SDF, crescono le quote di mercato nel 2025. Ma il contesto globale resta complicato
La quota di mercato mondiale è salita al 10,6% (+0,2%). Crescita che è stata riconfermata anche nei primi mesi del 2026. Ma i volumi calano. Ecco tutti i risultati presentati nella consueta conferenza stampa annuale
SDF cresce nelle quote di mercato nonostante il terzo anno consecutivo di calo del mercato globale dei trattori e guarda al 2026 puntando su nuovi prodotti, rafforzamento commerciale e investimenti tecnologici. È questo il messaggio emerso dalla presentazione dei risultati 2025 del gruppo di Treviglio guidato da Ludovico Bussolati, Presidente e amministratore delegato, affiancato dal direttore commerciale Alessandro Maritano e dal direttore finanziario Filippo Simonetti.
Nel 2025 il mercato mondiale dei trattori di riferimento per SDF è sceso da circa 226 mila a 206 mila unità (-9%), confermando una fase recessiva che dura ormai da quattro anni e che, secondo il management, non mostra ancora segnali concreti di inversione. «Generalmente dopo due anni di cali importanti si ha una stabilizzazione e poi una ripresa. Questa volta invece abbiamo inanellato 2024 e 2025 in contrazione e nel 2026 vediamo un consolidamento dei livelli bassi», ha spiegato Bussolati.
In questo scenario SDF è però riuscita a migliorare la propria posizione competitiva. La quota di mercato mondiale è salita al 10,6%, in crescita rispetto al 10,4% del 2024 e soprattutto al 9,4% del 2022. Una crescita che, secondo Bussolati, «si conferma anche nei primi mesi del 2026 grazie al rafforzamento commerciale e ai nuovi prodotti messi a disposizione sul mercato».

SDF, calano i volumi e il fatturato
Il gruppo ha contenuto la flessione dei volumi (-7,7%) meglio dei principali competitor internazionali. Nel confronto con i grandi costruttori quotati, il calo del fatturato di SDF tra il 2025 e il 2022 si è attestato al 22%, contro una media del 23% dei concorrenti. «Il riscontro matematico del nostro guadagno di quote di mercato è esattamente questo: caliamo meno dei competitor perché guadagniamo quote», ha sottolineato Bussolati.
Sul fronte economico il 2025 si è chiuso con ricavi pari a 1,412 miliardi di euro e un EBITDA dell’8,4%, corrispondente a 119 milioni, contro gli 1,803 miliardi del 2024 (EBITDA di 187 milioni). Lontani dunque i fasti del 2023 con lo storico picco di 2,031 miliardi nel 2023 rafforzato da una marginalità del 15,9%. Simonetti ha però evidenziato come il gruppo abbia mantenuto ‘la barra dritta’ sugli investimenti nonostante il rallentamento dei mercati.
Gli investimenti in ricerca e sviluppo sono stati pari a 66 milioni di euro, il 4,7% del fatturato, destinati soprattutto allo sviluppo di nuove gamme ad alta potenza, digitalizzazione ed elettrificazione. «Se smettiamo di investire usciamo dal mercat. Gli investimenti li abbiamo sempre fatti indipendentemente dal fatturato», ha commentato il direttore finanziario, rivendicando tale strategia anche negli anni di contrazione.
Il gruppo conta oggi 3.770 dipendenti nel mondo, distribuiti tra Europa, India, Cina e Turchia, all’interno di quello che il management definisce un ‘fabbricone integrato’, cioè una rete industriale coordinata tra i diversi siti produttivi.

