Tra i finalisti del Tractor of the Year 2027 nella categoria High Power c’è anche un contendente destinato a suscitare curiosità nel panorama europeo. Si tratta dello Zoomlion DV3504, un trattore da 400 cavalli che rappresenta la proposta più avanzata del costruttore cinese nel segmento dell’alta potenza e, soprattutto, introduce un’architettura ibrida che, almeno nel panorama dei trattori convenzionali di questa fascia, costituisce un’assoluta novità. Più che sulla sola potenza, infatti, il progetto punta a ridefinire il modo in cui questa viene prodotta e trasferita alle ruote e agli organi di lavoro.

Fondata nel 1992 a Changsha come spin-off di un istituto di ricerca specializzato nelle macchine per costruzioni, Zoomlion Heavy Industry Science & Technology è oggi uno dei maggiori gruppi industriali cinesi nei settori delle costruzioni, del sollevamento e dell’agricoltura. Negli ultimi anni l’azienda ha investito con decisione nella meccanizzazione agricola, sviluppando una gamma completa di trattori, mietitrebbie e macchine intelligenti destinata non soltanto al mercato interno ma anche all’espansione internazionale.

L’acquisizione dello storico marchio tedesco Rabe, insieme alla creazione di centri di ricerca dedicati alle tecnologie digitali e all’elettrificazione, testimonia la volontà del gruppo di confrontarsi direttamente con i costruttori occidentali non solo sul piano produttivo ma anche su quello dell’innovazione.

Zoomlion, la sfida all’Europa

Il DV3504 rappresenta oggi la sintesi di questa strategia. Si tratta di un trattore progettato per le grandi aziende cerealicole e per i contoterzisti impegnati nelle lavorazioni più gravose, con un peso operativo massimo di 18 tonnellate, passo di 3.175 millimetri e una velocità massima di 50 chilometri orari. Ma sono soprattutto le soluzioni adottate per la driveline a renderlo uno dei progetti più interessanti tra quelli candidati al Tractor of the Year 2027. 

La vera novità del DV3504 è l’architettura ibrida del sistema MIDD (Multi-motor Intelligent Distributed Direct Drive). Diversamente da quanto avviene nei trattori tradizionali, il motore diesel non trasmette direttamente la potenza alle ruote attraverso una trasmissione meccanica. Il suo compito principale è quello di azionare un generatore elettrico che alimenta la rete di bordo e mantiene carica la batteria ad alta tensione, mentre la trazione e gli organi di lavoro sono affidati a motori elettrici dedicati. È un’impostazione che ricorda quella adottata su alcuni mezzi industriali e ferroviari e che, almeno per ora, rappresenta un caso praticamente unico nel settore trattoristico.

Secondo Zoomlion, questa soluzione consente di mantenere il motore endotermico costantemente nella fascia di massimo rendimento, evitando le continue variazioni di regime tipiche delle lavorazioni agricole. Il sei cilindri diesel lavora quindi come un vero e proprio ‘range extender’, lasciando ai motori elettrici il compito di gestire le rapide variazioni di coppia richieste durante il lavoro.

L’architettura prevede due motori principali: uno dedicato alla trazione e uno riservato alla presa di forza e ai servizi idraulici. Quest’ultimo rappresenta probabilmente l’aspetto più innovativo dell’intero progetto, poiché permette alla PTO di mantenere un regime costante indipendentemente dalla velocità di avanzamento del trattore. Durante le lavorazioni con attrezzature ad elevato assorbimento di potenza, inoltre, i due motori possono collaborare nella gestione della coppia, aumentando la potenza disponibile senza gravare direttamente sul motore diesel. 

Il cuore del DV3504 è l’inedita architettura ibrida “series hybrid”: il motore diesel alimenta un generatore elettrico, mentre trazione e presa di forza sono affidate a motori elettrici dedicati. Una soluzione pensata per ottimizzare efficienza, coppia e consumi.

Il ruolo della batteria secondo Zoomlion

A differenza di un trattore elettrico puro, il DV3504 non necessita di infrastrutture di ricarica esterne. La batteria agli ioni di litio da 11,55 kWh svolge infatti la funzione di accumulatore tampone, immagazzinando l’energia prodotta dal gruppo elettrogeno e restituendola quando il carico aumenta improvvisamente. Secondo il costruttore, la batteria può fornire fino a 200 cavalli supplementari nelle fasi di massimo assorbimento, contribuendo a stabilizzare il regime del motore endotermico e consentendo di affrontare gli incrementi di carico senza brusche cadute di giri. Durante le fasi meno impegnative, invece, il sistema provvede automaticamente alla ricarica dell’accumulatore.

Sempre secondo i dati dichiarati da Zoomlion, questa gestione dinamica dell’energia consente di migliorare l’efficienza operativa fino al 10%, mentre il recupero dell’energia in frenata contribuisce ulteriormente alla riduzione dei consumi complessivi. La batteria mantiene inoltre una riserva energetica permanente, pari a circa il 60% della capacità disponibile, destinata a garantire coppia supplementare immediatamente utilizzabile quando necessario. 

Il propulsore endotermico è uno Yuchai YCK09400-S500, sei cilindri turbodiesel Stage V da 9,41 litri, capace di sviluppare fino a 400 cavalli e una coppia massima di 1.855 Nm a 1.500 giri/minuto. L’alimentazione common rail, il sistema di post-trattamento DOC-DPF-SCR-ASC e la gestione elettronica completano una configurazione ormai consolidata per questa fascia di potenza. 

