Macchine agricole, il mercato francese è in calo per il terzo anno di fila. Primi segnali di ripresa nel 2027
Nel suo annuale Rapporto economico, AXEMA ha tratteggiato una panoramica in chiaroscuro del comparto. Che deve fronteggiare una situazione di incertezza globale
Tre anni all’insegna del segno meno, caratterizzati da una contrazione continua dopo il boom del biennio 2022/2023. È un quadro a tinte fosche quello tratteggiato da AXEMA nel suo consueto Rapporto economico annuale. La sigla francese dei costruttori di macchine agricole ha messo in luce un calo che nel 2025 si è attestato al -9%. Cifra che, se sommata ai dati del 2024, ha portato il calo cumulativo al 22% negli ultimi tra anni. Il settore, nel 2026, è entrato quindi nel suo terzo anno consecutivo di contrazione, con una ripresa ora prevista per il 2027.
Durante l’evento, i dati per il settore delle macchine agricole e degli spazi verdi sono stati snocciolati da Florent Guilleman, Presidente del Comitato economico e amministratore delegato di Amazone France, e David Targy, Direttore degli Affari economici e internazionali di AXEMA.

Macchine agricole in rosso. Tiene botta il settore del gardening
Il 2025 si è quindi rivelato un anno complicato per praticamente tutti i produttori di macchine agricole, soprattutto per le aziende specializzate nel settore delle colture arabili e della viticoltura. Alcuni segmenti hanno raggiunto livelli storicamente bassi, in particolare le vendemmiatrici, le mietitrebbiatrici e i trattori standard. Al contrario, il mercato del gardening ha mostrato una discreta resilienza (+4%), sostenuto da condizioni meteorologiche favorevoli e dalla tenuta del segmento dei consumatori. Anche le attrezzature per l’allevamento stanno reggendo meglio, trainate dagli investimenti negli allevamenti da latte e dalla modernizzazione degli edifici agricoli
La produzione francese di macchine agricole dovrebbe raggiungere i 7,1 miliardi di euro nel 2025, con un tasso di esportazione del 57%. Mentre le vendite sul mercato interno dovrebbero diminuire dell’11% attestandosi a 3,03 miliardi di euro, le esportazioni dovrebbero aumentare del 4% raggiungendo i 4,05 miliardi di euro, a dimostrazione della competitività internazionale delle aziende d’oltralpe.

L’andamento regione per regione
Le principali aree di crescita delle esportazioni sono: Africa (+46%), Europa orientale (+17%) ed Europa occidentale (+11%). Il Nord America, invece, ha registrato un forte calo del 24% a causa dei dazi statunitensi, mentre la regione Asia-Pacifico ha subito una flessione del 30%. A livello globale, la Cina è diventata il secondo esportatore mondiale di macchine agricole, davanti agli Stati Uniti. Nonostante la crisi, la Francia rimane il primo mercato europeo per le macchine agricole e il secondo mercato per le attrezzature per la cura del verde.
I dati relativi all’inizio del 2026 non lasciano intravedere una ripresa immediata. Nel primo trimestre gli ordini sono diminuiti del 9%, per poi registrare un leggero rialzo del 5% ad aprile. I fattori sfavorevoli sono numerosi: pressione persistente sui redditi agricoli, aumento dei tassi d’interesse, calo del potere d’acquisto e incertezze geopolitiche legate al blocco dello Stretto di Hormuz e alle sue conseguenze. AXEMA prevede che il mercato francese subirà un’ulteriore contrazione fino a raggiungere circa 7,15 miliardi di euro nel 2026, prima di una ripresa prevista nel 2027. Due segmenti, tuttavia, presentano prospettive più favorevoli: le attrezzature per l’allevamento e i componenti.
Di fronte a questa crisi, AXEMA individua nell’elettrificazione delle macchine agricole un motore di competitività e di transizione. Una nota tecnica pubblicata nel maggio 2026 stima che vi siano oltre 750.000 veicoli agricoli semoventi che possono essere elettrificati nel breve termine.
«L’elettrificazione rappresenta la strada da seguire per le attrezzature di produzione quali serre, trattori a cavalletto e trattori. Sarà un fattore determinante per la competitività, la resilienza e il miglioramento di fronte alle sfide climatiche e ambientali». Questo il commento di Annie Genevard, Ministra dell’Agricoltura, dell’Agroalimentare e della Sovranità alimentare.
