New Holland sbarca a Modena con il robot autonomo R4 e il trattore T7.340 HD
Alla Motor Valley Fest, New Holland porta la “Tractor Valley” accanto alle supercar per raccontare l’evoluzione della meccanizzazione agricola. Carlo Lambro evidenzia il ruolo crescente di digitalizzazione, automazione e sostenibilità in un settore che punta sempre più su innovazione e giovani
A Modena è stata una giornata calda, in tutti i sensi. Non solo per le alte temperature che hanno colpito tutta la Pianura Padana in anticipo rispetto all’estate, ma anche perché proprio il 28 giugno si sono aperte le danze del Motor Valley Fest 2026. L’evento, organizzato alla Motor Valley Association dal 28 al 31 maggio, ha messo in luce le eccellenze motoristiche del distretto emiliano, tra i più importanti al mondo per quanto riguarda industria automotive, ingegneria, design e manifattura avanzata. Tra i costruttori, per il terzo anno consecutivo, è stata presente anche New Holland.
Il brand, proprio in occasione del Motor Valley Fest, ha puntato i riflettori sulle tecnologie e sull’ingegneria avanzata alla base delle sue più recenti soluzioni. Quello di Modena è un evento significativo per New Holland che proprio, nel cuore dell’Emilia-Romagna affonda le proprie radici. La FiatAgri ha sviluppato le sue attività proprio in questa regione che rappresenta un elemento fondamentale della storia di New Holland, incidendo profondamente sul DNA ingegneristico del marchio e sul suo approccio alla realizzazione di macchine ad alte prestazioni e affidabili.

New Holland, automazione e agricoltura 4.0
Accanto alle supercar della Motor Valley, quest’anno c’era dunque spazio anche per le ‘super macchine’ dell’agricoltura. New Holland ha scelto la Motor Valley Fest per raccontare il ruolo sempre più centrale della meccanizzazione agricola avanzata, in un territorio che, secondo Carlo Lambro, Brand President di New Holland Agriculture e amministratore delegato di CNH Industrial Italia, può essere considerato a pieno titolo una vera e propria ‘Tractor Valley’ .«È vero che esiste la Motor Valley, ma a noi piace parlare anche di Tractor Valley», ha spiegato Lambro. «In questa parte d’Italia c’è un patrimonio straordinario di competenze legate alla meccanizzazione agricola, non solo per quanto riguarda CNH, ma lungo tutta la filiera industriale».
La presenza alla manifestazione modenese è quindi legata sia all’innovazione sia alla storia. Per l’occasione New Holland ha portato due macchine simbolo della propria strategia industriale. Da un lato il T7.340 Heavy Duty, espressione della nuova generazione di trattori ad alta potenza, caratterizzati da connettività avanzata, gestione digitale e integrazione delle tecnologie sviluppate attraverso Raven.

Dall’altro una piattaforma che guarda al futuro della sostenibilità e dell’automazione, ovvero il robot autonomo ibrido R4. «Queste macchine rappresentano la sintesi tra eccellenza meccanica e innovazione digitale», ha sottolineato Lambro. «Abbiamo investito molto sia nei carburanti alternativi sia nella guida autonoma e nella robotica».
L’obiettivo è rispondere a una delle principali criticità che il settore agricolo si trova ad affrontare: la crescente difficoltà nel reperire manodopera specializzata, soprattutto nelle colture ad alto valore aggiunto come vigneti e frutteti.

La partecipazione alla Motor Valley Fest assume inoltre un valore strategico sul fronte della formazione e dell’attrazione dei talenti. Secondo Lambro, l’agricoltura moderna è ormai un settore ad alta intensità tecnologica, capace di attirare l’interesse delle nuove generazioni. «Quando un ragazzo sale su una macchina di ultima generazione scopre che c’è una quantità di tecnologia enorme: connettività, gestione dati, automazione, intelligenza digitale. In molti casi c’è più tecnologia di quanta si possa immaginare».
Un percorso favorito anche dalle collaborazioni con il sistema universitario e della ricerca, tra cui il MUNER e l’Università di Bologna, con cui CNH ha recentemente rafforzato la propria collaborazione per sviluppare innovazione e competenze. Per Lambro il messaggio è chiaro: «L’agricoltura non è più quella di una volta. È un settore sempre più moderno, digitale e orientato ai dati. Per questo il contributo dei giovani sarà fondamentale per costruirne il futuro».