Regime ridotto

La particolarità consiste però nel fatto che il motore non deve più seguire direttamente le variazioni di carico della trasmissione. Il regime di funzionamento può così essere mantenuto mediamente 400-600 giri al di sotto di quello richiesto da un trattore convenzionale, con vantaggi dichiarati in termini di riduzione dell’usura meccanica, rumorosità e consumi.

Zoomlion indica inoltre una riduzione del consumo di combustibile pari al 10% rispetto a una trasmissione tradizionale, mentre considerando l’intero sistema ibrido la diminuzione può arrivare, secondo i dati aziendali, tra il 20 e il 40% in funzione delle lavorazioni svolte. Anche la rumorosità beneficerebbe della nuova architettura, con una diminuzione dichiarata superiore ai 5 dB(A). Naturalmente si tratta di valori dichiarati dalla casa costruttrice e riferiti alle proprie valutazioni tecniche. 

Cambio robotizzato

La trasmissione, sviluppata internamente da Zoomlion, è un cambio meccanico robotizzato (AMT) a due rapporti, progettato specificamente per lavorare in sinergia con il sistema ibrido. Diversamente dalle trasmissioni a variazione continua (CVT), il rapporto non viene modificato in modo continuo, ma attraverso due rapporti meccanici gestiti automaticamente. La continuità nell’erogazione della coppia è affidata ai motori elettrici, che compensano le variazioni di carico e rendono praticamente impercettibili i cambi di rapporto.

Sono disponibili tre modalità operative. In quella automatica il sistema seleziona autonomamente il rapporto più adatto in funzione della velocità e del carico; la modalità manuale permette invece il cambio tramite comando dedicato, mentre la funzione ‘Coupling Traction’ attiva automaticamente il motore destinato alla PTO quando aumenta il fabbisogno di trazione, disinserendolo nelle fasi meno impegnative per migliorare l’efficienza energetica.

Secondo Zoomlion, il rendimento del cambio meccanico robotizzato raggiunge il 92%, valore che il costruttore dichiara superiore a quello ottenibile con una trasmissione powershift o con una CVT di tipo idromeccanico, grazie alla riduzione delle perdite meccaniche e idrauliche. 

L’architettura elettrica interessa anche l’impianto idraulico. Il sistema CCLS/PFC utilizza una pompa da 227 litri al minuto e regola automaticamente pressione e portata in funzione del fabbisogno dell’attrezzo, limitando la produzione di calore e le dispersioni energetiche. L’allestimento comprende cinque distributori elettroidraulici posteriori e due anteriori, mentre il sollevatore elettronico raggiunge una capacità di oltre 9,2 tonnellate.

Anche la presa di forza costituisce uno degli elementi più interessanti del progetto. Grazie al motore elettrico dedicato, il regime può essere regolato in modo continuo da zero a 1.000 giri al minuto e mantenuto costante indipendentemente dalla velocità di avanzamento. Il sistema integra inoltre la funzione di avvio e arresto automatico sincronizzato con il sollevatore, facilitando le manovre di fine campo. 

Cabina digitale

La cabina AuroraCab è sospesa pneumaticamente e abbina un ambiente di lavoro particolarmente curato a un’impostazione fortemente orientata alla digitalizzazione. L’estetica e la scelata dei materiali possono possono apparire meno ‘sofisticate’ rispetto ai competitor occidentali ma la sostanza sembra ci sia tutta.

Il monitor touchscreen da 10,1 pollici rappresenta il centro di controllo del trattore, visualizzando in tempo reale regime motore, coppia, consumi, temperatura dei fluidi, pressione idraulica, posizione del sollevatore e stato della trasmissione. Il sedile pneumatico Grammer, la rumorosità dichiarata di 76 dB(A), il volante regolabile e la consolle orientabile completano una postazione operatore comunque moderna e funzionale.

Sul fronte dell’agricoltura di precisione il DV3504 integra Isobus, gestione automatica delle svolte a fine campo, guida assistita con precisione dichiarata di ±2,5 centimetri, registrazione automatica dei dati di lavoro e funzioni di programmazione delle sequenze operative. A completare la dotazione provvedono sedici fari di lavoro a LED con illuminazione a 360 gradi e un sistema di telecamere che offre una visione panoramica completa dell’area circostante il trattore. 

Al di là delle inevitabili verifiche che solo le prove in campo potranno confermare, il DV3504 rappresenta probabilmente una delle proposte tecnologicamente più originali tra quelle in gara al Tractor of the Year 2027. Più che rincorrere la semplice crescita della potenza, Zoomlion ha scelto di ripensare l’intera architettura del trattore, affidando all’elettrificazione il compito di gestire trazione, presa di forza e servizi ausiliari.

È una strada diversa da quella seguita finora dalla quasi totalità dei costruttori occidentali e che potrebbe anticipare una nuova fase nell’evoluzione dei trattori di alta potenza. Se le prestazioni dichiarate dalla casa troveranno conferma anche nell’impiego reale, il DV3504 potrebbe rappresentare il primo esempio concreto di come l’ibridizzazione, finora rimasta ai margini della meccanizzazione agricola, possa diventare una soluzione credibile anche per le lavorazioni più gravose.

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