Risulta difficile inquadrare il John Deere 6R 250 in una specifica categoria. Il corpo macchina alto e compatto e la gommatura generosa lo fanno sembrare meno grande di quanto in realtà sia. Evoluzione del 6250 R, il nuovo 6R 250 è un trattore che si inserisce nella fascia delle medie potenze strizzando l’occhio alla classe superiore. E infatti mette in luce un comportamento che spesso lo fa preferire a macchine più grandi grazie ad un equilibrio complessivo pensato appositamente non solo per il lavoro in campo ma anche per il traino pesante.

Potrebbe interessarti

All’interno della gamma 6R, che copre potenze fra 135 e 301 cv, il 6R 250 si pone al vertice assoluto per passare le consegne alla successiva Serie 7R. Un trattore che porta in dote le caratteristiche che hanno decretato il successo del precedente 6250R con alcuni affinamenti come il motore PowerTech PSS Stage V. Un’unità dalla potenza nominale di 250 cv che arriva a 301 cv grazie alla gestione intelligente. La cilindrata di 6,8 litri con l’architettura a 6 cilindri ben si sposa con la trasmissione a variazione continua AutoPowr in grado di sfruttare al meglio la coppia di 1.212 Nm a soli 1.600 giri/min. Un’impostazione ideale per il traino su cui John Deere punta i riflettori.

John Deere 6R 250, la meccanica. Un mezzo dove agilità e forza sono tutt’uno

La Serie 6R di John Deere individua 4 classi di telaio: piccolo, medio, grande ed extra-grande. Con una evidente differenziazione anche in termini di motori e potenze. I passi dei telai vanno dai 2.580 mm dei piccoli fino ai 2.900 mm delle versioni extra grandi. Passando per i 2.756 mm e 2.800 mm delle versioni medie e grandi. Collocandosi al vertice della gamma 6R, il 250 della nostra prova appartiene alla classe degli extra-grandi con un’altezza a filo superiore cabina che arriva a 3.250 mm per una lunghezza di 5.190 mm e una larghezza di 2.550 mm con pneumatici 800/80 R38. Di fatto stiamo parlando di un trattore che non è ingombrante ma che ha un passo che si attesta ai vertici della specifica classe di potenza. Ciò significa, in definitiva, una base d’appoggio stabile e sicura. Il peso operativo si attesta a 9.300 chili con una massa totale consentita di 15.000 chili.

Il sollevatore anteriore opzionale, presente sull’esemplare in prova, ha una capacità massima ai ganci di 5.900 chili che diventano 4.400 sull’intero arco di lavoro. Quello posteriore ha invece una capacità di 10.400 chili che diventano 7.000 sull’intero intervallo operativo. Il tutto è mosso dal John Deere PowerTech PSS da 6,8 litri con 6 cilindri in linea che fornisce 301 cv di potenza massima a 2.100 giri/ min per una coppia di 1.212 Nm a 1.600 giri/min. La rispondenza allo Stage V è ottenuta con un DPF che non richiede sostituzione ed è integrato da un DOC con SCR.

L’architettura prevede un impianto Common Rail ad alta pressione da 2.500 bar a controllo elettronico. La sovralimentazione è garantita da una turbina a geometria varabile accoppiata con una turbina a geometria fissa. La prima moltiplica la pressione creata dalla seconda assicurando un’ottimale erogazione della coppia massima fra 1.600 e 1.900 giri/ min. Quindi in un règime molto vicino a quello della potenza massima. John Deere prevede un intervallo di manutenzione di 750 ore per il cambio olio permettendo un’ampia programmazione degli interventi.

Un motore ben utilizzato

La potenza nominale del John Deere 6R 250 si attesta a 250 cv con quella massima a 275. Altri 26 cv sono disponibili in boost all Pto e nei trasporti arrivando a 301 cv. Un’unità che ben si sposa con le caratteristiche del mezzo. Il règime di potenza costante varia infatti da 1.500 a 2.100 giri/ min permettendo di avere un equilibrio ottimale con la coppia. Il che, come emerso dalla prova in campo, va a favore dei consumi e della souplesse di guida.

Un’impostazione ottimale per lunghe autonomie dove il Cervo ha previsto, oltretutto, un serbatoio da 410 litri che diventano 470 nella versione opzionale. L’AdBlue ha invece una capacità di 25 litri grazie alla percentuale di utilizzo molto bassa legata all’elevata efficienza dell’SCR. La trasmissione AutoPowr è quindi la compagna ideale per utilizzare al meglio le caratteristiche di un motore che ha dei numeri chiaramente indirizzati verso elasticità e flessibilità operativa.

La coppia massima di 1.171 Nm a 1.600 giri/min con una risalita del 40% permette infatti di gestire in modo continuo le variazioni di velocità consentite dall’AutoPowr nelle fasi operative. Quest’ultima si caratterizza infatti per la regolazione infinitesimale della velocità comprese fra 0 e 50 km/h. Gestione che, con il CommandPRO della macchina in prova, diventa ancora più semplice e intuitiva.

