Per quattro giorno gli occhi del mondo agricolo italiano (e non solo) saranno puntati su una sola città: Verona. Proprio qui, infatti, ha aperto i battenti la 117esima edizione di Fieragricola, la rassegna internazionale dedicata al comparto primario in tutte le sue variegate sfaccettature: dall’agromeccanica alla zootecnica, dal mondo associativo all’agroalimentare. Tutti settori per cui sono previste specifiche aree tematiche, nel solco della mission di questa edizione, quella tanto agognata «Full Innovation», all’insegna dell’ultima frontiera delle tecnologie applicabili. Come ha ricordato il presidente di Veronafiere, Federico Bricolo, durante la cerimonia di apertura.

Cerimonia a cui hanno partecipato personalità di spicco del mondo istituzionale, associativo e produttivo. A partire dal sottosegretario al ministero dell’Agricoltura, Sovranità alimentare e Foreste, Patrizio Giacomo La Pietra, del vicepresidente del Senato, Gian Marco Centinaio, del presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani, del sindaco di Verona, Damiano Tommasi, del presidente della Provincia, Flavio Massimo Pasini, del presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia, dell’assessore all’Agricoltura del Veneto, Dario Bond, e dei rappresentanti del mondo agricolo. Per Veronafiere presenti anche l’amministratrice delegata Barbara Ferro, la vicepresidente Marina Montedoro e il direttore generale Adolfo Rebughini.

Fieragricola 2026, la festa dell’agricoltura italiana. I commenti

«In questi quattro giorni di Fieragricola – ha esordito Bricolo – il sistema agricolo è rappresentato a 360 gradi, con un’offerta ampia da parte di 816 espositori, oltre 130 convegni, 11 padiglioni occupati e un’area complessiva di 60mila metri quadrati, buyer e operatori da 28 paesi del mondo. Fieragricola è una vetrina del settore, nata nel 1898 all’insegna dell’avanguardia espositiva e che ha saputo gemmare altre grandi manifestazioni come, giusto per citarne due, Fieracavalli e Vinitaly».

Gli ha fatto eco il sottosegretario La Pietra. «Abbiamo messo a disposizione del settore oltre 15 miliardi di euro – ha affermato il sottosegretario La Pietra – e grazie al dialogo con il mondo agricolo abbiamo rimesso al centro dell’agenda politica la crescita dell’agricoltura, alle prese con un 2025 molto complesso».

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E che l’agricoltura e gli investimenti restino strategici per l’economia tout court e per i territorio ci ha pensato anche il presidente della Regione Veneto, Alberto Stefani. «Sono i numeri che ribadiscono l’importanza strategica del settore primario – ha affermato Stefani – otto miliardi di produzione agricola, oltre 10 miliardi di produzione agroalimentare esportati, oltre il 37% dell’export vitivinicolo nazionale è veneto. Un’agricoltura che investe e innova, che punta sulla tecnologia e sulla sostenibilità, con grande capacità di guardare avanti».

Un’agricoltura che, per il sindaco di Verona, Damiano Tommasi, «rappresenta molto della nostra identità e del territorio» e che deve innovare anche per fare fronte ad alcune criticità, come ad esempio «l’emergenza abitativa e la carenza di manodopera. In questi giorni, anche a Verona, abbiamo toccato con mano una situazione critica che riguarda persone che lavorano, in particolare nel comparto agricolo, ma che non riescono ad avere un alloggio dignitoso, soprattutto nei mesi invernali. È una questione strutturale che chiama in causa le istituzioni, le associazioni di categoria e le imprese».

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