A poco meno di due mesi dall’apertura dei cancelli dell’appuntamento fieristico agromeccanico più importante in Italia, FederUnacoma ha organizzato la conferenza stampa di presentazione di EIMA 2026 presso la sede romana dell’ICE (Italian Trade Agency). Una scelta non casuale, che intende mettere in risalto il carattere spiccatamente internazionale della fiera, capace ad ogni edizione di attirare sempre più visitatori stranieri. E lo stesso sarà per l’imminente 47esima edizione.

Le industrie espositrici estere presenti ad EIMA 2026 saranno infatti 650 – su un totale di 1.800 già confermate – in rappresentanza di 45 Paesi. I visitatori stranieri sono attesi in crescita rispetto alla precedente edizione (2024), che ha registrato oltre 63 mila presenze estere da 150 Paesi, sulle 350 mila presenze complessive; mentre è già confermato un incremento molto consistente nelle delegazioni ufficiali di operatori economici organizzate da ICE e FederUnacoma che si ritroveranno a BolognaFiere dal 10 al 14 novembre prossimo.

Lo scenario dei mercati, per questo settore, si presenta molto frammentato e disomogeneo – è stato spiegato nel corso della conferenza stampa di presentazione, tenutasi questo pomeriggio a Roma presso la sede dell’ICE – e questo porta le industrie costruttrici ad operare in modo selettivo nei Paesi e nei contesti che si mostrano più ricettivi.

“Per favorire il ‘matching’ fra domanda e offerta di tecnologie, la rassegna aumenta la sua dimensione internazionale – ha detto nel corso della conferenza Simona Rapastella, direttore generale di FederUnacoma, la Federazione di Confindustria che rappresenta il settore dell’agromeccanica e che è organizzatrice della rassegna – e mette in campo iniziative specifiche per gli operatori economici esteri potenziando il sistema di servizi orientati al business”.

Matteo Zoppas, Presidente dell’ICE (Italian Trade Agency)

EIMA, una fiera sempre più internazionale

Le sedi ICE presenti in ogni parte del mondo hanno selezionato player specializzati che saranno in Fiera nei primi tre giorni della rassegna, con un programma di incontri business-to business con le industrie costruttrici, già pianificato sulla base dell’interesse degli operatori per le specifiche categorie di prodotto.

Le delegazioni ICE comprendono quest’anno 830 operatori da 120 Paesi (erano 450 nel 2024 da 85 Paesi), che daranno vita a non meno di 14 mila incontri d’affari, potendo contare su un padiglione appositamente realizzato all’interno del quartiere fieristico bolognese, oltre che su servizi di interpretariato e di assistenza nella contrattualistica. In parallelo al progetto ICE, FederUnacoma ha predisposto il sistema di accoglienza “Special Guest” riservato a circa 1.000 operatori economici di settore non inseriti nelle delegazioni ufficiali.

La rassegna dell’EIMA si offre dunque come strumento per monitorare il mercato, prevedere l’evoluzione della domanda, stabilire relazioni commerciali in modo selettivo e mirato. L’intera esposizione è progettata per offrire – anche in un contesto economico sfavorevole – infinite opportunità di collaborazione industriale e commerciale.

Il programma dei convegni

Nel programma dei convegni – anticipato nel corso della conferenza – molti saranno quelli centrati sulle realtà dei singoli Paesi e delle diverse aree geografiche. Tra questi si segnala il convegno sul tema “Siccità nell’agricoltura africana, costi economici e sociali”, promosso da FederUnacoma e Internationalia, e finalizzato a descrivere le emergenze anche climatiche e ambientali presenti oggi nel continente africano, e ad analizzare le ricadute che queste possono avere sulle economie e sui sistemi sociali di molti Paesi.

Un evento di rilievo è anche quello rappresentato dalla Giornata italo-indiana – organizzata da FederUnacoma, Ficci, ICE, Maeci – che prevede fra l’altro un convegno sul tema “Europa-India: i mercati dell’agromeccanica nell’area di libero scambio”. Di stretta attualità anche il convegno sul tema “America Latina: la mappa dei commerci nell’accordo Europa-Mercosur”, promosso da FederUnacoma e centrato sull’analisi delle potenzialità del mercato latinoamericano per il settore della meccanica agricola, e sulle modalità di accesso ai diversi Paesi.

Di respiro internazionale anche il 35mo Meeting del Club of Bologna dal titolo “Agricultural Technologies for Emerging Countries”, che dedica una prima sessione alla meccanizzazione in Africa, una seconda sessione alle tecnologie per l’agricoltura conservativa, ed una terza ai sistemi per la gestione ottimizzata delle risorse idriche.

Un tema, quest’ultimo, strettamente legato all’emergenza climatica che allarma la comunità scientifica internazionale e i settori produttivi. Sugli aspetti politici è centrato l’incontro dal titolo “Agricoltura e agromeccanica: l’agenda di Bruxelles. I temi chiave delle Commissioni. Aspetti tecnici e politici”, promosso da FederUnacoma e animato dai componenti della delegazione di europarlamentari presenti alla rassegna.

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