In lizza per il premio Tractor of the year 2023, il New Holland T7.300 Auto Command è l’alfiere dell’ultima generazione della gamma T7 a passo lungo del brand in forza al gruppo CNH Industrial. Una serie nata nel lontano 2006 come evoluzione degli storici TM e che si è via via consolidata nel cuore di farmer e contoterzisti per il carattere eclettico, la solidità costruttiva e le prestazioni. La gamma conta oggi cinque modelli con al top appunto l’inedito New Holland T7.300 che innalza l’asticella della potenza a ridosso dei 300 cavalli.

L’obiettivo dei progettisti era dunque quello di offrire maggiore potenza mantenendo le caratteristiche dimensionali di una macchina assai apprezzata per manovrabilità rapporto peso/potenza e capacità di dare il massimo sia in campo che nei trasporti stradali. Ecco che se dal punto di vista della stazza e del look poco cambia rispetto alle versioni precedenti, numerosi sono invece gli interventi migliorativi a livello di componentistica e soprattutto in ottica 4.0 con un’interfaccia trattore/ utente completamente rinnovata e tutte le funzioni intelligenti e smart offerte dal sistema PLM Intelligence che trasformano il veicolo in un ufficio da campo

New Holland T7.300, la meccanica. Potente, manovrabile e ben dimensionato

Come detto in precedenza il layout del trattore non cambia così come le dimensioni e la struttura della powertrain, ma il rafforzamento dell’assale anteriore con riduttori più grandi (da classe 4 a calsse 4,5) e nuovo sistema di controllo della sospensione e l’irrobustimento del ponte posteriore per montare pneumatici fino a 2.05 metri di diametro hanno innalzato il peso a vuoto della macchina di circa mille chili, col pregio di portare la massa totale consentita a 14.500 chili.

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L’interasse misura 2.884 millimetri, ossia circa 10 centimetri in più rispetto ai modelli minori della gamma T7 a passo corto e circa 11 in meno rispetto alla serie T7 HD. Una soluzione quindi esattamente intermedia che rende questo trattore un interessante compromesso in termini di agilità e trazione. Il cuore pulsante del nostro T7.300 è il sei cilindri a quattro valvole Fpt Nef 67 da 6,7 litri Stage V con tecnologia Hi-eSCR2. Un’unità che non ha bisogno di presentazioni essendo uno dei motori più utilizzati nel settore agricolo e non solo su macchine del gruppo CNH Industrial.

Il sistema di iniezione ad alta pressione common rail e turbocompressore con wastegate, assieme al perfezionato sistema di gestione della potenza, assicurano performance ed efficienza. Il gruppo di trattamento dei gas di scarico non contempla unità DPF e nessun processo di rigenerazione. Garantisce il cambio olio ogni 750 ore e intervalli di manutenzione ordinaria ogni 1.500 ore. Per supportare la maggiore potenza rispetto ai modelli della generazione precedente, il pacco radiatori è stato maggiorato ed è stato introdotta la ventola a passo variabile. Upgrade anche per la struttura della coppa dell’olio completamente ridisegnata.

300 cavalli in continuo

Il T7.300 è accreditato di una potenza nominale di 260 cavalli e una massima di 280; col Power Management si arriva fino a quota 300 cavalli, una taratura che non procura alcun affanno ad un hardware progettato per esprimere anche potenze superiori (vedi i 313 cavalli del T7.315 HD). Tra le new entry, anche la nuova ‘cover’ dell’SCR meno ingombrante e il serbatoio carburante portato da 390 a 465 litri (54 litri quello dell’urea) per garantire maggiore autonomia a pieno carico.

Per quanto riguarda la coppia, la scheda tecnica indica un valore massimo di 1.249 Nm (127,3 kgm) a 1.400 giri al minuto, con un range pressoché costante tra i 1.200 e i 1.600 giri e una risalita del 32 per cento. Altra gradita conferma è la trasmissione a variazione continua Auto Command aggiornata nel software e nell’adozione di componenti di qualità migliorata, dalle valvole di controllo diagnostiche al sistema idrostatico e ai trattamenti avanzati degli ingranaggi per garantire maggiore trazione, carichi superiori e minore rumorosità.

Caratterizzata da 4 gamme meccaniche, e quindi da quattro punti di presa diretta del moto posizionati in corrispondenza delle velocità operative più frequentemente usate in campo e nei trasporti, sfrutta una tecnologia a doppia frizione per non interrompere mai la coppia tra zero e 40 (o 50 chilometri orari) e si gestisce facilmente tramite il display Intelliview e la nuova leva multifunzione CommandGrip.

