Macchine agricole, il mercato cala a livello globale nel 2026. A pesare crisi climatica e guerre
Tracollo in America, con gli Stati Uniti che registrano -14% nel primo semestre. Male anche Canada (-10%) e Brasile (-16%). Lieve crescita in Europa
Nonostante la domanda potenziale resti elevata, il mercato delle macchine agricole a livello globale subisce una brusca frenata nella prima parte del 2026. È questo, in estrema sintesi, quanto emerso dalla ricognizione effettuata da FederUnacoma nel corso delle conferenza di presentazione della 47esima edizione di EIMA International, svoltasi presso la sede dell’Agenzia ICE a Roma. Sul computo delle vendite di macchine agricole in tutto il mondo pesano crisi climatica (con il fenomeno El Niño che incombe) e tensioni geopolitiche (sfociate in guerre aperte, su più fronti). Con conseguenze che gravano non solo sull’agromeccanica, ma anche sui territori stessi.
“Il 2025 è stato il terzo anno più caldo di sempre e conferma una tendenza in atto da decenni, che è alla base dei fenomeni meteo-climatici estremi sempre più frequenti. Questi eventi – ha detto la presidente di FederUnacoma Mariateresa Maschio – colpiscono l’agricoltura, non soltanto in termini di produttività e salute delle coltivazioni ma anche in termini di impatto territoriale, con situazioni di dissesto, di erosione dei terreni, di deterioramento delle infrastrutture idriche nei fondi”.
Macchine agricole, le conseguenze anche sui terreni
A fianco di El Niño, che potrebbe provocare un incremento della temperatura sino a 3,6°, le proiezioni della FAO per la stagione 2025-2026 indicano un calo del 2% nella produzione globale di cereali. Flessioni significative sono attese negli USA (-8%) complessivamente per i cereali), in Canada (-8% per il frumento) e in Europa dove la soia dovrebbe perdere il 14% rispetto alla media degli ultimi cinque anni, il mais da granella il 7%, le patate il 6%.
Come ribadito da FederUnacoma, L’andamento della produzione agricola si riflette sull’andamento del mercato agromeccanico che – è stato sottolineato dalla presidente di FederUnacoma – rallenta soprattutto nei Paesi dove prevalgono gli acquisti di mezzi innovativi.
L’andamento del mercato
Il primo semestre del 2026 registra cali negli Stati Uniti (-14% in ragione di 89 mila mezzi venduti), in Canada (-10%, con 10 mila unità immatricolate) e in Brasile (-16%, per 20 mila macchine). In leggero recupero risulta l’Europa (+1,5%) dove le immatricolazioni salgono a 70 mila mezzi, ma con significative differenze a livello nazionale. Crescono l’area balcanica, l’Europa centro-orientale, la Spagna e il Regno Unito; arretrano Germania, Francia e Italia, vale a dire i Paesi che assorbono la quota più consistente delle vendite europee.
I sei mesi evidenziano altresì una forte frenata della Turchia (-55% con 10.700 mezzi) e la crescita imponente dell’India (+41% e 685 mila unità) che rappresenta per vari aspetti un mercato a sé stante. Il mercato delle macchine agricole restituisce dunque uno scenario incerto e frammentato, rispetto al quale è fondamentale valorizzate tutte le possibili opportunità di business, intercettando la domanda di merceologie specifiche per le più diverse realtà territoriali.
“In questa prospettiva emerge con evidenza ancora maggiore il valore di EIMA International – ha concluso Mariateresa Maschio – come piattaforma fieristica capace non solo di far convergere da ogni parte del mondo tutte le componenti delle filiere agricolo-industriali, ma di agevolare la condivisione di informazioni e strategie per l’innovazione in agricoltura”.
