BCS, il gruppo che scrisse la storia delle motofalciatrici. E non solo
Tutto ebbe inizio nel 1942 con la progettazione della prima motofalciatrice semovente. A cui seguì l'anno successivo, nel pieno del conflitto bellico, la fondazione del gruppo. Dalla Lombardia verso il resto del mondo
BCS, acronimo di “Bonetti, Castoldi, Speroni” dai cognomi dei suoi fondatori, è un importante Gruppo italiano che produce macchine agricole, ma tutti i collezionisti lo ricordano per le sue prime mitiche motofalciatrici.
Il Gruppo lombardo è oggi specializzato nella progettazione e produzione di trattori, macchine per la manutenzione del verde, motocoltivatori, motofalciatrici, attrezzature per fienagione, gruppi elettrogeni e motosaldatrici. L’espansione è proseguita, con il gruppo che è arrivato a contare filiali ormai in tutto il mondo, con numerosi importatori. Fino ad arrivare alle turbolenze degli ultimi mesi. Ma, per un attimo, torniamo alle origini.

Nel 1942 l’ingegner Luigi Castoldi progettò una innovativa motofalciatrice semovente con motore a scoppio e ne depositò i numerosi brevetti. La struttura era a ‘ponte rialzato’ con grandi ruote motrici ed era dotata di testa e gruppo oscillanti. Nel 1943 con altri due soci, Bonetti e Speroni, fondò la BCS con sede ad Abbiategrasso, nel milanese. E dal quel momento iniziò la produzione delle motofalciatrici. Sempre perfezionate e migliorate diventarono leader in un mercato piuttosto affollato da tantissimi costruttori.

Nel 1963 nacque Mosa per produrre le prime saldatrici portatili. Nel frattempo le motofalciatrici si arricchirono di numerosi optional: ruota pivottante posteriore con sedile, mietilega, sega circolare, mola affilante e cassone per il trasporto. La BCS ampliò la sua offerta di macchine da fienagione e nel 1988 acquisì la Ferrari di Luzzara (RE). Nei primi anni Novanta iniziò la produzione degli articolati 4×4, nel 1999 la Casa milanese acquisì la Pasquali, suo acerrimo concorrente, e nel 2012 venne fondato BCS Group che incorporava tutti i marchi citati.
