Nel segmento dei trattori specialistici a trasmissione continua, Claas Nexos 2 Cmatic e Massey Ferguson MF 3 Dyna-VT rappresentano un esempio emblematico di piattaforma industriale comune sviluppata da Carraro Agritalia e declinata secondo filosofie di prodotto differenti. La base tecnica condivisa riguarda architettura generale, trasmissione CVT e impostazione specialistica, a cui si aggiunge l’adozione del medesimo propulsore FPT 45 F36 a quattro cilindri da 3,6 litri Stage V, un’unità compatta e moderna, caratterizzata da buona elasticità, disponibilità di coppia ai bassi regimi e ottimizzazione dei consumi anche in applicazioni a carico variabile.

La differenza si coglie già nella struttura dell’offerta. Claas organizza il Nexos 2 CMATIC come una gamma specialistica interamente centrata sulla trasmissione continua, articolata in quattro modelli da 85 a 120 cavalli e declinata in quattro varianti dimensionali (S, M, L e XL), con un approccio fortemente orientato alla specializzazione per vigneto e frutteto. Massey Ferguson, invece, inserisce la Dyna-VT all’interno della più ampia famiglia MF 3 Speciality, con cinque modelli e numerose configurazioni dimensionali, riservando la CVT ai modelli di punta da 105 e 115 cavalli.

Il cuore tecnico comune è rappresentato dalla trasmissione a variazione continua di origine Carraro, basata su uno schema a ripartizione di potenza idrostatico-meccanica. Il sistema è costituito da un variatore idrostatico accoppiato a un gruppo epicicloidale e a frizioni ad innesto elettroidrauliche, organizzati in una struttura modulare con sezione anteriore dedicata al gruppo idrostatico e sezione posteriore che integra riduttore finale, differenziale e presa di forza. Il funzionamento prevede una progressiva transizione dalla componente idrostatica, predominante alle basse velocità, a quella meccanica, che diventa via via prevalente all’aumentare della velocità, fino a garantire rendimenti elevati nei trasferimenti.

Claas e Massey Ferguson, il ruolo del gruppo stepless

Le due gamme operative, campo (0–20 km/h) e strada (0–40 km/h), sono gestite automaticamente senza interruzione della coppia, con punti di ottimizzazione che massimizzano l’efficienza nelle di verse condizioni di lavoro. A partire da questa base comune, Claas e Massey Ferguson differenziano profondamente la gestione del sistema. Claas punta su una forte integrazione tra motore e trasmissione, con strategie di controllo che privilegiano la reattività e la stabilità del regime motore anche in presenza di variazioni di carico.

Il Claas Nexos 2 Cmatic è un trattore specialistico di fascia alta progettato per applicazioni intensive tra i filari, equipaggiato con trasmissione a variazione continua a gestione automatica che ottimizza il rapporto tra regime motore e velocità di avanzamento

Massey Ferguson adotta invece una logica più parametrica e modulabile, che consente all’operatore di intervenire su variabili come il droop motore e l’aggressività della risposta, adattando il comportamento della macchina alle diverse lavorazioni. Le differenze diventano particolarmente evidenti analizzando l’impianto idraulico, dove emergono due filosofie progettuali distinte. Claas adotta un sistema load sensing a centro chiuso con pompa a portata variabile fino a 110 l/min, una soluzione tipica dei trattori di fascia superiore.

Questo tipo di impianto eroga olio solo quando richiesto, mantenendo pressione costante e riducendo le perdite energetiche, con vantaggi concreti in termini di efficienza e precisione di controllo. La configurazione è pensata per gestire attrezzature complesse e combinazioni multiple, con un’elevata capacità di alimentare simultaneamente più utenze senza cali di prestazione.

Il Massey Ferguson MF 3 Dyna-VT rappresenta un’evoluzione dell’ultima generazione MF per vigneto e frutteto. Dotato di trasmissione stepless gestita tramite DriveStick, consente un controllo preciso della velocità e del regime di lavoro in modalità manuale o automatica.

