Contoterzisti esclusi dal credito d’imposta per il carburante. A fianco degli agricoltori nelle mobilitazioni
Uncai si schiera a fianco di coloro che stanno protestando per il riconoscimento del credito d'imposta sui carburanti. La situazione si fa sempre più tesa: chiesto un incontro con Giorgetti e Lollobrigida per estendere il beneficio anche agli agromeccanici
La miccia che ha fatto esplodere la polveriera è stata innescata dagli autotrasportatori. La vastità dell”esplosione’, tuttavia, non è ancora chiara da quantificare. Perché a quella polveriera, prima si sono aggiunti gli agricoltori, e ora anche i contoterzisti. Al centro la tematica che sta infuocando l’intero Paese e l’Europa: l’aumento vertiginoso del costo dei carburanti e gli effetti devastanti sulle finanze delle aziende (soprattutto agricole e di trasporto). Per quanto riguarda i contoterzisti, la questione sul credito d’imposta per i carburanti agricoli è stata sollevata da UNCAI.
La sigla, senza giri di parole, ha chiesto al Governo di rivedere urgentemente la platea dei beneficiari del credito d’imposta, includendo anche le imprese agromeccaniche, per ora escluse. Sollecitando anche un incontro con i responsabili dei dicasteri di Economia e Agricoltura, ovvero i ministri Giancarlo Giorgetti e Francesco Lollobrigida.
In una missiva inviata proprio ai due ministri, l’associazione ha evidenziato una disparità di trattamento che penalizza i contoterzisti e di fatto riduce i benefici degli aiuti destinati alle aziende agricole. Al centro del dibattito il decreto-legge n. 162/2026, e i relativi emendamenti, con cui è stato proposto di estendere il credito d’imposta fino al 31 dicembre 2026 e di innalzare il limite di spesa a 300 milioni di euro.
Come ribadito da UNCAI, la misura continua a escludere le imprese agromeccaniche, nonostante il loro ruolo essenziale nell’esecuzione delle lavorazioni in campo. Secondo le stime elaborate dalla sigla a partire dai dati raccolti dagli associati, le tariffe delle lavorazioni conto terzi sono aumentate fino al 22%, a seconda dell’operazione. Rincari che attenuano, e sovente vanificano, l’effetto del sostegno pubblico agli agricoltori e mettono ulteriormente sotto pressione soprattutto le aziende di piccole e medie dimensioni.
UNCAI, il commento di Tassinari sul credito d’imposta per i contoterzisti
«Il credito d’imposta aiuta le aziende agricole che possono svolgere direttamente le lavorazioni, ma esclude quelle che, per necessità o scelta organizzativa, si affidano ai contoterzisti. Il risultato è una disparità che penalizza proprio una parte degli agricoltori che la misura intende sostenere», ha esordito il presidente UNCAI, Aproniano Tassinari.
«Non chiediamo privilegi, né sosteniamo che estendere il credito d’imposta ai contoterzisti non abbia costi. Chiediamo che questi vengano quantificati e che si valuti una soluzione equa, fondata sui consumi effettivi e sul contributo delle imprese agromeccaniche al mantenimento delle superfici agricole e al conseguimento della produzione», sottolinea Tassinari. «Escludendo le imprese agromeccaniche, il credito d’imposta disattende proprio il criterio che lo giustifica: se il sostegno deve seguire la funzione del carburante, la qualifica del soggetto dovrebbe passare in secondo piano».
«L’obiettivo non è contrapporre agricoltori e agromeccanici, ma fare in modo che le risorse pubbliche sostengano davvero l’intero sistema produttivo agricolo», conclude Tassinari. UNCAI si dichiara disponibile a un confronto con il Governo per individuare una soluzione sostenibile sul piano finanziario, amministrativo e normativo. In assenza di risposte concrete, l‘associazione continuerà a far sentire la voce dei contoterzisti e a sostenere, come e al fianco degli agricoltori, le iniziative di mobilitazione che attraversano il Paese.