Nella dotazione standard è presente la funzione Parking a inserimento automatico che consente di mantenere il trattore fermo nelle soste in pendenza senza utilizzare freni e frizione. Upgrade anche per l’albero di rinvio all’assale anteriore, per il freno di stazionamento a lubrificazione forzata e per il differenziale posteriore notevolmente irrobustito. L’impianto idraulico di serie è composto da una pompa a portata variabile con compensazione di pressione da 150 litri al minuto; a richiesta è possibile allestire un circuito maggiorato in grado di arrivare ad un flusso massimo di 170 litri al minuto.

La vera chicca al di là delle prestazioni è la semplicità di assemblaggio con la riduzione di oltre 30 per cento delle connessioni rispetto al circuito del vecchi T7. Ne giovano quindi l’efficienza e la facilità di mautenzione. Le molteplici possibilità di configurazione prevedono fino 5 distributori posteriori a controllo elettronico e tre ventrali. Dal posto di guida è possibile impostare i comandi in base alle personali preferenze e sfruttare il piccolo joystick dedicato. Il sollevatore posteriore vanta una capacità massima di 10.463 chili, mentre quello anteriore, integrato col design del trattore, arriva fino 5.925 chili.

Sul New Holland T7.300 LWB le prestazioni in termini di potenza e coppia sono di 280 cavalli a 1.800 giri (300 col boost) e 1.249 Nm a 1.300. La coppia si mantiene alta su un ampio arco di giri e le risposte del motore sono sempre reattive anche grazie all’adozione del turbo a geometria variabile.

Il motore Fpt Nef N67 Ent

La cabina: che eleganza! Ergonomica, confortevole e sempre più smart

Grandi novità come accennato in precedenza anche per quanto concerne l’abitacolo. A livello di struttura debutta la sospensione idraulica e il volume è aumentato del 7,5 per cento con l’11 per cento di superficie vetrata in più. La visibilità quindi migliora, anche per la curvatura del parabrezza nella parte superiore e per l’estensione verso il basso della finestra posteriore. Il telaio a quattro montanti, realizzato con saldatura robotizzata, e il perfetto isolamento della trasmissione abbassano notevolmente il livello fonometrico, che con il motore al massimo dei giri si mantiene al di sotto dei 66 decibel.

Appena saliti, l’attenzione viene catturata dal display digitale a colori posizionato inusualmente al centro del volante (su richiesta può essere installato nella tradizionale posizione tra volante e parabrezza) . Sostituisce il classico cruscotto della strumentazione e si apprezza per la nitidezza delle immagini e l’assenza di riflessi. Tutti i comandi sono raggruppati in modo razionale sull’ennesima evoluzione del bracciolo SideWinder, regolabile sia in altezza che in distanza dal sedile. Qui spiccano la leva multifunzione CommandGrip con pulsanti configurabili a piacimento per gestire le svolte a fine campo, l’inserimento della guida satellitare, dei distributori idraulici ausiliari, dell’attacco a tre punti fino all’arresto di emergenza.

Alla sua destra l’ergonomico mouse per il controllo dei sollevatori anteriore e posteriore e infine il joystick avanzato per comandare fino a sei distributori idraulici ausiliari. Un ufficio in campo Oltre naturalmente ai vari pulsanti per gestire tutte le altre funzioni del trattore. Anche il display Intelliview da 12 pollici è stato aggiornato e può essere configurato a piacimento, impostando le schermate di esecuzione a seconda dell’attività da monitorare. Ma come detto in precedenza sono le possibilità offerte dalla tecnologia PLM Intelligence a fare la differenza.

Tramite il monitor gli utenti possono accedere non solo alle tradizionali applicazioni di agricoltura di precisione, ma anche a tutte le funzioni telematiche basate sulla connettività e il monitoraggio e sull’analisi dei dati. I dati raccolti possono essere trasferiti e rielaborati in ufficio per pianificare le attività e facilitare le decisioni gestionali dell’azienda. Intanto in campo la vita è resa facile dal nuovo ricevitore per la guida automatica PLM Cygnus, che compensa le variazioni del terreno per fornire una posizione attendibile e aiuta ad acquisire i tracciati in maniera rapida e precisa. Il sistema HTS II permette l’automatizzazione completa delle svolte a fine campo, mentre le immagini sul monitor delle due telecamere frontale e posteriore consentono un perfetto controllo del trattore e diminuiscono le possibilità di incidenti.

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