Mentre le turbolenze che hanno scosso il prezzo dei carburanti non intendono affievolirsi, Uncai scende in campo avanzando alcune misure finalizzate ad armonizzare le disposizioni vigenti del Decreto Carburanti (DL 42/2026) con le direttive europee. Si tratta di proposte che arrivano in un momento complicato per tutto il tessuto economico italiano (e globale) alle prese con rincari del gasolio agricolo che, in poco meno di un mese, hanno fatto lievitare il prezzo del 70%, facendo sfiorare la soglia dei 1,50 €/l.

La sigla dei contoterzisti, in sostanza, ha esplicitamente chiesto al Governo di riformulare il requisito di accesso al credito d’imposta del 20%, attualmente inserito nel Decreto Carburanti, ma relativo al solo mese di marzo 2026. Secondo Uncai, per armonizzare questa situazione complicata, il Governo dovrebbe fare esplicito riferimento ai soggetti beneficiari del gasolio agricolo agevolato, già individuati dal D.M. 14 dicembre 2001 n. 454 e dalle tabelle ettaro-coltura, definite nel 2002 e aggiornate nel 2015. L’intento è anche quello di far sì che i contoterzisti vengano inseriti correttamente tra i beneficiari delle agevolazioni.

Uncai su gasolio agricolo, l’intervento di Tassinari

«Non c’è bisogno di inventare nuove definizioni che rischiano di creare esclusioni ingiuste o, al contrario, di concedere aiuti a chi non ne ha diritto». A parlare è il Presidente di UNCAI, Aproniano Tassinari. «Basta seguire il solco delle norme che da anni disciplinano la materia, includendo correttamente i contoterzisti come operatori professionali della filiera e offrendo un criterio certo per i quantitativi, l’ettaro-coltura».

Seguendo questa impostazione, il provvedimento risulterebbe allineato alle indicazioni dell’Unione Europea in materia di aiuti di Stato, garantendo che l’agevolazione sia strettamente legata alla lavorazione dei terreni e alla produzione agricola primaria. La sigla ha inoltro sottolineato come, nelle recenti audizioni ministeriali sul tema del gasolio agevolato, siano state interpellate esclusivamente le organizzazioni agricole.

«Si tratta di una materia che riguarda le associazioni agricole solo in parte», sottolinea Tassinari. «I contoterzisti sono i principali utilizzatori tecnici del carburante agevolato in Italia. Escludere la nostra categoria dai tavoli di confronto significa ignorare la realtà operativa dei campi».

L’associazione ha inoltre segnalato che le speculazioni sui prezzi verificatesi nelle prime settimane del conflitto hanno aggravato un quadro già critico. Le eventuali sanzioni comminate per queste pratiche potrebbero costituire una fonte di risorse da destinare al settore agricolo e agromeccanico, con misure di sostegno strutturali, valide per l’intera stagione agraria e non limitate a interventi mensili.

Il nodo del credito

Infine, Uncai ha chiesto che, accanto al credito d’imposta, vengano previste garanzie pubbliche a favore delle banche che finanziano le imprese agromeccaniche per l’acquisto di carburante. Il gasolio agricolo costa oggi il 70% in più rispetto a inizio anno e il credito d’imposta, fruibile solo in compensazione e con mesi di ritardo, impone alle aziende un’esposizione finanziaria difficile da sostenere.

Le imprese più piccole si trovano spesso ad acquistare il gasolio a piccoli lotti, a seconda della liquidità disponibile. Per dare un ordine di grandezza: una piccola impresa agromeccanica stima di spendere quest’anno circa 15.000 euro in più rispetto al 2025 per il solo carburante; per le aziende di maggiori dimensioni, il differenziale può arrivare a 400.000 euro.

In primo piano

Articoli correlati