Più che una tradizionale presentazione di nuovi prodotti, il Press Day organizzato da Merlo presso lo stabilimento di San Defendente di Cervasca (CN) è stato l’occasione per raccontare la visione industriale che guida uno dei principali costruttori mondiali di sollevatori telescopici. In una fase in cui il mercato europeo della meccanizzazione sta attraversando un fisiologico rallentamento dopo gli anni della forte espansione, l’azienda cuneese continua infatti a investire nello sviluppo di nuovi prodotti, nell’ampliamento della capacità produttiva e nella digitalizzazione dei processi industriali, confermando una strategia che privilegia la crescita di lungo periodo rispetto ai risultati immediati.

Fondata nel 1964, Merlo ha costruito la propria identità sviluppando un modello industriale fortemente integrato che nel tempo le ha permesso di affermarsi come uno dei principali protagonisti del settore della movimentazione telescopica. Oggi il Gruppo esporta in oltre ottanta Paesi, opera attraverso otto filiali dirette e una rete composta da circa 500 concessionari e importatori, mantenendo però nel sito di San Defendente di Cervasca il cuore dell’intera attività produttiva e di ricerca. È proprio la continuità di questa visione il messaggio emerso durante il Press Day.

La lungimiranza degli investimenti di Merlo

«Molti manager prendono decisioni guardando al prossimo esercizio. Noi investiamo pensando al 2035», ha osservato Paolo Merlo, presidente e amministratore delegato del Gruppo, sintetizzando una filosofia che negli ultimi anni ha portato l’azienda a proseguire gli investimenti anche nelle fasi più complesse del mercato.

Il principale elemento distintivo di Merlo continua a essere il controllo diretto dell’intero ciclo di sviluppo della macchina. A differenza di molti costruttori che negli ultimi anni hanno progressivamente esternalizzato parte della progettazione e della produzione, il Gruppo piemontese continua a realizzare internamente circa il 92% dei componenti impiegati sulle proprie macchine. Non si tratta soltanto di una scelta produttiva, ma di una precisa strategia industriale.

Cilindri idraulici, componentistica elettronica, cablaggi, software, parti plastiche, carpenterie e numerosi organi meccanici vengono infatti progettati e costruiti direttamente all’interno del Gruppo. Questo consente non solo di mantenere il controllo della qualità, ma anche di sviluppare tecnologie proprietarie e ridurre la dipendenza dai fornitori esterni. Come ha spiegato Paolo Merlo, la progettazione non riguarda esclusivamente il prodotto finale.

Ogni nuova macchina viene sviluppata parallelamente ai processi necessari per costruirla. Linee di assemblaggio, sistemi di saldatura, impianti di verniciatura, logistica e automazione vengono progettati insieme al prodotto, creando una forte integrazione tra ricerca e produzione. Un approccio certamente impegnativo dal punto di vista degli investimenti, ma che rappresenta uno dei principali vantaggi competitivi dell’azienda.

Centro strategico

Il sito produttivo rappresenta oggi uno dei poli industriali più importanti del settore. Esteso su circa 337 mila metri quadrati, impiega oltre 1.500 addetti sui circa 1.700 dipendenti complessivi del Gruppo e concentra tutte le attività produttive destinate ai mercati internazionali. Nel 2025 dagli stabilimenti Merlo sono uscite circa 7.000 macchine, mentre l’export ha rappresentato il 79% del fatturato, confermando una presenza internazionale costruita mantenendo in Italia progettazione, ricerca e produzione. La crescita prosegue anche sul piano industriale.

Il Gruppo sta infatti sviluppando un piano di investimenti destinato ad aumentare di circa il 30% la capacità produttiva entro il 2028, attraverso nuove linee di assemblaggio, sistemi logistici automatizzati e un’ulteriore evoluzione digitale della fabbrica. Durante la visita agli impianti è stato possibile osservare robot AGV impegnati nella movimentazione automatica dei componenti, linee produttive interconnesse e sistemi di monitoraggio che permettono di seguire in tempo reale l’avanzamento della produzione. Una trasformazione resa ancora più complessa dall’elevato livello di personalizzazione delle macchine Merlo, che vengono realizzate in circa 190 configurazioni differenti, richiedendo una struttura produttiva estremamente flessibile.

