Siccità e caldo estremo, il ruolo dei contoterzisti e il nodo del credito sul gasolio agricolo
Mentre i danni stimati dalle sigle di categoria in Italia delle ondate di caldo del 2026 arrivano a sfiorare 1.5 mld € e i fiumi raggiungono minimi storici, le imprese agromeccaniche lavorano senza sosta per salvare la stagione agricola. Le proposte di UNCAI
Il Po che, per l’ennesima estate, scende sotto i livelli storici, con una perdita di circa 300 metri cubi al secondo, un terzo della portata media estiva. Un nuovo tavolo per l’emergenza idrica convocato in Piemonte. Le sigle locali che, nemmeno a metà luglio, stimano un calo della produzione di latte fino al 20% e perdite di resa che per il riso possono arrivare al 30%. E il numero di decessi legati al caldo estremo che, in Italia, ha toccato il valore più alto in Europa (fonte ANBI, la sigla nazionale che gestisce le acque irrigue). Sono solo alcuni dei numeri che mettono in evidenza in modo nudo e credo gli effetti dei cambiamenti climatici che hanno investito l’Italia. E, a svolgere un ruolo fondamentale per garantire la continuità e la sicurezza delle coltura, ci hanno pensato gli agromeccanici. Come ribadito da UNCAI.
Come ribadito dalla sigla, dietro gli ettari irrigati d’urgenza con settimane di anticipo sul calendario e gli ettari difesi dal fuoco, spesso ci sono proprio i contoterzisti. In un contesto generale in cui, secondo le prime stime delle sigle, il conto dei danni per l’agricoltura italiana supererebbe 1,5 miliardi di euro. Una situazione complicata, a cui si sommano gli incendi: 9.000 ettari bruciati nell’ultimo mese, con la Puglia e alcuni valli piemontesi tra le aree più colpite.
Sono dunque degli agromeccanici i mezzi che in questi caldissimi giorni, e per più ore, più chilometri e più campi del previsto, garantiscono le irrigazioni di soccorso che gli agricoltori stanno chiedendo con urgenza crescente. È un lavoro che si aggiunge, non si sostituisce, a quello ordinario e che si traduce, prima di tutto, in un consumo di gasolio agricolo molto superiore alla programmazione stagionale.
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“Condividiamo pienamente l’allarme che sta arrivando dalle organizzazioni agricole: la siccità è un’emergenza di tutto il sistema, non di una parte sola”, ha esordito Aproniano Tassinari, presidente di Uncai. “Ma chi sta materialmente rispondendo a questa emergenza sui campi, con i propri mezzi e a proprie spese, sono le imprese agromeccaniche. E restano, ancora una volta, l’unico anello della filiera escluso dal credito d’imposta sul gasolio agricolo”.
E ora l’emergenza climatica ha fatto venire tutti i nodi al pettine: l’esclusione dal credito d’imposta rende più difficile da giustificare la situazione che si è creata. UNCAI ricorda che il DM 454/2001 individua esplicitamente le imprese agromeccaniche tra i soggetti autorizzati all’uso del gasolio agricolo agevolato. Nonostante questo, il Governo ha deciso di escluderle dal credito d’imposta introdotto per sostenere il settore di fronte al caro-carburanti. La Sicilia, includendo le imprese agromeccaniche nel proprio fondo regionale di ristoro, ha già mostrato che una soluzione diversa è possibile.
Un’emergenza climatica che impone di lavorare più a lungo, con mezzi più pesanti, su turni non programmati, è la prova più concreta di quanto questa esclusione sia insostenibile: più aumenta la pressione sull’agricoltura, più aumenta — proporzionalmente — quella sulle imprese che la tengono in piedi dal lato operativo. “Chiediamo che, nella definizione delle misure straordinarie per l’emergenza siccità, il Governo tenga conto anche di chi sta consumando gasolio per rispondere a questa crisi sul campo. Non è una richiesta ulteriore rispetto a quella che portiamo avanti da mesi: è la stessa richiesta, resa oggi più urgente dai fatti della vera agricoltura”, conclude Tassinari.