Nelle applicazioni di trasporto su strada il règime motore si riduce automaticamente al minimo indispensabile quando si raggiunge la massima velocità. Riducendo concretamente sia i consumi, sia la pressione sonora in cabina. Di fatto a 50 km/h si lavora a 1.630 giri/min, ossia poco sopra al règime di coppia massima. Mentre invece a 40 km/h la rotazione dell’albero motore passa a 1.300 giri/min. Nella nostra prova abbiamo sempre lavorato in off-road sfruttando l’erogazione ottimale della potenza meccanica che l’AutoPowr mette a disposizione in occasione di alcune specifiche velocità operative.

La trasmissione

La trasmissione a variazione continua di John Deere eroga infatti il 100% della potenza meccanica alle velocità di lavoro di 5,5 km/h (traino pesante), 11 km/h (traino leggero), 22,5 km/h (trasporto pesante) e 47,2 km/h (trasporto leggero). Un’impostazione molto utile nel lavoro che il 6R 250 affronta ogni giorno. Di fatto, operando in un range che va dagli 11 ai 22 km/h l’efficienza è molto elevata. Laddove poi non sia possibile impostare la velocità operativa in cui si ha il 100% della potenza meccanica, la trasmissione lavora comunque su una percentuale che supera il 60%.

Il John Deere PowerTech PSS che equipaggia il 6R 250 è un propulsore che si fa apprezzare per la sua logica di funzionamento. Il Cervo ha scelto una strada che ha come obiettivo quello di sfruttare al 100% la tecnologia maturata nella sua lunga storia di produttore di motori. L’ottemperanza alle normative Stage V è infatti ottenuta con soluzioni tecnologiche che, oggi, sono ormai diventate quasi un must nel settore delle macchine agricole e industriali. A fianco dell’iniezione Common Rail ad alta pressione a 4 valvole per cilindro da 2.500 bar ci sono infatti una turbina a geometria fissa ed una a geometria variabile.

IL sistema propulsivo

John Deere 6R 250: la cabina. Spazio a non finire

Fra i punti di forza del Cervo ci sono comfort e luminosità La cabina è sicuramente uno dei punti di forza su cui John Deere punta da lungo tempo. La ComfortView XXL del 6R 250 offre un volume interno di 3 metri cubi. La versione in prova è dotata delle 2 porte panoramiche che permettono di avere una visione a 360 gradi in modo quasi immersivo con l’ambiente circostante. L’esemplare che abbiamo provato nell’azienda agricola Maracuja di Saluzzo è una versione full-optional che dispone del controllo trasmissione CommandPRO con il display CommandCenter Gen 4 4600.

Stiamo quindi parlando della versione touchscreen da 10,4 pollici con quattro ingressi video e l’opzione per collegarsi al monitor esteso. Supporta tutte le applicazioni di agricoltura di precisione non impiegate al momento della prova ma utilizzate in fase di semina e raccolta. Il comfort a bordo si colloca quindi ai massimi livelli del mercato ed è ulteriormente sottolineato dal pacchetto interni in pelle. Operando prevalentemente in operazioni di trasporto pesante con una botte Crosetto a quattro assi da 38.000 litri si apprezza molto la semplicità con cui si regola la velocità di marcia e gli 11 pulsanti regolabili del joystick CommandPRO.

La percorrenza continua in off-road richiede infatti continue correzioni che risultano semplici e non stancanti. Le sospensioni di cabina e sedile, insieme a quelle dell’assale anteriore, si rivelano strategiche sia per il comfort che per fornire quel necessario appeal che consente di mantenere medie elevate.

La visibilità in ogni direzione è uno dei punti di forza del 6R 250. Il cofano motore snello, la posizione molto alta, il muso corto e la gommatura generosa permettono infatti di avere un punto di vista privilegiato. L’operatività premia anche lo spazio a disposizione che permette non solo di muoversi agevolmente mentre si sale e si scende ma anche quando si lavora. La possibilità di ruotare sedile e consolle verso destra facilita molto la visione latero/posteriore senza stancare.

La cabina era anche dotata di sospensione idraulica adattiva HCS Plus, una soluzione che porta ulteriormente verso l’alto il comfort e che si abbina molto bene con l’assale anteriore adattivo TLS Plus. Un elemento che, pur non essendo parte integrante della cabina, ne aumenta notevolmente il comfort assorbendo le asperità del terreno in modo ottimale. Assale che, nel corso della prova, ha svolto un lavoro molto intenso andando a compensare le sollecitazioni verticali impresse dalla botte. Anche tenendo conto che il peso complessivo del convoglio è sempre stato superiore alle 60 tonnellate con punte che hanno sfiorato le 64 tonnellate. Nelle manovre di posizionamento è stata fondamentale la visibilità in ogni direzione permettendoci sempre di avere sotto controllo tutta la zona di lavoro

In primo piano

Articoli correlati

Deutz-Fahr TTV 5115 DF, punto di riferimento. Le impressioni

In campo con la nuova versione del frutteto TTV con più cavalli e curve di coppia migliorate. Impareggiabile il comfort in cabina, per un’efficienza produttiva sempre maggiore. Il propulsore è il nuovo FARMotion in versione Stage V, 4 cilindri e 3.850 cc, con 116 cv. Ma c'è anche l'overboost