Verso la metà degli anni Trenta si era creata una feroce concorrenza tra le grandi compagnie industriali americane, ed anche il design diventò un importante argomento di vendita per i trattori agricoli. La streamline decade (il decennio dell’aerodinamica), rappresentata da modelli di auto come la Chrysler Airflow del 1934, estese la sua influenza agli oggetti quotidiani ed anche ai trattori agricoli.

Negli anni che seguirono la crisi del 1929, molte compagnie industriali si rivolsero a designer per modernizzare i loro prodotti e renderli più attraenti per rilanciarne le vendite. Il mestiere di designer come noi lo conosciamo oggi, allora non esisteva. Gli oggetti della vita quotidiana, se non avevano un compito decorativo come mobili, lampade, ecc, erano studiati per essere pratici e funzionali, senza alcuna attenzione estetica. Era così anche per i trattori agricoli che non erano “carrozzati”, ma concepiti in modo pratico per proteggere gli organi meccanici e il conducente.

Gli industriali si rivolsero ai più disparati specialisti: decoratori, vetrinisti, stilisti di moda si ritrovarono così proiettati in un universo a loro sconosciuto, ma dove potevano mostrare la loro abilità. John Deere e International Harvester si facevano una concorrenza spietata e si rivolsero a designer di fama, rispettivamente a Henry Dreyfuss e Raymond Loewy con la speranza di attirare i clienti anche per lo stile dei loro trattori.

Henry Dreyfuss, la storia del design americano toccò anche John Deere

Henry Dreyfuss nacque nel 1904 a Brooklyn. Era figlio di un fornitore di materiali ed accessori per spettacoli e teatro. Iniziò poi ad occuparsi veramente di design nel 1929, quando vinse il concorso del “telefono del futuro”, lanciato dalla compagnia Bell. A Dreyfuss si deve il design di frigoriferi per la General Electric (1933), di lavatrici per la Sears & Roebuck, di sveglie per la Westclox (1935 e 1939), di aspirapolvere per la Hoover, di penne stilografiche per la Eversharp, di rasoi e di macchine fotografiche per la Polaroid… Ma le sue realizzazioni più spettacolari rimangono le locomotive carenate disegnate per la Mercury (1936), poi per New York Central (1938) e Hudson. Si interessò molto anche di architettura.

All’inizio degli anni Trenta, John Deere era uno dei tanti costruttori americani di trattori, assieme ad International Harvester, Minneapolis-Moline, Massey-Harris, Case e Allis-Chalmers. Nel 1934 lanciò il modello A, concettualmente ispirato dal Farmall (studiato 10 anni prima), e poi, l’anno dopo, una versione più piccola ed economica (modello B). Come tutti i trattori dell’epoca, erano carrozzati in maniera spartana, con radiatore, meccanica e rinvio di sterzo in vista e serbatoio che fungeva da cofano. In quel periodo, a livello meccanico i trattori si equivalevano, a fare la differenza era l’aspetto estetico.

La sfida tra il Cervo e International Harvester

Come i costruttori di automobili, anche IH e John Deere pensarono di assumere degli specialisti del design, entrambi nel 1937. Le due Case intendevano rinnovare completamente la loro gamma, iniziando proprio dai loro modelli più popolari. Loewy concepì un design dalle linee sensuali e morbide, vagamente aerodinamiche sui Farmall, messe in evidenza dal bel colore rosso di IH. Invece Dreyfuss, più tecnico che stilista, propose dei John Deere A e B più austeri, ma forse più conformi alla loro funzione per la quale l’aerodinamica non era indispensabile.

Spiccava il colore verde brillante tradizionale del marchio. Eravamo nel 1938, poi venne aggiornato il resto della gamma, su cui Dreyfuss applicò la stessa linea degli A e B. Henry si spense nel 1972 a causa di una malattia incurabile. L’HDA (Henry Dreyfuss Associates) si occupa ancora oggi del design dei trattori John Deere.

In primo piano

Articoli correlati