Un anno oltre le aspettative. Può essere riassunto così il 2025 di Manitou, tra i più grandi produttori al mondo di sollevatori telescopici e piattaforme aeree. In base a quanto emerso dal Consiglio di Amministrazione presieduto da Jacqueline Himsworth, durante l’anno appena trascorso il gruppo Manitou ha messo a segno un fatturato di 2.564 milioni di euro, limitando il calo annuale al 3,4% grazie a un aumento della quota di mercato in tutte le aree geografiche di riferimento.

Il 2025, tra l’altro, è stato caratterizzato da un notevole slancio commerciale, con un volume di ordini pari a 2.181 milioni di euro, più che raddoppiato rispetto all’anno precedente, trainato in particolare dalle principali società di noleggio e dall’area europea. Il portafoglio ordini si è attestato quindi a 1.121 milioni di euro, garantendo a Manitou una certa solidità per i prossimi due trimestri. Il risultato operativo ricorrente si è attestato al 5,6% del fatturato. Per cui un calo rispetto all’anno precedente, che riflette principalmente la contrazione dei volumi, l’intensificarsi della concorrenza sui prezzi e l’impatto, a fine anno, dei dazi doganali statunitensi.

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Tuttavia, queste pressioni sono state mitigate dal miglioramento dell’efficienza industriale e da una rigorosa gestione dei costi fissi. Sul fronte finanziario, il periodo è stato caratterizzato da una gestione proattiva delle scorte, che ha portato a una significativa riduzione dell’indebitamento netto del gruppo a 212 milioni di euro, portando il rapporto tra indebitamento netto e patrimonio netto al di sotto del 22%.

Forte dei risultati del 2026, il gruppo guarda dunque con ottimismo al 2026, nel solco della roadmap strategica ‘LIFT’ per il 2030. L’intento del piano è quello di fornire un quadro di riferimento per una profonda trasformazione dell’organizzazione aziendale. Tuttavia, nonostante la soddisfazione per il portafoglio ordini che si è dimostrato particolarmente dinamico, a causa del conflitto appena scoppiato in Medio Oriente e delle sue potenziali conseguenze sull’economia globale, il gruppo ha deciso di rinviare la comunicazione delle previsioni per il 2026.

Infine, per quanto riguarda la divisione Prodotti, è stato registrato un fatturato di 2.144 milioni di euro, in calo del 4,6% rispetto al 2024 (-3,4% a parità di perimetro e tassi di cambio). Nonostante una ripresa nel quarto trimestre, l’attività complessiva è stata ostacolata da un atteggiamento da parte di alcuni clienti chiave (in particolare le grandi società di noleggio), definito in una nota come ‘attendista’. A pesare anche aumento dei dazi doganali nel mercato statunitense, a cui si sono aggiunti effetti di cambio sfavorevoli, attestandosi a 347 milioni di euro, in calo dell’11,9% rispetto al 2024.

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