Federacma, per i trattori «piano pluriennale da 350 milioni di euro tra il 2027 e il 2031»
Proposto anche un decreto attuativo per far applicare finalmente, entro i prossimi tre anni, l'obbligo di revisione. A patto però che si costruisca il sistema per effettuare le operazioni
A fronte degli oltre 100 decessi l’anno in agricoltura – nella maggior parte dei casi legati all’uso di trattori vecchi, privi di adeguati dispositivi di sicurezza -, il tema della sicurezza torna in primo piano. Ad accendere i riflettori su questa tematica è ancora una volta Federacma, la Federazione Confcommercio delle associazioni nazionali dei servizi e commercio macchine agricole, operatrici e da giardinaggio. L’occasione si è presentata dal convegno promosso dall’Accademia dei Georgofili a Firenze, a ridosso della Giornata mondiale per la salute e la sicurezza sul lavoro del 28 aprile.
Nel corso dell’iniziativa, dedicata al rinnovo del parco macchine agricole, il Segretario Generale di Federacma Gianni Di Nardo ha posto al centro dell’attenzione la necessità di superare definitivamente i ritardi normativi e avviare una strategia strutturata per la sicurezza e l’ammodernamento del comparto. Con un piano da centinaia di milioni di euro di investimenti per i prossimi anni, per porre le basi di una messa in sicurezza dell’intero comparto e, al contempo, del suo rilancio. Ma andiamo con ordine.
Federacma, tra automotive e agromeccanica permane un forte squilibrio
“I numeri che registriamo ogni anno non possono lasciarci indifferenti – ha dichiarato Di Nardo –. Il trattore continua a essere il principale fattore di rischio, soprattutto quando parliamo di mezzi con oltre trent’anni di età, spesso senza cinture o sistemi anti-ribaltamento. Non è una fatalità: è una mancata prevenzione”. In uno scenario in cui, le disposizioni del 2015 sull’obbligo di revisione restano, a causa delle continue proroghe, ancora lettera morta.
Nel suo intervento, Di Nardo ha inoltre sottolineato il forte squilibrio negli investimenti pubblici tra automotive e agromotive. “Negli ultimi anni sono stati mobilitati oltre 9 miliardi di euro per il settore auto, mentre per i trattori non esiste una misura strutturata di rottamazione. Eppure, parliamo di mezzi che incidono direttamente sulla sicurezza sul lavoro”.
Il piano di rilancio
Da qui la proposta di Federacma di un piano pluriennale da 350 milioni di euro tra il 2027 e il 2031, con 70 milioni annui destinati alla rottamazione dei mezzi più obsoleti, accompagnato da un credito d’imposta per chi decide di dismettere il proprio trattore senza sostituirlo. “Serve una scelta di priorità – ha aggiunto Di Nardo –. Quando si decide di intervenire, le risorse si trovano. È il momento di farlo anche per l’agricoltura, mettendo al centro la sicurezza degli operatori”. Tra le proposte avanzate anche l’approvazione del decreto attuativo sulla revisione, prevedendo però uno slittamento di almeno tre anni per consentire la costruzione del sistema: formazione degli ispettori, adeguamento delle officine e disponibilità delle attrezzature.
“Non si può sanzionare chi non è messo nelle condizioni di adempiere – ha concluso –. Serve costruire una rete di officine qualificate, con il coinvolgimento di INAIL, e trasformare la revisione da obbligo normativo a vera politica pubblica. Solo così possiamo ridurre gli incidenti e rendere il sistema agricolo più moderno, competitivo e sicuro”.