Circa 150 tecnici lavorano allo sviluppo di nuovi prodotti, software, elettronica e sistemi idraulici, affiancati da strutture dedicate come Project e MG Lab, impegnate nello sviluppo delle tecnologie che caratterizzeranno le future generazioni di macchine. Negli ultimi anni questo lavoro ha interessato non soltanto l’evoluzione dei telescopici tradizionali, ma anche lo sviluppo dell’elettrificazione, dell’automazione e della connettività. L’obiettivo dichiarato non è inseguire le innovazioni introdotte dal mercato, ma sviluppare internamente le competenze considerate strategiche, mantenendo il controllo dell’evoluzione tecnologica del prodotto.

Persone, prodotto e produzione: i tre pilastri della strategia di Merlo

Accanto alla ricerca cresce anche il ruolo dei servizi digitali. Tutte le nuove macchine sono oggi predisposte per dialogare con la piattaforma MerloMobility, che consente il monitoraggio remoto della flotta, la raccolta dei dati operativi, la diagnostica e, in prospettiva, l’introduzione di servizi di manutenzione predittiva. I dati raccolti direttamente durante il funzionamento delle macchine diventano così uno strumento per migliorare sia l’assistenza sia lo sviluppo delle future generazioni di prodotto. La strategia del Gruppo si inserisce in un contesto che continua a offrire prospettive positive per il comparto dei sollevatori telescopici.

L’Italia rappresenta oggi il terzo mercato mondiale, alle spalle soltanto di Francia e Regno Unito, con oltre 4.200 macchine immatricolate nel 2025. Un risultato che assume un valore ancora maggiore se confrontato con quello di dieci anni fa, quando le vendite si fermavano poco sopra le 1.500 unità. In poco più di un decennio il mercato italiano è cresciuto di oltre il 170%, confermando il ruolo sempre più centrale del telescopico sia nelle aziende agricole sia nel comparto delle costruzioni e del noleggio. Merlo continua a occupare una posizione di primo piano in questo scenario grazie a una rete commerciale costruita nel corso di oltre sessant’anni di attività.

In Italia il marchio è rappresentato da 68 concessionari, suddivisi tra specialisti del settore agricolo, dell’edilizia e realtà in grado di seguire entrambi i comparti, affiancati da 56 officine autorizzatedistribuite capillarmente sul territorio. Una struttura che, come è stato sottolineato durante il Press Day, rappresenta uno dei principali punti di forza dell’azienda. In molti casi i rapporti di collaborazione con i concessionari superano infatti i cinquant’anni e l’anzianità media della rete è di circa venticinque anni, a testimonianza di una continuità che costituisce un patrimonio importante anche sotto il profilo dell’assistenza e del rapporto con il cliente.

Proprio per sostenere questa crescita Merlo ha presentato Merlo Academy, evoluzione del Centro Formazione Ricerca Merlo. L’iniziativa nasce con l’obiettivo di coordinare tutte le attività formative del Gruppo, andando oltre la tradizionale preparazione degli operatori per coinvolgere concessionari, tecnici dell’assistenza, filiali estere e importatori.

Formazione e servizi

L’Academy diventa così uno strumento strategico per uniformare competenze e qualità del servizio a livello internazionale, accompagnando l’evoluzione di macchine sempre più sofisticate dal punto di vista elettronico e digitale. La formazione viene considerata parte integrante del prodotto, al pari della progettazione e della produzione, confermando come il valore di una macchina non dipenda soltanto dalle sue prestazioni ma anche dalla qualità del supporto offerto durante l’intero ciclo di vita.

Accanto alla strategia industriale, il Press Day ha naturalmente offerto l’occasione per presentare le principali novità di prodotto, che confermano la volontà del Gruppo di rinnovare progressivamente tutta la propria offerta. Tra i protagonisti figurano i nuovi Roto, oggetto di un importante aggiornamento che interessa sicurezza, elettronica, gestione delle attrezzature ed ergonomia. La nuova generazione introduce sistemi di controllo evoluti, nuove funzionalità dedicate alle operazioni di precisione e una gestione ancora più completa delle attrezzature, con l’obiettivo di incrementare produttività e sicurezza nelle applicazioni più impegnative.

Anche la gamma agricola TF38-42 è stata oggetto di un’evoluzione mirata. Pur mantenendo l’impostazione che ne ha decretato il successo, i nuovi modelli introducono numerosi miglioramenti destinati a semplificare il lavoro quotidiano degli operatori. La cabina offre una migliore visibilità, l’accesso è stato reso più agevole, mentre l’organizzazione dei punti di manutenzione e l’evoluzione dei sistemi elettronici consentono di ridurre i tempi di fermo macchina e migliorare la gestione delle attrezzature.

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