Ci sono mezzi che nascono per svolgere una funzione precisa e altri che finiscono per creare una categoria tutta loro. L’Unimog appartiene senza dubbio alla seconda specie. Nato nella Germania devastata del dopoguerra per contribuire alla ricostruzione del Paese e rilanciare la produzione agricola, il Mercedes Unimog è diventato in quasi ottant’anni un veicolo unico nel panorama mondiale: camion, trattore, portattrezzi e fuoristrada racchiusi in un’unica macchina.

La sua storia è profondamente legata all’agricoltura. Prima ancora di diventare un’icona per eserciti, protezione civile e servizi municipali, l’Unimog era stato pensato per aiutare gli agricoltori a riportare la normalità nelle campagne. Ancora oggi questa vocazione rappresenta uno dei pilastri del progetto. La storia comincia nel 1946. La Germania è distrutta dalla guerra, le industrie devono riconvertire la produzione e il settore agricolo è chiamato a garantire il sostentamento della popolazione.

Friedrich, il papà dell’Unimog

L’ingegnere Albert Friedrich, già responsabile dello sviluppo dei motori aeronautici Mercedes-Benz, immagina un mezzo completamente nuovo: un veicolo capace di lavorare nei campi come un trattore ma anche di trasportare persone e merci su strada alla velocità di un camion. Con Julius Witzky e Heinrich Rössler nasce il primo prototipo che il 9 ottobre 1946 affronta i test nei boschi del Baden-Württemberg.

Pur essendo ancora privo di cabina, presenta già le caratteristiche fondamentali che accompagneranno tutta la storia dell’Unimog: carreggiata adatta ai filari agricoli, trazione integrale, grande mobilità e possibilità di utilizzare numerose attrezzature. Il nome stesso sintetizza la filosofia del progetto: Unimog, acronimo di ‘UniversalMotor-Gerät’, cioè ‘veicolo universale a motore’.

Dai trattamenti fitosanitari alla fienagione, fino al trasporto dei raccolti, l’Unimog ha fatto della polivalenza il proprio marchio di fabbrica.

L’arrivo della Stella

Dopo la realizzazione dei primi prototipi, il progetto viene acquisito dalla Boehringer di Göppingen, che nel 1949 avvia la produzione in serie. Il successo è immediato, ma le richieste superano rapidamente le capacità produttive dell’azienda. Nel 1950 Mercedes-Benz rileva il progetto e trasferisce la produzione nello stabilimento di Gaggenau, dove l’Unimog cresce fino a diventare un riferimento mondiale nel settore dei veicoli portattrezzi.

Dal 2002 la produzione è stata trasferita a Wörth, il principale polo europeo dedicato ai camion MercedesBenz. L’idea alla base dell’Unimog era tanto semplice quanto innovativa. Negli anni Cinquanta i trattori agricoli erano lenti nei trasferimenti, mentre gli autocarri non potevano lavorare nei campi. L’Unimog riuniva invece le qualità di entrambi. Il telaio a longheroni, gli assali a portale, la trazione integrale permanente, le prese di forza anteriori e posteriori, gli impianti idraulici e la velocità elevata consentivano di utilizzare un solo mezzo per lavorare in campo, trainare rimorchi e trasferirsi rapidamente su strada. Una filosofia che ancora oggi rappresenta il principale punto di forza del veicolo.

Il successo internazionale

Negli anni Settanta il progetto evolve ulteriormente. Nel 1976 Mercedes-Benz celebra il venticinquesimo anniversario dell’Unimog con la Stella e presenta la nuova serie 424, la cosiddetta ‘serie pesante’, caratterizzata dal design più moderno e dalla tipica gobba laterale sul cofano. Da questa famiglia derivano numerosi modelli destinati all’agricoltura, alla forestazione e ai servizi pubblici. Tra la fine degli anni Settanta e gli anni Ottanta le potenze salgono progressivamente da circa 95 fino a 168 cavalli con l’U 1700 L della serie 435, destinato alle applicazioni più impegnative. La serie 435 diventa una delle più fortunate della storia dell’Unimog grazie alla robustezza, al passo lungo e alla disponibilità della cabina doppia, molto apprezzata nelle attività agricole e forestali.

Nel 1984 esce dagli stabilimenti di Gaggenau il duecentocinquantamillesimo Unimog prodotto, mentre l’anno successivo arriva una delle pagine più gloriose della sua storia: la vittoria alla Parigi-Dakar. Due U 1300 L preparati per la competizione conquistano infatti il primo posto nella categoria camion, confermando le straordinarie capacità del veicolo anche nelle condizioni più estreme. Gli assali a portale, le sospensioni a molle elicoidali e la proverbiale affidabilità meccanica permettono all’Unimog di affrontare il Sahara con una facilità sconosciuta ai concorrenti. Continua a essere attuale Il vero segreto dell’Unimog è la polivalenza.