L’andamento regione per regione. E le strategie per i segmenti di potenza
L’Europa continua a rappresentare il 65% del fatturato del gruppo, mentre il restante 35% arriva dai mercati extraeuropei. Tra i Paesi più performanti si segnalano Italia, Portogallo, Francia, Svizzera e Turchia. In Italia SDF ha raggiunto il record di 3.108 immatricolazioni, confermandosi primo produttore nazionale per numero di trattori venduti. La quota di mercato italiana è salita oltre il 21%, trainata soprattutto dagli specialistici.
Maritano ha definito ‘strutturale’ la crescita delle quote di mercato europee, sottolineando come il miglioramento non riguardi solo gli specialistici ma praticamente tutti i segmenti di prodotto. «È avvenuta sostanzialmente in tutti i mercati e in tutti i segmenti», ha spiegato il direttore commerciale, evidenziando il contributo del low e mid range ma anche delle nuove gamme di alta potenza.
Proprio i trattori specialistici si confermano il principale punto di forza del gruppo. Nei principali Paesi europei la quota di mercato nel segmento è salita al 26,9%, con un incremento di 6,6 punti percentuali rispetto al 2024. Maritano ha parlato di una leadership ‘assolutamente riconosciuta’, costruita grazie alla completezza di gamma e alla capacità di coprire tutti i segmenti del comparto high value crop.
Nel frattempo SDF punta a rafforzarsi anche nel segmento medio-alto. Dopo il lancio della nuova Serie 8 TTV di Deutz-Fahr, il gruppo prepara ulteriori novità per Eima. «L’evoluzione che abbiamo avuto negli specialistici è l’esempio che vogliamo seguire anche negli altri segmenti di prodotto», ha spiegato Maritano. Per il management, il secondo semestre 2026 e soprattutto il 2027 potrebbero rappresentare una fase importante di consolidamento nei segmenti dedicati ai contoterzisti e ai grandi clienti professionali.

Tra i mercati internazionali, particolare attenzione resta puntata sulla Turchia, che negli ultimi anni era arrivata a pesare fino al 23% del fatturato di gruppo. Dopo il boom da 76 mila trattori registrato nel 2023, il mercato turco è crollato a poco più di 41 mila unità nel 2025 e potrebbe scendere ulteriormente nel 2026.
«Oggi le previsioni sul mercato turco parlano di un ulteriore calo del 50%», ha spiegato Bussolati, ricordando però che la quota di mercato SDF è salita fino al 20% nel primo trimestre 2026 considerando il solo Stage V. Sul piano strategico il gruppo continua a investire nell’internazionalizzazione. Dopo l’apertura della filiale in Tanzania nel 2025, è stata inaugurata anche la nuova filiale in Sudafrica, mentre a Shanghai è nato un competence center dedicato allo sviluppo delle piattaforme elettriche. Bussolati ha spiegato che il centro cinese lavorerà sulle tecnologie elettriche «portate a bordo del trattore» e sullo sviluppo di componenti proprietari.
Durante il confronto con la stampa il management ha chiarito anche la strategia sulle acquisizioni. L’azienda resta interessata a eventuali opportunità, purché consentano di acquisire competenze tecnologiche o completare la gamma prodotti. È il caso delle operazioni Gregoire e Vitibot, considerate esempi di acquisizioni coerenti con la strategia industriale del gruppo.
Nel corso della conferenza il management ha affrontato anche il tema motori. Per le alte potenze SDF ha scelto la tecnologia FPT, ritenuta più performante e moderna rispetto all’offerta attuale Deutz. Parallelamente il gruppo sta sviluppando internamente un nuovo motore sei cilindri da 140 a 230 cavalli, progettato dal 2019 e destinato a essere prodotto nello stabilimento turco.
Le previsioni
Quanto alle prospettive, il management non vede una vera ripresa nel 2026, con l’obiettivo di mantenere i livelli del 2025 continuando a guadagnare quote di mercato. Resta inoltre forte l’incertezza sugli incentivi, soprattutto in Italia. Secondo Maritano il problema principale non è tanto la presenza o meno dei sostegni, quanto l’incertezza che blocca gli investimenti degli agricoltori.
Infine, sul fronte tecnologico, il gruppo conferma la volontà di spingere su elettrificazione e guida autonoma, anche grazie all’esperienza maturata con Vitibot. «Ci crediamo e ci stiamo lavorando da quattro-cinque anni», ha ribaditoo Bussolati parlando della piattaforma elettrica applicata ai trattori.
In chiusura anche un aggiornamento sul progetto SAME Campus di Treviglio, il piano da circa 30 milioni di euro che accompagna il percorso verso il centenario del 2027: nuovi parcheggi, aree verdi, auditorium rinnovato e la nuova palazzina uffici attualmente in costruzione completeranno il rinnovamento della sede storica del gruppo.
