In Sud America la domanda di trattori è scesa dell’8% e quella di mietitrebbiatrici del 33%. Nella regione Asia-Pacifico, la domanda di trattori è aumentata del 21%, mentre quella di mietitrebbiatrici è diminuita del 16%. Il fatturato netto del settore agricolo è rimasto stabile su base annua nel trimestre a 2,6 miliardi di dollari, grazie agli effetti positivi dei cambi e alla realizzazione di prezzi favorevoli, compensati da volumi inferiori in tutte le regioni tranne l’EMEA
«Sebbene il primo trimestre abbia risentito di una domanda di macchine agricole in Nord America ai minimi storici, di un contesto commerciale complesso e delle continue difficoltà in Brasile, la nostra performance è stata in linea con le aspettative», ha dichiarato Gerrit Marx, Amministratore delegato di CNH. «Il team ha mantenuto un approccio rigoroso, gestendo con attenzione la produzione, mantenendo stabili le scorte nei canali di distribuzione e ottenendo risultati positivi in termini di prezzi e costi dei prodotti grazie all’efficienza operativa e al miglioramento della qualità. Riteniamo che il settore stia attraversando il periodo più difficile dell’attuale ciclo agricolo, a condizione che le rotte commerciali globali rimangano aperte. Il nostro obiettivo rimane quello di posizionare CNH in vista della ripresa del mercato, supportando i nostri clienti con prodotti e tecnologie all’avanguardia e creando valore duraturo e a lungo termine».