A differenza di un trattore tradizionale, che spesso viene utilizzato solo in determinati periodi dell’anno, il portattrezzi Mercedes può essere impiegato praticamente in ogni stagione. In primavera lavora nei trattamenti fitosanitari, in estate nella fienagione, in autunno nel trasporto dei raccolti e durante l’inverno nella manutenzione stradale o forestale. Un livello di utilizzo che permette di ammortizzare l’investimento su un numero di ore molto superiore rispetto a molte macchine specialistiche. Tecnologia per l’agricoltura L’evoluzione tecnica ha mantenuto intatta la filosofia originaria.

Tra le soluzioni più interessanti spicca il sistema EasyDrive, che combina la trasmissione idrostatica per le lavorazioni a bassissima velocità con il cambio meccanico per i trasferimenti su strada fino a 89 km/h. La struttura con assali a portale garantisce un’elevata luce libera da terra senza compromettere la stabilità, mentre la trazione integrale permanente permette di affrontare qualsiasi fondo. La cabina è progettata per offrire un elevato comfort anche durante le lunghe giornate di lavoro e può essere equipaggiata con il sistema TyreControl Plus, che consente di modificare direttamente dalla postazione di guida la pressione degli pneumatici in funzione del terreno, migliorando sia la trazione sia la protezione del suolo.

La gamma Unimog copre svariate mansioni, dalla manutenzione stradale ai servizi municipali, fino all’edilizia e all’agricoltura.

Dal campo alla strada. Quali sono le soluzioni Mercedes per l’agricoltura?

È soprattutto nelle aziende contoterziste che l’Unimog riesce a esprimere tutto il proprio potenziale. Nei trattamenti fitosanitari può lavorare con barre fino a 27 metri e serbatoi da 4.000 litri, raggiungendo rapidamente aziende anche molto distanti grazie alla velocità di trasferimento. Durante la fienagione può montare falciatrici anteriori e posteriori con larghezze operative prossime ai nove metri, mentre nelle fasi successive traina senza difficoltà rotoimballatrici, carri autocaricanti e rimorchi per il trasporto del foraggio.

Terminata la stagione agricola, si trasforma in una motrice per il trasporto di balle, trinciato di mais, concimi o altre merci, sfruttando una capacità di traino e una velocità di marcia difficilmente raggiungibili da un trattore convenzionale. Il re della silvicoltura Se c’è però un settore nel quale l’Unimog continua a essere considerato un punto di riferimento è quello forestale.

Grazie alla combinazione di trazione integrale, elevata luce libera da terra, robustezza e capacità di traino, viene utilizzato per la manutenzione dei boschi, il trasporto del legname, l’alimentazione delle cippatrici e la movimentazione della biomassa destinata alla produzione di energia. La stessa macchina può inoltre essere impiegata dai servizi comunali durante l’inverno per lo sgombero della neve o lo spargimento di sale, aumentando ulteriormente le ore di utilizzo annuali.

L’Unimog è anche una leggenda della Parigi-Dakar. Tra i risultati più prestigiosi spicca la vittoria assoluta nella categoria camion conquistata nel 1985

Quali sono le gamme di oggi?

L’attuale famiglia Unimog dedicata all’agricoltura dimostra quanto il progetto originale sia riuscito a evolversi senza perdere la propria identità. La gamma parte dai modelli più compatti U 219 e U 319, equipaggiati con motori di circa 190-230 cavalli, particolarmente indicati per le aziende agricole che ricercano agilità e versatilità. Salendo di categoria si incontrano gli U 323 e U 327, con potenze superiori ai 230 cavalli, pensati per il contoterzismo e per le aziende che devono affrontare trasporti e lavorazioni impegnative. Il cuore dell’offerta è rappresentato dagli U 423, U 427 e U 430, modelli che arrivano a sfiorare i 300 cavalli e che combinano elevate prestazioni, capacità di traino e rapidità nei trasferimenti stradali.

Al vertice della gamma troviamo infine gli U 435 e U 535, destinati agli impieghi più gravosi in agricoltura e silvicoltura, con motorizzazioni che superano abbondantemente i 300 cavalli e una capacità operativa che li rende veri e propri specialisti del lavoro pesante. Pur differenziandosi per potenza e portata, tutti gli Unimog condividono la stessa filosofia progettuale: unire in un unico mezzo le caratteristiche di un trattore professionale, di una motrice stradale e di un veicolo fuoristrada.

A quasi ottant’anni dal primo prototipo, l’Unimog continua a occupare una posizione unica nel mondo della meccanizzazione agricola. La sua diffusione nelle aziende agricole è stata probabilmente inferiore rispetto alle enormi potenzialità del progetto, anche a causa di costi d’acquisto superiori rispetto a quelli delle macchine specialistiche.

Tuttavia, per le imprese che devono svolgere attività molto diverse durante l’anno, resta ancora oggi una soluzione difficilmente eguagliabile. Più che un semplice camion o un trattore, l’Unimog è infatti una macchina polivalente capace di adattarsi ai lavori più diversi, mantenendo intatta quella filosofia che nel 1946 ne aveva ispirato la nascita: realizzare un veicolo universale, in grado di fare quasi tutto.

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