Il panorama dei produttori di trattori che si stanno affacciando sul mondo elettrico si fa di anno in anno più affollato. Tra di loro c’è anche lo statunitense Monarch Tractor, con sede a Livermore, in California. Un produttore che sta facendo sul serio: a rimarcarlo l’interesse mostrato nei suoi confronti da un colosso come CNH Industrial. Che prima, nel 2021, ha acquisito una quota di minoranza della società, e poi ha stipulato un vero e proprio accordo di licenza esclusivo pluriennale per tecnologie di elettrificazione, in modo da potenziare e perfezionare lo sviluppo di soluzioni e piattaforme per la produzione di serie di trattori di questo tipo.

Lo sviluppo di soluzioni elettriche da parte di Monarch Tractor si è concretizzato con il lancio del suo prodotto di punta, l’MK-V, i cui primi esemplari sono usciti dalla linea di montaggio nel 2023. Tre i modelli disponibili: Standard, Dairy (pensato per le lavorazioni in stalla), e Utility, per le lavorazioni più gravose in azienda agricola (con la possibilità di installare un apposito caricatore frontale). Il mezzo, a quattro ruote motrici, è lungo 372 cm e alto, al tettuccio, 234 cm.

MK-V, sotto al cofano un anima elettrica

Il sistema propulsivo elettrico è in grado di erogare fino a 70 cv. Cavalli che diventano 40, invece, alla presa di forza con attacco a tre punti CAT I/II). Il prezzo settato verso l’alto – il modello base parte da 88.998 dollari senza iva, consegna e abbonamento per i servizi digitali, tutti a parte –, però, rende questo trattorino elettrico non propriamente idoneo a tutte le tasche.

Anche se, va detto, il costo totale d’esercizio (il cosiddetto TCO, Total Cost of Ownership per gli anglofoni) lo rende particolarmente accattivante, in virtù delle spese minori in fatto di gestione energica, con la necessità di carburanti azzerata. Ad alimentare il motore ci pensa una batteria con una potenza esportabile fino a 5,6 kW, che può essere ricaricata in poco più di cinque ore con caricatore a 80 A (ore che invece lievitano a dieci qualora si decidesse di usare quello da 40 A).

L’autonomia dichiarata dal produttore è di circa 14 ore. Ma le tempistiche, va detto, possono variare in base all’azienda agricola, al tipo di operazione e all’attrezzo utilizzato, dunque scendendo o salendo in base al contesto. Il mezzo ha quattro ruote motrici e una frizione ad azionamento elettroidraulico, affianca una trasmissione del tipo Push Button, piuttosto inusuale in agromeccanica, ma comprensibile in questo caso data la natura elettrica dell’intera catena cinematica.

9 le velocità in avanti, 3 quelle in retro, tutte gestite autonomamente dal trattore. Il sistema idraulico a centro chiuso è gestito da una pompa da 75 l/min. La PTO posteriore, invece, ha una potenza di 40 cv e una velocità di 540 g/min. Gli pneumatici sono del tipo R1 AG, tubeless e specificatamente progettati per questo trattore con motorizzazione elettrica.

Lato tecnologico, la modalità Monarch Safe, grazie a specifici sensori, permette di tenere sotto controllo la situazione circostante a 360 gradi, in modo da proteggere il conducente, i lavoratori circostanti, il bestiame, gli attrezzi e le colture. L’MK-V, inoltre, è anche dotato di una telecamera sopra l’attacco posteriore, in grado di arrestare il trattore, interrompendo l’alimentazione alla PTO, qualora una persona o un oggetto di dovessero venire a trovare in un raggio di un metro dal trattore.

Oltre al sistema ROPS in cabina – dotata di otto fari led (due per lato) con da 2000 lumens ciascuno -, il trattore Monarch porta in dote un sistema che, tramite misurazioni effettuate dai sensori di bordo, è in grado fornire dati in tempo reale sul beccheggio del mezzo, avvisando dei potenziali rischi di ribaltamento su pendii troppo impervi.

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