Il nuovo corso Lamborghini è coinciso con la scelta del Gruppo Same Deutz-Fahr di fare maggiormente leva sulla storia dei marchi che ne fanno parte e di destinare loro una “mission” precisa e, per quanto possibile, diversificata. Lamborghini, blasonato marchio conosciuto in tutto il mondo, deve la sua fama a mezzi estremi da un punto di vista tecnico e prestazionale, ma anche bellissimi e aggressivi.

Questo profilo si era un po’ perso nei trattori degli ultimi anni fino a che la Casa italiana non ha deciso di riprendere un rapporto di stretta collaborazione con la Giugiaro Design, che nel passato aveva firmato capolavori come i Formula e i Runner. Collaborazione che non si è limitata al design della carrozzeria, ma si è spinta alla concezione e alla realizzazione del posto guida e di altri componenti costringendo la progettazione del Gruppo di Treviglio a un lavoro di fino che ha dato i suoi frutti.

Senza nulla togliere ai Same e ai Deutz di nuova generazione, bisogna ammettere che la mano di Giugiaro ha dato il suo meglio sui Lamborghini, vuoi per l’ accattivante colorazione bianca e nera e vuoi per quel prestigioso marchio appiccicato sul cofano. Tutto è iniziato con i Nitro, splendidi aziendali di media potenza, per poi estendersi su tutta la gamma, in particolare sui trattori più potenti, gli Spark e i Mach. Oggetto della nostra prova è proprio il MachVrt 250, il più potente trattore Lamborghini mai prodotto e forse uno dei più belli di sempre.

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