Idraulica da big

Il Nexos 2 Cmatic può montare fino a quattro distributori elettroidraulici posteriori, ai quali si aggiungono circuiti anteriori e ventrali gestiti tramite deviatori, arrivando a un numero complessivo molto elevato di utenze disponibili.

La gestione è completamente integrata nella consolle attraverso i comandi Cmotion ed Electropilot, consentendo un controllo proporzionale e personalizzabile delle portate. Anche il sollevatore posteriore si colloca su livelli elevati per la categoria, con capacità intorno alle 3 tonnellate e gestione elettronica dello sforzo, mentre è disponibile un sollevatore anteriore completamente integrato per applicazioni combinate.

Massey Ferguson adotta invece un’impostazione differente, basata su un impianto a centro aperto con doppia o tripla pompa. Nelle versioni Dyna-VT la portata massima raggiunge i 120 l/min, un valore elevato in termini assoluti, ma ottenuto attraverso la somma delle portate delle pompe e non tramite una gestione load sensing. In questo caso l’olio circola continuamente nel circuito, con una logica robusta e affidabile ma meno sofisticata dal punto di vista energetico. La configurazione prevede un massimo di quattro distributori posteriori elettroidraulici, che tramite deviatori possono alimentare fino a otto utenze ventrali, offrendo una buona versatilità operativa.

Il sollevatore posteriore ha anche in questo caso una capacità di circa 3.000 kg ed è stato aggiornato nella struttura, con sensori di sforzo posizionati sui bracci per migliorare la precisione del controllo. La gestione complessiva rimane però meno integrata rispetto al sistema Claas, con una separazione più marcata tra le diverse funzioni idrauliche e di comando. Anche la disposizione delle pompe evidenzia una differenza concettuale: nel MF 3 Dyna-VT le pompe sono azionate dalla trasmissione e posizionate sopra di essa, soluzione che semplifica l’architettura e integra il sistema nella struttura del trattore.

Mentre Claas adotta un’impostazione più tipica dei sistemi load sensing evoluti, con distribuzione della portata gestita centralmente in funzione delle richieste. La cabina riflette ulteriormente questa divergenza di approccio. Claas propone una struttura a quattro montanti, che migliora sensibilmente la visibilità e si avvicina agli standard dei trattori da campo aperto di alta gamma. Massey Ferguson mantiene invece una cabina a sei montanti, più tradizionale ma comunque funzionale e ben isolata.

Uno sguardo in cabina

È sulla consolle di guida che emerge una delle differenze più evidenti tra i due modelli. Claas introduce una postazione completamente rinnovata e integrata, con bracciolo solidale al sedile e comandi concentrati attorno alla leva multifunzione Cmotion e al joystick Electropilot, attraverso cui l’operatore gestisce in modo coordinato trasmissione, idraulica e funzioni automatiche. Massey Ferguson, invece, mantiene la struttura della consolle della serie MF 3, intervenendo in modo mirato sul comando della trasmissione: la tradizionale leva del cambio viene sostituita dal joystick DriveStick, che consente di gestire la Dyna-VT e le principali funzioni correlate senza modificare radicalmente la postazione di guida.

Sul fronte delle tecnologie di bordo, Claas integra il Nexos 2 Cmatic in un ecosistema digitale più evoluto e orientato all’automazione delle operazioni, mentre Massey Ferguson propone un approccio più modulare, basato su ISOBUS e sistemi di guida assistita integrabili. Nel complesso, a fronte di una base tecnica condivisa, è proprio sull’impianto idraulico e sull’integrazione dei sistemi che si misura la principale differenza tra i due modelli: Claas sviluppa una soluzione più evoluta, efficiente e orientata al lavoro combinato, mentre Massey Ferguson privilegia semplicità, modularità e continuità con una piattaforma consolidata

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